MONTE SIBILLA PER LA CRESTA DEGLI IMBUTI.

NUOVI ITINERARI dal 2014 ad oggi
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Finalmente, dopo le ultime visioni dello sconvolgimento attuato dal terremoto dell’ottobre 2016 nella Val di Bove e a Passo Cattivo, siamo ritornati alla nostra ricerca di itinerari inediti e non riportati nella bibliografia ufficiale dei Monti Sibillini.

Il 29 luglio 2017, in una zona accessibile agli escursionisti, senza alcun divieto, abbiamo risalito la ripidissima cresta del versante nord del Monte Sibilla che divide l’imbuto di “Mèta” dall’imbuto de “Le Vene”.

Itinerario inedito, molto impegnativo sia per lunghezza che per dislivello, è adatto solo ad escursionisti esperti che si sanno muovere su terreno molto ripido.

Accesso:

L’itinerario prevede come base di partenza il Rifugio Sibilla (360523,4 E – 4751966 N; 1545 m.) facilmente raggiungibile in auto dal paese di Montemonaco in direzione di Isola S. Biagio.

Avvicinamento:  

Dal Rifugio si prende il classico itinerario n.9 per il Monte Sibilla che in 30 minuti sale alla Sella di Monte Zampa (360158,5 E – 4752667,5 N; 1785m.).

            Dalla sella di Monte Zampa si prosegue la cresta in direzione del Monte Sibilla per altri  200 metri fino ad intercettare una traccia di sentiero (360176 E – 4752482,8 N; 1780 m.) che scende nel versante nord-ovest che rappresenta l’inizio del sentiero riportato in diversa bibliografia ufficiale che conduce al Casale Lanza – Casale della Sibilla passando per i torrioni del versante nord del M. Sibilla.

            Lo stesso tracciato è anche indicato per raggiungere gli attacchi dei vari fossi del M. Sibilla (in successione Fosso di Mèta I –II-III, Fosso le Vene, Fosso della Corona, Forra della Sibilla o Arcofù) attrezzati per le discese in doppia da chi pratica torrentismo.

Presa la traccia di sentiero la si percorre scendendo fino al margine del bosco e superando quindi in quota i vari canali che scendono verso la Valle del Tenna in un ambiente molto suggestivo e selvaggio.

Si superano in successione il Fosso di Mèta I (359219,5 E – 4751970,2 N; 1615 m.) caratterizzato da uno stretto canale roccioso con tratto di sentiero molto esposto dove fare particolare attenzione quindi si supera il Fosso di Mèta II più ampio e si raggiunge il Fosso di Mèta III caratterizzato da alte pareti verticali e generalmente pieno di neve fino ad estate inoltrata (358697,5 E – 4752012 N; 1560 m.).

Superato anche il nevaio il sentiero prosegue per altri 200 metri fino a raggiungere un boschetto (1 ora) .

Qui parte l’itinerario proposto e si abbandona il sentiero (358643,3 E – 4752123 N; 1550 m.).

Il sentiero prosegue oltre il bosco scavalcando il filo di cresta che separa l’imbuto di Mèta da quello successivo de Le Vene per poi proseguire per l’imbuto de Le Vene e quindi verso il Casale Lanza ed è descritto in bibliografia, si consiglia di percorrerlo in altra occasione in quanto molto lungo ma molto spettacolare per i panorami che si osservano essendo posto in quota sulla Valle dell’Infernaccio. 

Descrizione

            Dal boschetto (358643,3 E – 4752123 N; 1550 m.) si lascia il sentiero e si risale il pendio erboso sovrastante tenendosi verso il filo di cresta.

Il pendio erboso si fa in breve molto ripido con pendenze di 45 – 55° dove è necessario fare molta attenzione per evitare scivolamenti che sarebbero molto pericolosi.

            E’ consigliabile l’utilizzo di una piccozza anche d’estate.

            Si sale in verticale sulla cresta rocciosa strapiombante sulla destra (foto n.9) ed in 40 minuti piuttosto faticosi si supera una traccia che in piano (intorno a quota 1800 m.) prosegue verso l’imbuto de “Le Vene” (358384,3 E – 4751903 N; 1790 m.) quindi sempre in salita si raggiunge un ripiano erboso (358411,5 E – 4751810,5 N; 1835 m.) dove si scopre l’intero versante nord del M. Sibilla nel suo cosiddetto Imbuto de le Vene.

1-Il versante nord del M. Sibilla visto dall’inizio del sentiero che scende verso Mèta con il percorso di avvicinamento (verde) e di salita (rosso) proposto.  
2– Il versante nord del M. Sibilla visto dall’eremo di S. Leonardo con il percorso di salita

Si prosegue senza difficoltà la cresta erbosa, in direzione della cima del Monte Sibilla, che si innalza lievemente ma mano che si sale e si supera una seconda traccia di sentiero (358428,1 E – 4751735 N; 1860 m.) che, anch’esso in piano, taglia l’imbuto di Mèta circa a quota 1850 metri proveniente, come il primo incontrato a quota 1800 m., dalla cresta est del Monte Sibilla e proseguenti entrambe per l’imbuto de Le Vene (indicati nella foto n.52 del mio libro I MIEI MONTI SIBILLINI Anno 2011) e non riportati in alcuna bibliografia.

Le due tracce che si incontrano e che procedono verso il Fosso de Le Vene sono state da noi percorse negli anni ’90 ma è necessaria particolare attenzione in quanto sono molto impegnativi (il primo è stato descritto di recente sul sito www.auaa.it) perché attraversano in quota il quasi verticale imbuto de Le Vene
fino a raggiungere i prati sovrastanti il Casale della Sibilla (foto n. 13-15).


3- Il versante nord del M. Sibilla visto dalla deviazione Casale I Grottoni – Casale Il Rio con il percorso di avvicinamento (verde) e di salita (rosso) proposto.

Si arriva quindi ad un tratto roccioso dove la cresta si impenna verticalmente (358464,4 E – 4751522,7 N; 1960 m.) , qui si inizia a traversare tra rocce ed erba verso sinistra in direzione dell’unico tratto della caratteristica fascia rocciosa che cinge tutta la cima del Monte Sibilla, denominata la “corona”, superabile senza eccessive difficoltà in quanto costituito da un ripidissimo canalino erboso che taglia in due l’alta fascia rocciosa.

Giunti sulla verticale del canale (358522,5 E – 4751358,4 N; 2065 m.) ci si impegna al suo interno su erba molto ripida e scivolosa e superando al termine una paretina di roccia di 5 metri con brevi passaggi su roccia.  Quindi facilmente in cresta e in altri 5 minuti in vetta al Monte Sibilla (2175 m.) .

Le immagini riportate sono una successione cronologica della salita.

4- Il torrione destro de Le Vene  con la grande frana prodotta dal sisma dell’ottobre 2016 che ha formato il lago effimero dell’Infernaccio, a destra i Grottoni del Monte Priora
5- Attraversamento del Fosso di Mèta I, il tratto più ripido dell’avvicinamento, a sinistra il Pizzo (M.Priora)
6- Attraversamento del Fosso di Mèta III con ancora un grande nevaio.
7- Iniziamo quindi a risalire la cresta erbosa a monte del boschetto
8- Che si fa subito estremamente ripida (45 – 55° di pendenza).
9- La cresta di salita nel suo tratto iniziale molto ripido, sullo sfondo Il Pizzo del M. Priora, il S. Leonardo e la valle dell’Infernaccio (attualmente chiusa alle escursioni).
10- La salita del primo tratto di cresta, alle spalle la selvaggia parete nord M. Zampa percorsa dall’itinerario n.8 riportato (pagina 66) nel mio libro “IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI” Anno 2014
11- Il versante nord-ovest del M. Zampa con la cresta che lo collega al M. Sibilla. Sopra ai torrioni ben visibile il sentiero di accesso alla salita proposta.
12- Il ripiano erboso oltre il primo ripido tratto di cresta (a destra), di fronte i “grottoni” con la cengia delle ammoniti e la cima del M. Priora. 
13- L’imbuto di “Mèta” nel lato sinistro della cresta di salita con Davide che ha preso la corsa, si notano i due vecchi tracciati paralleli che attraversano l’imbuto per proseguire nel versante de Le Vene.
14- L’imbuto de “Le Vene”, molto più ripido, nel lato destro della cresta di salita
15- L’Imbuto de “Le Vene” con i due tracciati della foto n.13 che proseguono nel ripidissimo versante.
16- Arrivati dove il pendio si impenna si traversa verso la “corona” del M. Sibilla nell’unico tratto superabile senza eccessive difficoltà
17- Fausto in avvicinamento al canalino erboso della “corona”, sotto ai piedi il ripido imbuto di Mèta che arriva fino al torrente Tenna (veduta praticamente in verticale !!!!).
18- Oltre la fascia rocciosa della “corona”, sullo sfondo al centro il Pizzo Berro e a destra il M. Priora o Pizzo Regina con le cime in ombra .
19- Canalino superato
20- Oltre la fascia rocciosa della “corona” , gli ultimi 50 metri di ripida salita su erba prima della cresta del Monte Sibilla, si sale tra alti esemplari di Gentiana lutea, sullo sfondo il M. Priora o Pizzo Regina


20- Il primo tratto di salita della cresta che inizia dal boschetto, visto dalla cresta est del Monte Sibilla.
21- L’ultimo tratto di salita con la caratteristica “corona” del Monte Sibilla.

Discesa:

Dalla cima del Monte Sibilla si scende la cresta est in corrispondenza del tratto della “corona”  visibile nelle foto n.21-22, attrezzato con catena,  quindi per classico itinerario di salita per la cresta M. Zampa – M. Sibilla, in 1,30 ore si raggiunge il Rifugio Sibilla dove si è lasciata l’auto.

GIANLUCA CARRADORINI     – FAUSTO SERRANI – DAVIDE ANSOVINI            29 LUGLIO 2017

22- I miei compagni di salita contemplano “l’impresa”, la salita della cresta in ombra.

CARTA SATELLITARE DEL PERCORSO CON:

GIALLO: Percorso di avvicinamento

ROSSO: Percorso proposto

VERDE: Percorso di discesa

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