POGGIO DI CROCE DA CASTELLUCCIO Con l’ultima copiosa nevicata di Marzo.

ASCENSIONI CLASSICHE dal 2018 ad oggi
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Il 28 Marzo 2026 ho effettuato la salita al Poggio di Croce (1833 m.) da Castelluccio tutta con ciaspole per l’abbondante neve caduta fino al giorno prima.

Dalla piazzetta di Castelluccio si sale nella strada sopra al Cimitero che costeggia le pendici Sud del Monte Veletta e conduce ai punti di decollo dei Deltaplani.

Si raggiunge la sella della Val Canatra (30 minuti, 1547 m.) e si prosegue fino ad arrivare alla base della cresta Est del Poggio di Croce.

Da qui si risale il pendio sopra strada denominato Coste le Prata per prendere la cresta che conduce fino alla cima (45 minuti dalla sella).

La salita è facile e consigliata d’inverno, anche con neve fresca.

Oggi gli accumuli, anche di oltre 50 centimetri di neve, hanno reso più impegnativo il primo tratto di salita, poi negli ultimi 100 metri il vento aveva scoperto la vecchia neve compatta tanto che necessitavano i ramponi.

Per fortuna le mie buonissime Ciaspole TUBBS Flex Alp sono dotate di ottimi ramponi che mi hanno permesso di raggiungere comunque la cima.

1- La Madonna della Cona con la neve di fine marzo.
2 – 3- Il Piano Grande visto dalla strada che sale da Castelluccio verso il Monte Veletta.
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4- Le pendici settentrionali della Cima del Redentore.
5- Castelluccio con lo sfondo dei Colli Alti e Bassi.
6- I Colli Alti e Bassi e Forca Viola sullo sfondo.
7- Zoom sui Colli Alti e Bassi.
8- Il Poggio di Croce
9- Il Monte Veletta e la Sella di Val Canatra a sinistra.
10 – 12- La Cima del Redentore e Castelluccio visto dall’inizio della Coste le Prata.
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13- Il Monte Palazzo Borghese e il Monte Porche in un momento di apertura delle nubi.
14- La Coste le Prata e il Poggio di Croce.
15- Un croco sfida la neve di fine primavera.
16- Il primo tratto di salita della Coste le Prata con elevati accumuli di neve.
17 -19- Veduta verso Castelluccio da Coste le Prata man mano che mi innalzo.
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20 – 22- L’ultimo tratto di salita con neve compatta, da ramponi.
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23- Neve sollevata dalla forte tramontana verso la Val Canatra.
24- Il Monte Lieto
25- Ridiscendo sulle mie tracce di salita.
26- Orme di animale che è passato sulla neve fresca compattandola con il suo peso, successivamente il vento ha spazzato la neve fresca mettendo in evidenza le orme in rilievo.
27- La cima di Poggio di Croce verso il Monte Lieto.
28- Veduta dalla cima verso Monte delle Rose e Monte Patino
29- Veduta dalla cima verso Castelluccio.
30- Zoom sul Monte delle Rose e Monte Patino.
31 – 32- Le faggete delle Coste i Valloni.
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33- Veduta verso Monte Ventosola, Monte Castello e Castellaccio.
34- Le mie uniche orme sulla cima, il Monte Argentella sullo sfondo.
35- I ripidi canali del versante Est del Monte Lieto, già descritti nel mio blog.
36 – 37- Tonnellate di tronchi di Faggio accatastati sulla Costa le Prata lasciati a marcire, accadono molte cose senza senso in Italia.
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38- Il Piano Grande
39- I Canali della Cima del Redentore.
40- La mia traccia in salita e discesa dal Poggio la Croce.
41- Alla fine la Cima del Redentore è emersa dalle nuvole.
42- Airone cinerino tra la neve.
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