L’idea era di andare a fare una escursione notturna ai Pantani di Forca Canapine ma, trovando la strada stranamente chiusa nonostante quasi totalmente libera dalla neve, forse per penosa mancanza di accordi o fondi tra le due Provincie (Perugia e Rieti), come è accaduto anche per la strada Castelluccio-Forca di Presta-Montegallo, ho optato per una escursione notturna al Monte Ventosola e Monte Castello dal Valico di Castelluccio.
Passando per i Piani di Castelluccio prima del tramonto ho avuto modo di osservare una enorme slavina superficiale staccatasi nel versante Ovest del Monte Argentella, tra il Casale dell’Argentella fino al canale oltre la Capanna Ghezzi, con un fronte di diverse centinaia di metri. Non avevo mai visto un distacco di tali dimensioni.
Infine, in piena oscurità, scendendo verso il bosco tra M.Ventosola e M.Castello, in alcuni avvallamenti di neve con residui vegetali accumulati dal vento (frammenti di foglie, rami e cortecce) intorno ai nuclei di faggio, ho notato una strana e appena percettibile luminescenza verdastra di cui sono riuscito a fare alcune foto, anche se la fotocamera esalta in modo più evidente la luce emessa.
E’ la prima volta che osservo tale fenomeno nonostante abbia effettuato innumerevoli escursioni notturne.
Avevo letto tempo fa di altre osservazioni di tale fenomeno nella neve e delle varie ipotesi che lo generano, alcune anche assurde e fantasiose, credo che l’ipotesi più probabile sia quella della bioluminescenza prodotta da batteri o funghi microscopici che, con il rialzo delle temperature, si sviluppano su frammenti organici in decomposizione.
Di seguito le immagini dell’escursione notturna.
1- Grandi slavine nel versante Nord del Monte Lieto.2- Il Monte Porche visto da Pian Perduto.3- Il Monte Palazzo Borghese4 – 10- Il versante Ovest del Monte Argentella con un imponente distacco di neve superficiale, dal Casale dell’Argentella fino al canale oltre la Capanna Ghezzi567891011- A destra del distacco, in alto, si nota un puntino luminoso, il camino del Casale dell’Argentella che emerge dalla neve.12- I Colli Alti e Bassi al tramonto.13- La Cima del Redentore e il Cordone del Vettore colmo di neve.14- La Valle Santa15- Il canale Sudovest della Cima del Lago, la cui salita è descritta nel mio libro “IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI”.16- La Cima del Lago e lo Scoglio dell’Aquila.17- I canali del versante Ovest della Cima del Redentore, dalla “Virgola” a Forca Viola,18- Il distacco del Monte Argentella al tramonto.19- Il laghetti del Piano Grande riflettono la luce rosa che illumina la Cima del Redentore.20- L’incrocio per Forca Canapine, assurdamente chiuso con un mucchio di neve nonostante, oltre, la strada è pulita dalla neve.21- Draba aizoides già in fiore al Valico di Castelluccio22- Il Monte Cappelleta visto dal Monte Ventosola.2324- Il Monte Castello25- Il Monte Castellaccio con la Cima del Redentore sullo sfondo.26 – 27- Le luci di Castelluccio viste dal Monte Ventosola, col sopraggiugere della notte.2728 – 29- Le luci di Norcia verso il Tramonto.2930- Il Monte Castello illuminato dalla mia torcia, durante la discesa notturna dal Monte Ventosola.31- 33- Il Monte Ventosola man mano che scendo verso l’auto.323334- La costellazione di Orione verso Ovest.35- 36- Le luci di Castelluccio.3637- La Cima del Redentore coperta da un cappello di nebbia.38- Passaggio di un’auto e Castelluccio in ontananza.39 – 41- Passaggi di aerei nel cielo stellato.404142 – 43- Luminescenza sulla neve in piccoli avvallamenti con residui vegetali, si notano rametti e frammenti di cortecce e foglie.4344 – 45- La luminescenza amplificata dai lunghi tempi di esposizione della fotocamera con lo sfondo di nuclei di faggio.4546 – 47- I frammenti organici (foglie secche, rametti e cortecce) visibili negli avvallamenti dove si forma la luminescenza.47