Uscita pomeridiana, in una giornata di tempo migliore, da Casali di Ussita fino all’imbocco della Val di Panico per fare delle foto al Monte Bove Nord finalmente, dopo anni, carico di neve, almeno nella parte superiore, oltre i 1600 metri di quota.
Con l’occasione ho scattato e montato anche delle foto a visione tridimensionale.
Le immagini tridimensionali sono visibili sia da PC ma, molto meglio, da smartphone.
Per osservarle dallo smartphone appoggiare il naso allo schermo al centro delle due foto, rimanere con lo sguardo fisso per una decina di secondi quindi allontanare lentamente lo smartphone per oltre 30-40 centimetri fino a che, al centro delle due immagini si forma una terza immagine tridimensionale.
Dal PC usare la stessa tecnica ma l’immagine 3D si osserva a distanza maggiore, anche a più di un metro.
1- La parete Nord del Monte Bove Nord con i tre Spalti, Orientale, Centrale e Occidentale.
IMMAGINI 3D
2 – 3- Lo Spalto Orientale nella zona della Via della Pera.34- Dettaglio della zona del Gendarme “La Pera”5- La parete Est con il torrione della Punta Anna.6 – 10- Lo Spalto Centrale in diverse condizioni di luce.7891011- Lo Spalto Occidentale
Con l’occasione ho scattato anche dei dettagli della parete Nord del Monte Bove Nord, con zone particolari conosciute dai pochi che frequentano la parete d’inverno:
12- La cima dello Spalto Orientale con il canale di uscita della Via della Pera (Gigliotti e Marchini).13- La cima dello Spalto Centrale. 14- La cima dello Spalto Occidentale.15- Dettaglio del camino centrale dello Spalto Occidentale.16- Il canale tra lo Spalto Centrale ed Occidentale, dove sale la Via dei Cristalli (Gigliotti e Marchini).17- Dettaglio dell’imbocco della grotta che si apre a sinistra del canale della foto n.15.18- Parte centrale dello Spalto Orientale con il gendarme “La Pera” con il canale dove sale la via omonima.19- Il canale mediano dello Spalto Centrale con un masso incastrato.20- Il versante Ovest del Pizzo Berro.21- Il Pizzo Berro dall’imbocco della Val di Panico.22- Pizzo Berro : condizioni da “Cerro Torre”.23 – 24- Una cima poco conosciuta e poco frequentata, non riportata sulle carte, la Cima del Lupo, al lato sinistro di salita del Canalone Nord o Valle di Santa Romana, di fronte alla parete Est del Monte Bove Nord.2425- Condizioni alpine della Cima del Lupo. Due sole vie invernali su questa parete, la cresta di sinistra salita da me e descritta a pagina 122 del mio libro IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI, La seconda via del canalone centrale che esce sotto alla cima salita dalla cordata Gigliotti e Marchini.26 – 27- L’uscita del Canalone Nord ai piedi della parete Est del Monte Bove Nord, con grandi cornici di neve, alte oltre tre metri !!!!. Erano anni che non vedevo cornici così alte.2728- La parete Est del Monte Bove Nord.29 – 30- Ad un tratto, in 15 minuti, il cielo si è coperto ed è iniziato a nevicare.3031- Dopo un’ora già si era rasserenato.32 – 33- Mentre in fondovalle stanno già fiorendo crochi.3334- E bucaneve.
VAL DI PANICO
Salita invernale classica sempre piacevolissima da Casali di Ussita per la Val di Panico. Neve con fastidiosa crosta superficiale ghiacciata inconsistente in quanto, sotto, non ancora consolidata.
Molti distacchi nei pendii assolati a causa delle alte temperature autunnali che non hanno fatto formare del Permafrost sul terreno.
Di seguito le immagini dell’escursione.
1- L’ultima cascata della Costa dell’Asino, ormai da anni senza acqua, immersa nella nebbia mattutina.2- La parete Est del Monte Bove Nord con le prime luci del giorno.3- La Croce di Monte Rotondo emerge dalla nebbia.4 – 6- Il grande torrione della Punta Anna, sulla parete Est del Monte Bove Nord.567- La parete Est del Monte Bove Nord vista dall’imbocco della Val di Panico.8 – 9- La stessa parete vista dall’ultima morena della Val di Panico.910- Il Monte Cascino, al centro della Val di Panico con ampi distacchi di neve.11- La Valle Vipera, sotto al versante Ovest del Pizzo Berro, anch’essa con numerosi distacchi di neve inconsistente.12- La Val di Panico con la testata del Monte Bove Sud.13- Distacchi all’imbocco della Valle Vipera.14- Neve con crosta gelata superficiale inconsistente che affonda 10-20 centimetri, per fortuna le impronte di chi mi ha preceduto i giorni prima mi agevola la salita.15- Il Monte Rotondo.16- Il Monte Rotondo ed il Pizzo Tre Vescovi.17- Mi avvicino sempre di più alla testata della Val di Panico.18 – 19- Il versante Ovest del Pizzo Berro.1920- La cascata Torre di Luna, quest’anno con l’autunno siccitoso si è formata solo parzialmente.21- Il primo tiro della Torre di Luna senza ghiaccio.22- La Torre di Luna nel suo splendore nel gennaio del 2016.23- Le pareti a destra della cascata da dove cadde il famoso alpinista Giancarlo Grassi.24- Il canale Maurizi sulla destra.25- Gruppo di escursionisti che, alle 11,30 (!!!!!), salgono sotto alle slavine della Valle Vipera per salire verso il Pizzo Berro, io sarei salito per la cresta della Forca Cervara, molto più sicura.26- Alle falde delle pareti del Monte Bove Sud.27- La cresta della Forca Cervara.28 – 29- Le doline della testata della val di Panico.2930- Veduta verso valle.31- La cresta che collega il Monte Bove Sud alla cima Nord.32- Le rocce sotto a Forca Cervara.33- Non si è neppure formata nel suo splendore la bellissima colata che chiude la piccola grotta sotto a Forca Cervara34- La splendida cornice di ghiaccio della grotta di Forca Cervara nel gennaio del 2016.35- All’interno della grotta di Forca Cervara nel gennaio del 2016.36 – 37- I torrioni del Monte Bove Sud con il primo sole, nonostante sono già le 10.3738- Il bellissimo profilo della Val di Panico39- Il Monte Rotondo in fondo alla valle.40 – 41- Noto un buco con delle ossa fuori, un lupo ha sentito l’odore di una carcassa di una pecora morta.4142- I distacchi di neve sotto a Monte Cascino43- Ridiscendo dalla valle.44- La parete Est del Monte Bove Nord è tornata già in ombra.45- I canali Est del Monte Bove Nord con pochissima neve.46- Non ho le gambe più lunghe del corpo, è il sole di mezzogiorno a Dicembre che è basso sull’orizzonte.47- Coppia di Aquile volteggiano sopra al Fosso La Foce.48- La foto n.1 con il sole e senza nebbia.
CENGIA DEI FIUMARELLI E GROTTE DE LE CUTE Sempre meravigliose e con nuove scoperte
Una escursione da Casali di Ussita alla Cengia dei Fiumarelli, pur avendola percorsa decine e decine di volte, mi regala sempre forti emozioni.
La successiva visita alle Grotte de Le Cute, ed in particolare alla Grotta Nascosta, non riportata sul Catasto Grotte della Regione Marche, già descritta sul presente sito, stavolta ci ha fatto scoprire dei reperti ossei non osservati nella prima visita e il ritrovamento anche del raro Geotritone Italiano (Speleomanteus italicus).
Di seguito le immagini delle due escursioni effettuate nella stessa giornata.
Ringrazio Manuel e Romolo per avermi concesso alcune delle loro foto.
1- Un camoscio all’ingresso del Fosso La Foce, mai osservato prima a quote così basse.2- Foliage nel Fosso La Foce3 – 4- 5 – La prima parte della Cengia dei Fiumarelli che attraversa la destra orografica del Fosso La Foce.4 5 6- 7L’ultimo tratto della Cengia dei Fiumarelli visto dalla parte centrale, a destra lo scoglio della foto n. 20.78 – 9 -La finestra della Cengia dei Fiumarelli910- Il tratto più stretto della Cengia dei Fiumarelli11- La cascata più piccola del lato sinistro orografico del Fosso La Foce.12- La cascata più alta13- Veduta quasi verticale verso la Val di Panico14 – 15 – La parte terminale del Fosso La Foce vista in verticale dalla Cengia dei Fiumarelli151 6-17 – Il ramo sinistro orografico del Fosso La Foce dove confluiscono le due cascate delle foto n. 11 e 12.1718- L’intero Fosso La Foce ed In alto il Monte Rotondo visto dallo scoglio della foto n.2019- La cascata più alta del Fosso La Foce.20- Lo spettacolare scoglio (foto n. 6 e 7) dell’uscita della Cengia dei Fiumarelli con il Monte Bove Nord alle spalle.21- Il Monte Bove Nord con Acero in versione autunnale in primo piano.
LE GROTTE DE LE CUTE
22- La Grotta Grande alle Cute conserva un vecchio secchio per la raccolta delle acque di stillicidio.23- L’ingresso della Grotta Nascosta.24- Concrezioni ormai asciugate dalla torrida estate all’interno della Grotta Nascosta25 – 26 – Un Geotritone italiano (Speleomanteus italicus) se ne va in giro all’interno della Grotta Nascosta2627- 28 – Ritrovamento di varie ossa all’interno della Grotta Nascosta.2829- Casali di Ussita, ormai un paese fantasma.
MONTE BOVE SUD – Itinerario alternativo a picco sulla Val di Panico
L’itinerario che propongo non è un vero e proprio nuovo tracciato ma un modo diverso di vivere il Monte Bove Sud, si può definire come un itinerario alternativo.
Anziché raggiungere semplicemente la cima del Monte Bove Sud deturpata dalla vecchia stazione della funivia, dai cavi a dai piloni, propongo un giro intorno al plateau sommitale della cima, destinato tanti anni fa ad un folle progetto di trasformarlo in pista da sci, ma passando ad una quota in modo da non vedere più quelle orribili strutture e nello stesso tempo avere una visione verticale della sottostante Val di Panico.
Ho evitato deliberatamente di fotografare la stazione della vecchia funivia e gli orribili piloni rimasti a sorvegliare l’area faunistica protetta del camoscio dell’appennino poiché purtroppo sicuramente conosciuti da tutti i frequentatori di questa zona dei Monti Sibillini.
Forse prima di liberare i camosci nella zona era opportuno rimuovere i cavi, i piloni e perché no, anche la vecchia stazione della funivia.
Molte immagini, per far notare la verticalità dei pendii, riprendono volontariamente i miei scarponi proprio per far capire che sono state scattate dall’alto verso il basso e non per pubblicizzarli.
L’itinerario alternativo proposto si snoda nel perimetro della cima, scendendo dai prati sommitali dapprima verso le pendici del versante Nord, verso il cosiddetto “Canale Maurizi”, canale di salita noto ai frequentatori invernali di questa montagna, per poi proseguire in quota su ripidi pendii erbosi con vista verticale sulle sottostanti pareti rocciose che formano la testata sinistra (orografica) della Val di Panico, superando in quota il canale Nord e raggiungendo la sommità dell’uscita della via invernale alla Cascata “Torre di Luna”.
Quindi si cambia lentamente versante dirigendosi verso i pendii del lato Est sorvolando nel vero senso della parola la testata della Val di Panico sottostante la Forca Cervara.
Quindi si consiglia di proseguire tutto il versante, scendere per il sentiero della Forca Cervara e raggiungere la cima che sovrasta la Forcella stessa in modo da avere una visione di tutto il versante Est del Monte Bove Sud appena traversato.
Quindi si risale in cima per il sentiero Monte Bove Sud-Forca Cervara, anche in questo caso, se si vuole, tenendosi bassi in modo da avere la visione dei piloni ma inevitabilmente rimarrà comunque in vista la Stazione della ex funivia.
1- Cavali al pascolo al mattino presto sulla salita per la sella di Monte Bicco.2- Camoscio curioso giunto fino a 10 metri da me, tra poco ci brucheranno l’erba sulle mani.3- Salendo verso il Monte Bove Sud, con la frana prodotta dal sisma del 2016.4- La Val di Bove ed il Monte Bove Nord.5- L’uscita del canale invernale Maurizi al Monte Bove Sud., di fronte il Pizzo Berro.6- Le pendici Nord della cresta Monte Bove Nord-Monte Bove Sud nella Val di Panico ed il Monte Rotondo a destra.7- Le pendici sovrastanti la cascata Torre di Luna, lo spigolo a picco sulla Val di Panico.8- Veduta verticale sui cavalli al pascolo in val di Panico9-10- Veduta verticale verso le doline della parte laterale della Val di Panico, i pendii sotto i miei piedi rasentano la verticalità.1011- La testata della Val di Panico con il vecchio sentiero che sale in diagonale alla Forca Cervara.12- La cima che sovrasta Forca Cervara13- I pendii sovrastanti dal punto più basso raggiunto sopra la Torre di Luna, a destra l’uscita del Canale Maurizi, i piloni non sono più visibili. 14-15- A sinistra la cresta che scende verso Forca Cervara1516- La forca Cervara vista dallo spigolo sopra la torre di Luna.17- La cima che sovrasta la Forca Cervara vista dalle pendici Est del Monte Bove Sud.18-19 – Veduta verticale dall’uscita del Canale Est del Monte Bove Sud, oggetto di mia salita alpinistica invernale di molti anni fa, riportato a pagina 119 del mio secondo libro IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI.1920-21 – Il plateau sommitale del Monte Bove Sud è ricco di bellissimi esemplari di Genziana lutea.2122- La cresta che scende dal Monte Bove Sud alla Forca Cervara.23- La testata della Val di Panico ed il versante Ovest del Pizzo Berro.24- La ardita cima senza nome (sperando che nessuno gli assegni un nome di fantasia) che sovrasta Forca Cervara, vista dal versante Est del Monte Bove Sud.25- Le vallette umide del plateau sommitale del Monte Bove Sud ospitano popolazioni estese di Gentiana lutea, di fronte il Pizzo Berro.26- Vista verticale sulla testata della Val di Panico scendendo verso la cima che sovrasta Forca Cervara.27- Il sottile tratto di cresta che collega il Monte Bove Sud con la cima che sovrasta Forca Cervara28- Veduta verso Sud, in fondo la strada Passo Cattivo – Capotenna.29- La bastionata rocciosa Est del Monte Bove Sud con il canale di salita invernale salito da me anni fa.30-31 – La cima senza nome che sovrasta Forca Cervara con il Pizzo Berro di fronte.3132- Veduta della Val di Panico dalla cima di Forca Cervara33- I cavalli della foto n.8 visti da due angolazioni diverse.34- Il Pizzo Berro e Forca Cervara vista dalla cima sovrastante.35-36 – Vista verticale sulla testata della Val di Panico.37- La Val di Panico, sullo sfondo il Monte Rotondo a sinistra ed i Pizzo Tre Vescovi a destra38- Le pareti Nord del Monte Bove Sud nella zona della Cascata Torre di Luna.39- Panoramica verso Sud sulle altre cime dei Monti sibillini fino al Monte Vettore al centro e Cima del Redentore a destra.40- Inachi Io o Pavone di giorno, una delle più colorate farfalle della fauna europea.41 -42 – Ottimi Psalliota marcrospora.4243 -44 – Cerastium in corso di identificazione che si trova solo nelle pareti Nord del Monte Bove Sud.4445- Frutto di Anemone alpina.46- La piccolissima felce di alta quota Botrichium lunaria47- E la piccolissima orchidea di alta quota, Coeloglossum viride.48- Il Giglio Rosso: Lilium bulbiferum subsp.croceum49-50 – La faglia che attraversa il versante Ovest del Monte Bicco con il lieve abbassamento del terreno di circa 20-30 centimetri evidenziato dalla riga bianca alla base della placca rocciosa.5051- Versante Nord del Monte Bove Sud con il tracciato effettuato ed i relativi punti fotografici.52-53- Versante Est del Monte Bove Sud con il tracciato effettuato ed i relativi punti fotografici.53
VAL DI PANICO Ciaspolata da Casali a Forca Cervara
Classica e facile escursione di fondo valle resa più impegnativa dalla recente neve ancora non assestata che ci ha costretto ad usare le ciaspole già dalla partenza da Casali di Ussita e con cui siamo arrivati, con Silvia, fino alla base della Forca Cervara, con circa 11 km di sviluppo e 800 metri di dislivello.
Senza le ciaspole saremo arrivati non oltre le sorgenti del torrente Ussita.
Di seguito le immagini dell’escursione.
1- Grande cornice nel bordo del canale di Fonte Angagnola.2- La Cima del Lupo sul bordo sinistro del Canalone Nord con scarso innevamento, si nota la traccia a sinistra che permette di scavalcare la cresta rocciosa di fronte per raggiungere la cima.3 – 4- La parete Est del Monte Bove Nord con il grande torrione della Punta Anna.4 5- Dettaglio della Punta Anna denominata anche “testa di scimmia”..6- I verticali canaloni della parete Est del Monte Bove Nord.7- Il Monte Bove Sud e la testata della Val di Panico.8- I versanti Sud della Croce di Monte Rotondo a sinistra, sgombra dalla neve e il Monte Rotondo a destra.9- Steli di Verbascum emergono dalla neve purtroppo non abbondante.10- Le pareti Nord del Monte Bove Sud con, al centro, la cascata di ghiaccio denominata “Torre di Luna” .11- La cascata ghiacciata Torre di Luna in condizioni non eccezionali.12- Tra ombra e luce sale il canale Maurizi, facile salita invernale, situato sulla parte destra delle pareti del Monte Bove Sud.13- Siamo i primi a salire la val di Panico, qui nella zona denominata “il pozzetto” dove, d’estate, è presente una sorgente.14- 15- Cammini paralleli: noi e una volpe passata di recente.1516- 17- Le tracce delle nostre ciaspole segnano la neve fresca della Val di Panico.1718- La seconda parte della testata della Val di Panico sotto al versante Est del Monte Bove Sud.19- Il bellissimo e ripidissimo canale Est del Monte Bove Sud salito da me anni fa, in prima salita, e descritto a pagina 119 del mio libro IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI20- Esercitazioni aeree di caccia militari sopra la Val di Panico, nemmeno quassù si può stare in pace.21- Il Pizzo Tre Vescovi e la Forcella Angagnola da cui tracima la nebbia dalla Valle dell’Ambro.22- Il Pizzo Berro e la nebbia che tracima invece dalla Valle del Tenna.23- E ormai la nebbia sta scendendo dalla Forca Cervara anche il Val di Panico24- Sciatori salgono sotto al Monte Cascino mentre noi già scendiamo.25- Il Monte Cascino divide la Val di Panico, a destra si va alla testata verso Forca Cervara a sinistra si sale a Valle Vipera, sotto al pericoloso versante Ovest di Pizzo Berro. 26- Piccola slavina da manuale, partita da un punto in alto e termina con la cosiddetta “palla di neve”27- Altra slavina a lastroni di scorrimento sulla Costa dell’Asino, sotto al Rifugio del Fargno. 28- Natura morta in bianco e nero.29- Immagine particolare: l’ombra della staccionata, posta casualmente parallelamente al percorso del sole, ha preservato la neve che ha formato quindi due cornici più alte rispetto all’altra neve della strada che si è sciolta e larghe quando la stessa ombra.30- 34- Battaglia aerea tra una cornacchia e un aquila reale.313233
CROCE DI MONTE ROTONDO DA CASALI DI USSITA
Il 15 gennaio 2022, con Angelo, Alicia e Valerio, siamo partiti da Casali di Ussita e siamo saliti ai Campi di Casali quindi dal fontanile abbiamo preso il sentiero a tornanti che sale verso l’Edicola di S. Antonio.
Giunti alla fonte Scentelle abbiamo deviato a sinistra con un lungo traverso su neve discreta verso la strada Casali-Rifugio del Fargno e da qui abbiamo raggiunto la cresta nella zona denominata Banditella fino alla Croce di Monte Rotondo.
Di seguito le immagini della classica salita.
1- La strada Casali-Val di Panico con 30 centimetri di neve fresca.2 – 3- La parete nord del Monte Bove Nord domina la valle (foto di Valerio B.). 3 (foto di Valerio B.) 4- La deviazione per i Campi di Casali.5- I Campi di Casali con vista verso il Fosso La Foce., a destra il Pizzo Tre Vescovi.6- Il sentiero che sale verso il rimboschimento per l’edicola di S. Antonio. 7- Il Monte Bove Nord e la Croce di Monte Bove visti dal sentiero che sale verso la strada Casali-Rifugio del Fargno.8- 9- Giunti alla Fonte Scentelle deviamo verso sinistra in direzione della Croce di Monte Rotondo visibile in alto con il suo versante Sud praticamente senza neve .910- Il Pizzo Berro a destra e il Pizzo Regina a sinistra.11 – 12- 13- Il lungo traverso su neve discreta dalla fonte verso la strada Casali-Rifugio del Fargno.1213 (foto di Valerio B.) 14- La strada Casali-Rifugio del Fargno piena di neve ma i prati sommitali del versante Sud sono puliti.15- La Banditella e la cresta che sale verso la Croce di Monte Rotondo praticamente in condizioni primaverili.16- Il Monte Banditella al centro e il Monte Va di Fibbia a destra, nella valle di Rio Sacro, sullo sfondo il Monte Catria più alto della catena appenninica settentrionale marchigiana.17- Il versante Sud del Monte Pietralata, nella zona del Casale Gasparri.18- Il versante Nord del Monte Rotondo.19 – 20- 21- 22- La cresta Est della Croce di Monte Rotondo.20 (foto Alicia).212223- La gigantesca croce di vetta della Croce di Monte Rotondo.24- da sinistra il Monte Acuto, il Pizzo Tre Vescovi ed il Pizzo Regina.25- Il versante Nord del Monte Rotondo con il canalone Nord tra luce ed ombra, la cui prima salita è stata effettuata da noi in data 19/04/1993 come riportato nella foto di pagina 150 del mio libro “I MIEI MONTI SIBILLINI”. 26- Foto di vetta con i miei amici.27- Le nostre ombre verso il versante Nord della montagna.28- La rapida discesa per i canaloni dalla fonte Scentelle ai Campi di Casali.29- Il PIzzo Berro e la val di Panico sulla destra.30- La Fonte dei Campi di Casali con l’imponente parete Nord del Monte Bove Nord di fronte. 31- Ombre e orme nel bosco verso Casali.32- Panoramica verso Sud (foto di Angelo C.)Panoramica verso Ovest (foto di Angelo C.)Video panoramica (video di Angelo C.)
LA GROTTA DI SANT’ANGELO – VAL DI PANICO.
Itinerario facilissimo e breve ma che si va ad aggiungere agli altri tre itinerari alla ricerca di grotte e cavità della Val di Panico arricchendoli di una ulteriore esplorazione ad una cavità, utilizzata anticamente dai carbonai della zona di Casali di Ussita, anch’essa non riportata ne il cartografia ne in bibliografia.
Gli altri itinerari citati nella zona alla ricerca di grotte, di cui ho riportato descrizione nel mio sito, sono :
Le grotte della Val di Panico
Il sentiero de Le Cute alto e la grotta di Peppe matto
Itinerario del ferro intorno a Casali di Ussita
ACCESSO: Si raggiunge in auto la frazione di Casali di Ussita dal capoluogo e si parcheggia nei pressi della chiesa, d’estate all’ombra del grande Ippocastano secolare.
DESCRIZIONE: La Grotta di Sant’Angelo si raggiunge percorrendo a piedi la “super” strada (recenti lavori l’hanno trasformata inspiegabilmente in una strada a tre corsie nonostante sia chiusa al pubblico !!!) per la Val di Panico fino alla ampia curva dove si intercetta il fosso de La Foce (30 minuti, 352516,8 E – 476819,7 N; 1160 m.) che scende dal caratteristico canyon visibile più in alto. In questo punto si scende sotto strada a destra nel bosco su una traccia di sentiero che si dirige in discesa verso il sottostante torrente Ussita di cui ancora non si sente il rumore.
Si scende nella radura mantenendo il fosso sulla sinistra (asciutto d’estate) quando si inizia a sentire il rumore del torrente posto più in basso la radura si allarga e ci si mantiene sulla sinistra dove si segue la traccia che attraversa il fosso e si inoltra nel bosco, dopo 100 metri si supera faticosamente un tratto di bosco con alberi capovolti da slavine ed in breve si raggiunge una caratteristica piattaforma in piano di una antica carbonaia, guardando in verticale verso monte si nota una fascia di rocce 50 metri più in alto dove si apre la grotta (20 minuti dalla strada, 352675 E – 4756585 N; 1130 m.).
In realtà la grotta è costituita da una lunga fascia rocciosa stratificata con un grande tetto roccioso che forma un riparo dagli agenti atmosferici con evidenti tracce di antichi fuochi che ne hanno annerito pareti e soffitto.
DISCESA: Dalla grotta anziché ritornare per lo stesso itinerario si prosegue la traccia di sentiero che dalle cavità prosegue verso la Val di Panico, raggiunge una zona aperta devastata dal slavine che costringe ad una difficoltosa tra alberi rovesciati, con una bellissima vista sulla parete Nord ed Est del Monte Bove Nord posta di fronte a poca distanza, fino ad un pianoro erboso con grandi Faggi e una stradina che scende a sinistra quindi si scende al torrente e si prosegue fino alle sue sorgenti, da qui si riprende la strada della Val di Panico sovrastante e si ridiscende a Casali.
1- La piattaforma di una antica carbonaia, in alto verso monte si notano le rocce stratificate che formano la Grotta di Sant’Angelo.2 – 3- La fascia rocciosa sovrastata da un grande tetto che forma la grotta.34- Argilliti verdi escono dagli strati di roccia calcarea.5 – 6 – 7- Le pareti ed il grande soffitto della Grotta recano segni di antichi fuochi. 678- La fascia di rocce con tetto prosegue per circa 100 metri9- Tronco con tracce lasciate da larve di coleotteri Blastofagi.10- Il Monte Bove Nord con le evidenti chiazze bianche delle frane prodotte dal terremoto del 2016.11- A sinistra la cima dello Spalto Centrale con la grande frana e a destra lo Spalto Occidentale, nella parete Nord del Monte Bove Nord. 12- La cresta Ovest dello Spalto Occidentale dove corre la Via della Mitria, con la cosiddetta “cengia dei Camosci” erbosa alla sua base. 13- La parte iniziale del canale dello Spalto Occidentale dove sale la via su roccia “Maurizi Taddei” nel punto in cui è presente la caratteristica “finestra” esattamente al centro della foto. 14- Ingrandimento della foto n.13 con la volta della grande “finestra” visibile a destra del canalone.15- La “finestra più piccola”, con una bella vista verso i Campi di Casali, foto del 2003.16- La grande “finestra” della via Maurizi-Taddei, prima del terremoto del 2016 , sullo sfondo il Pizzo Tre Vescovi.17- La grande “finestra” vista dal canale di salita.18- Parte centrale dello Spalto Orientale della parete Nord del Monte Bove Nord con la ferita bianca del Gendarme “La Pera” mozzata dal terremoto del 2016, al centro della foto. 19- Il grande Gendarme chiamato “La Pera” prima del terremoto del 2016 con la sua caratteristica parte superiore che ormai non c’è più.20- La lunga striscia di alberi abbattuti dalle frane cadute dalla parete Nord del Monte Bove Nord con il terremoto del 201621- Tramonto verso la Valnerina vista dall’imbocco della Val di Panico..22 – 23 – 24- Il cosiddetto “foliage” come viene chiamato da qualche anno, nei dintorni di Casali.232425 Pianta satellitare del percorso: GIALLO: Percorso di raggiungimento – ROSSO: Percorso proposto per raggiungere la Grotta – VERDE: Percorso di Ritorno
VAL DI PANICO Ciaspolata da Casali.
Ciaspolata con Carlo, Monica e Stefano del 7 gennaio 2020 in Val di Panico da Casali fino alla confluenza della valle con la valletta che si snoda sotto a Pizzo Berro denominata Valle della Vipera dopodichè ci siamo fermati a causa della elevata quantità di neve fresca che, nonostante le ciaspole, rendeva difficoltosa la camminata. Di seguito le immagini della giornata purtroppo senza sole.
Nella foto 15 ho specificato che il Rifugio del Fargno è chiuso d’inverno e ricordo che non dispone neppure di locale invernale a seguito dei numerosi incontri che ho fatto di recente nella zona di Bolognola di gente che , senza adeguata attrezzatura o in tardo pomeriggio, si avventurava nella strada per andare a fare pranzo !!!! o andare a pernottare nel Rifugio senza avere informazioni sulla sua apertura e soprattutto senza rendersi conto della pericolosità invernale della strada percorribile d’estate in auto.
1- Il Pizzo Tre Vescovi con la cresta praticamente pulita dal vento.2- La strada per la Val di Panico con il Monte Bove Nord alle spalle.3- Il Monte Bove Nord, nel bosco si nota evidente il taglio provocato dalle frane del terremoto dell’Ottobre 2016.4- Buchi e impronte di roditore.5- Più ci addentriamo nella valle e più è alta la neve.6- Oltre le sorgenti del torrente Ussita.7- Momento di sole sotto al canale di Fonte Angagnola.8- L’ultimo lembo di bosco prima della confluenza della Val di panico con la Valle della Vipera che scende dal versante Ovest del Pizzo Berro.9 – 10 La maestosa parete Est del Monte Bove Nord colma di neve dove svetta la Punta Anna.1011- Il Monte Rotondo a destra e la Croce di Monte Rotondo a sinistra.12 – 13 – La testata della Val di Panico con le pareti del Monte Bove Sud. il sole si è già coperto1314- La cascata “Torre di Luna” al centro della parete.15- Proseguiamo faticosamente ancora verso la testata della valle, alle spalle la Forcella del Fargno spazzata dal vento, si nota infatti l’erba secca, con l’omonimo rifugio CHIUSO D’INVERNO !!!!.16- Accumuli metrici di neve farinosa rendono faticoso il proseguimento.17- Giunti alla confluenza delle due valli abbandoniamo la salita.18- La parete Nord del Monte Bove Nord19- Rivediamo il cerchio del sole al ritorno dietro alla Scoglio della Grotta del Diavolo.
VAL DI PANICO – FORCA CERVARA
ASCENSIONE N. 994 dal 1979
Il 14 Dicembre 2019, con Fausto, Stefano e Federico, partendo da Casali di Ussita che abbiamo raggiunto in auto richiedendo apposita autorizzazione, abbiamo risalito tutta la Val di Panico. Nella valle si alternavano tratti di neve fresca accumulata dal vento con tratti di neve precedente ghiacciata. Nel pendio sotto a Forca Cervara (o Forcella della neve) abbiamo trovato la odiosissima neve non compattata ma con crosta superficiale ghiacciata che si sfondava ad ogni passo. Per fortuna ci siamo alternati nella traccia e alla fine, con non poca fatica, siamo riusciti a raggiungere la Forcella ma poi per il forte vento abbiamo deciso di non proseguire per altra meta
Di seguito le immagini della bellissima giornata invernale.
1-La parete Nord del Monte Bove Nord.2- La parete Est del Monte Bove Nord3- La parete Est del Monte Bove Nord dove spicca la Punta Anna o Testa di Scimmia4- Il versante Sud-Ovest del Monte Rotondo con alte colonne di neve fresca sollevata dal forte vento in quota.5- La testata della Val di Panico con le pareti del Monte Bove Sud.6- Fasi si salita in Val di Panico7- Il versante Ovest del Pizzo Berro.8- La poca neve lascia scoperte ancora piante secche di Gentiana lutea.9- Il versante Ovest del Pizzo Tre Vescovi con l’ultimo lembo di bosco della Val di Panico.10-. Giunti alla testata della Val di Panico il sole sta sorgendo adesso, ore 9,30.11- La testata della Val di Panico con la cascata “Torre di Luna” ancora non in piena condizione invernale.12- La cascata “Torre di luna”13 – 14 – 15 Ci dirigiamo verso la Forca Cervara nella magia della neve fresca141516 – 17 Salendo verso Forca Cervara ci confrontiamo anche con il forte vento di quota.1718- Finalmente, con non poca fatica, arriviamo a Forca Cervara19- Il versante Ovest del Pizzo Berro20 – 21 Il versante Est del Monte Bove Sud.2122 – 23 – 24 Le nostre ombre si riflettono sulla neve grazie al sole di metà dicembre molto basso sull’orizzonte durante la discesa in Val di Panico.2324
LE GROTTE DELLA VAL DI PANICO – Monte Cascino e Monte Bove Sud.
Trascorso l’inverno in
cui abbiamo effettuato solo alcune salite classiche ma, per diversi motivi,
nessun nuovo itinerario alpinistico invernale, continuiamo il nostro viaggio
nei Monti Sibillini alla scoperta di luoghi insoliti e selvaggi.
Il 27 maggio 2018 abbiamo
esplorato delle cavità presenti nell’alta Val di Panico, o più dettagliatamente
due grotte parallele poste nella parte centrale della Val di Panico e un
profondo pozzo posto nella testata della valle.
Come di consueto anche
questo itinerario per raggiungere le due cavità esplorate non è descritto in
alcuna guida dei Monti Sibillini in commercio anche se, esclusi i tratti
terminali di raggiungimento, il percorso è un classico di fondovalle usato per
raggiungere la testata della Val di Panico.
Addirittura queste cavità,
come altre già esplorate da noi ed altre da esplorare, sono incredibilmente indicate
come possibili rifugi in caso di emergenza in una applicazione per smartphone
di navigatore satellitare, nonostante la loro difficoltà di accesso.
Considerato che entrambe
le cavità sono poste in quota rispetto al fondovalle, al termine di ripidi
pendii rocciosi o detritici si consiglia di ripetere l’itinerario proposto in
tarda primavera quando gli accumuli di neve, come quelli da noi incontrati
possono facilitare sia la salita che la successiva discesa al fondovalle.
In ogni caso l’itinerario
proposto è adatto ad esperti escursionisti con conoscenze di tecniche
alpinistiche in quanto può presentare qualche difficoltà tecnica soprattutto
per la discesa o la salita su neve dura fino alle cavità descritte.
Accesso: L’itinerario prevede come base di partenza
la frazione di Casali di Ussita che si raggiunge in auto anche se con
attenzione per la strada ancora dissestata dal terremoto dell’ottobre 2016 .
Itinerario: Dal parcheggio antistante la
devastata chiesina di Casali si prosegue la strada, chiusa con sbarra, che
permette l’accesso alla Val di Panico per le sorgenti del torrente Ussita.
Dopo circa 30 minuti si supera
il tratto finale del fosso de La Foce e dopo 10 minuti il fosso della Costa
dell’Asino dove a primavera, nella parete in alto sopra strada, si forma una
cascatina.
Poco dopo si giunge sopra
le rumorose sorgenti del torrente Ussita.
Qui la strada curva
decisamente ed in corrispondenza del cambio di versante (353209,3 E – 4756140,2
N, 1210 m.), la si lascia per risalire il pendio erboso sovrastante su sentiero
non segnalato (come del resto ormai la maggior parte dei sentieri del parco dei
Monti Sibillini !) ma abbastanza visibile, che prosegue in direzione sud verso
la testata della Val di Panico superando poco dopo le sorgenti di Panico poste
sulla destra.
Si continua la risalita della valle superando il fosso di Fonte Angagnola e l’ultimo bosco di faggi sulla sinistra e si raggiunge Monte Cascino, non riportato sulle carte, in corrispondenza dello sdoppiamento della val di Panico con la valle Vipera che si insinua sotto alle pareti rocciose del versante ovest di Pizzo Berro (353793 E – 4754923 N, 1580 m.).
Qui si lascia a sinistra
un evidente sentiero che devia nettamente verso destra e conduce a Forca
Cervara (o Forcella della neve).
Si prosegue invece la
salita verso destra nella più aperta Val di Panico in direzione delle pareti
nord del Monte Bove Sud, dove d’inverno si forma la famosa cascata “Torre di
Luna”.
Qualche centinaio di metri più avanti non si può non notare la doppia cavità in alto a sinistra, sotto ad una lama rocciosa che scende dalla cresta centrale di Monte Cascino che separa i tratti terminali delle due valli.
Giunti
sulla verticale delle due cavità si risale il ripido pendio fino alla loro base
(353875 E – 4754640 N, 1700 m.).
Il
giorno della salita abbiamo trovato un grande accumulo di neve che copriva
l’ingresso della cavità posta più in basso, ciò ha facilitato il raggiungimento
della cavità in quanto abbiamo notato poi che alla base essa presenta una breve
ma verticale paretina rocciosa che complicherebbe la successiva discesa in
assenza di neve.
Invece
l’accumulo di neve ci ha permesso di raggiungere la grotta dapprima effettuando
una ripida salita in cordata su neve dura (senza ramponi !!!) e successiva
discesa sempre su neve.
Nella
cavità più in basso, nonostante la difficoltà di accesso, abbiamo notato dei
segni di tane di animali, poco dopo sopra di noi si è affacciato un maschio di
camoscio appenninico, probabilmente la cavità è usata come riparo dall’animale
che non ha certo problemi a raggiungere tali posti inaccessibili rispetto
invece ad altri mammiferi come cinghiali o volpi.
La
seconda cavità. posta più in alto di 30 metri, sulla verticale della prima, si
raggiunge invece salendo delle roccette alternate ad erba dieci metri più a
sinistra della prima cavità, fino a raggiungere una barriera rocciosa. Quindi
con una delicata traversata verso destra si raggiunge l’ultimo ripido pendio
erboso da cui si accede alla seconda cavità che risulta più piccola della prima.
Un
albero cresciuto dentro la seconda cavità permette una rapida e facile discesa
effettuando una calata in corda doppia (sono sufficienti due mezze corde da 30
metri) fino al punto di salita.
Visitate
le due cavità, dalla grotta posta più in basso ci si dirige verso le pareti del
versante nord del Monte Bove Sud senza scendere nel fondovalle ma
intraprendendo una lunga traversata in quota passando alla base di paretine
rocciose su terreno ripido.
Dopo
15 minuti si raggiunge il plateau centrale della Val di Panico, di fronte si
aprono le rocce del versante nord della Forca Cervara e al lato destro le
imponenti pareti del versante nord del Monte Bove Sud con i sottostanti lunghi
ghiaioni.
Giunti ad una lunga
cresta rocciosa (353705,7 E – 4754011 N, 1800 m) si nota, sotto alle pareti del
M. Bove Sud, un sentiero che si innalza nei ghiaioni. Lo si raggiunge (353769,1
E – 4753857,5 N, 1825 m.) e si percorre in salita fino a raggiungere la verticale
del primo torrione (10 minuti) quindi lo si lascia e ci si innalza fino a raggiungere la base delle
pareti rocciose, si prosegue sempre in salita e si giunge in vista della ampia
parete rocciosa stillicidiosa dove d’inverno si forma la famosa cascata ghiacciata
denominata “Torre di Luna” conosciuta dagli alpinisti invernali della zona (353570
E – 4753827 N, 1865 m.)
Alla base della parete
della cascata, a sinistra, si apre un profondo ed impressionante pozzo.
Il pozzo, profondo circa
sei metri, era praticamente colmo di neve e ad un primo esame, non sembra
proseguire lateralmente. Per la colorazione nerastra delle sue pareti ed in
memoria del nostro amico scomparso nel novembre 2017 lo abbiamo battezzato il
“Pozzo Bruno”.
L’accumulo di neve ci ha
permesso di entrare nel pozzo ma non la discesa fino al fondo visibile.
La eventuale discesa estiva senza neve richiederebbe l’attrezzamento di una calata in corda di non facile realizzazione per la friabilità della roccia quindi conviene raggiungere il pozzo con una squadra di diversi componenti che siano così in grado di sorreggere un esploratore mentre si cala nel pozzo.
Anche qui, il giorno
dell’esplorazione, abbiamo sfruttato i grandi e ripidi accumuli di neve ancora
presenti sia per raggiungere la base della cascata ed il pozzo che la
successiva discesa al fondovalle.
Ritorno: Dalla base dei ghiaioni sottostanti le pareti nord del Monte Bove Sud (vedi foto sopra) si percorre il fondovalle su tracce di sentiero fino alle sorgenti del torrente Ussita dove si intercetta la strada di accesso ed in 1,30 ore si raggiunge Casali.
2- Fondo della Val di Panico, la parete rocciosa che forma le grotte parallele esplorate, il nevaio cela la grotta più in basso (ph. Toni Galdi). 3- Le due grotte parallele esplorate. (ph. Toni Galdi).
4- La salita alla grotta inferiore, in alto ben visibile la seconda grotta con la pianta al suo ingresso. 5 – Il Monte Rotondo (a destra),la Croce di Monte Rotondo (al centro) ed il Monte Bove Nord (a sinistra) visti dal fondo della grotta inferiore. 6 – La grotta inferiore, arriva Toni (ph. Toni Galdi) 7– Inizia la discesa Fausto 8– Alla fine scendo anche io, aiutato da uno sperone di neve dura che mi tiene dall’alto (ph. Toni Galdi). 9 – La lunga traversata in quota nel versante Ovest di Monte Cascino dalla grotta fino alla testata della Val di Panico. 10– La lunga e ripida salita su neve compatta verso le pareti nord di Monte Bove Sud 11– Raggiunte le pareti inizia la ricerca del pozzo, sarà sotto al “seracco terminale” 12– Ci prepariamo a scendere dentro al nevaio che presenta un buco (ph. Toni Galdi). 13– Non occorre……trovato il pozzo ! Ma è pieno di neve !! 14– Ci apprestiamo ad entrare nel pozzo, sopra al nevaio la parete stillicidiosa che d’inverno si trasforma in “Torre di Luna”, la cascata di ghiaccio nota agli alpinisti invernali della zona (foto n. 17) . 15– L’ingresso del “Pozzo Bruno” pieno di neve 16– Dentro al pozzo “Bruno”22– Il versante nord di Monte Bove Sud nella Val di Panico con la parete dove si forma la cascata “Torre di Luna”, alla base si apre il “pozzo Bruno” nel nevaio sulla verticale di Tony in primo piano.