LA GROTTA DI SANT’ANGELO – VAL DI PANICO.

NUOVI ITINERARI dal 2014 ad oggi
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Itinerario facilissimo e breve ma che si va ad aggiungere agli altri tre itinerari alla ricerca di grotte e cavità della Val di Panico arricchendoli di una ulteriore esplorazione ad una cavità, utilizzata anticamente dai carbonai della zona di Casali di Ussita, anch’essa non riportata ne il cartografia ne in bibliografia.

Gli altri itinerari citati nella zona alla ricerca di grotte, di cui ho riportato descrizione nel mio sito, sono :

  • Le grotte della Val di Panico
  • Il sentiero de Le Cute alto e la grotta di Peppe matto
  • Itinerario del ferro intorno a Casali di Ussita

ACCESSO: Si raggiunge in auto la frazione di Casali di Ussita dal capoluogo e si parcheggia nei pressi della chiesa, d’estate all’ombra del grande Ippocastano secolare.

DESCRIZIONE: La Grotta di Sant’Angelo si raggiunge percorrendo a piedi la “super” strada (recenti lavori l’hanno trasformata inspiegabilmente in una strada a tre corsie nonostante sia chiusa al pubblico !!!) per la Val di Panico fino alla ampia curva dove si intercetta il fosso de La Foce (30 minuti, 352516,8 E – 476819,7 N; 1160 m.) che scende dal caratteristico canyon visibile più in alto. In questo punto si scende sotto strada a destra nel bosco su una traccia di sentiero che si dirige in discesa verso il sottostante torrente Ussita di cui ancora non si sente il rumore.

Si scende nella radura mantenendo il fosso sulla sinistra (asciutto d’estate) quando si inizia a sentire il rumore del torrente posto più in basso la radura si allarga e ci si mantiene sulla sinistra dove si segue la traccia che attraversa il fosso e si inoltra nel bosco, dopo 100 metri si supera faticosamente un tratto di bosco con alberi capovolti da slavine ed in breve si raggiunge una caratteristica piattaforma in piano di una antica carbonaia, guardando in verticale verso monte si nota una fascia di rocce 50 metri più in alto dove si apre la grotta (20 minuti dalla strada, 352675 E – 4756585 N; 1130 m.).

In realtà la grotta è costituita da una lunga fascia rocciosa stratificata con un grande tetto roccioso che forma un riparo dagli agenti atmosferici con evidenti tracce di antichi fuochi che ne hanno annerito pareti e soffitto.

DISCESA: Dalla grotta anziché ritornare per lo stesso itinerario si prosegue la traccia di sentiero che dalle cavità prosegue verso la Val di Panico, raggiunge una zona aperta devastata dal slavine che costringe ad una difficoltosa tra alberi rovesciati, con una bellissima vista sulla parete Nord ed Est del Monte Bove Nord posta di fronte a poca distanza, fino ad un pianoro erboso con grandi Faggi e una stradina che scende a sinistra quindi si scende al torrente e si prosegue fino alle sue sorgenti, da qui si riprende la strada della Val di Panico sovrastante e si ridiscende a Casali.

1- La piattaforma di una antica carbonaia, in alto verso monte si notano le rocce stratificate che formano la Grotta di Sant’Angelo.
2 – 3- La fascia rocciosa sovrastata da un grande tetto che forma la grotta.
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4- Argilliti verdi escono dagli strati di roccia calcarea.
5 – 6 – 7- Le pareti ed il grande soffitto della Grotta recano segni di antichi fuochi.
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8- La fascia di rocce con tetto prosegue per circa 100 metri
9- Tronco con tracce lasciate da larve di coleotteri Blastofagi.
10- Il Monte Bove Nord con le evidenti chiazze bianche delle frane prodotte dal terremoto del 2016.
11- A sinistra la cima dello Spalto Centrale con la grande frana e a destra lo Spalto Occidentale, nella parete Nord del Monte Bove Nord.
12- La cresta Ovest dello Spalto Occidentale dove corre la Via della Mitria, con la cosiddetta “cengia dei Camosci” erbosa alla sua base.
13- La parte iniziale del canale dello Spalto Occidentale dove sale la via su roccia “Maurizi Taddei” nel punto in cui era presente la caratteristica “finestra” esattamente al centro della foto, crollata con il terremoto del 2016.
14- Ricostruzione in neretto di come era la “finestra” prima del terremoto con, a destra, la piccola finestra evidenziata in bianco ancora presente e visibile appena nella foto n.13 e 15.
15- Ingrandimento della foto n.13 con la piccola porzione di volta della grande “finestra” ancora presente e con la seconda finestra più piccola al lato destro ancora rimasta intatta.
16- La “finestra più piccola” ancora rimasta dopo il terremoto, con una bella vista verso i Campi di Casali, foto del 2003.
17- FOTO STORICA, la grande “finestra” della via Maurizi-Taddei, prima del terremoto del 2016 che l’ha fatta crollare, sullo sfondo il Pizzo Tre Vescovi.
18- FOTO STORICA già riportata nel mio libro I MIEI MONTI SIBILLINI, la grande “finestra” nel suo splendore prima del terremoto del 2016, ormai non si potrà più ammirare questa meraviglia della natura.
19- Parte centrale dello Spalto Orientale della parete Nord del Monte Bove Nord con la ferita bianca del Gendarme “La Pera” mozzata dal terremoto del 2016, al centro della foto.
20- Il grande Gendarme chiamato “La Pera” prima del terremoto del 2016 con la sua caratteristica parte superiore che ormai non c’è più.
21- La lunga striscia di alberi abbattuti dalle frane cadute dalla parete Nord del Monte Bove Nord con il terremoto del 2016
22- Tramonto verso la Valnerina vista dall’imbocco della Val di Panico..
23 – 24 – 25- Il cosiddetto “foliage” come viene chiamato da qualche anno, nei dintorni di Casali.
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25 Pianta satellitare del percorso: GIALLO: Percorso di raggiungimento – ROSSO: Percorso proposto per raggiungere la Grotta – VERDE: Percorso di Ritorno

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