LE GRANDI SLAVINE DELLA PRIMAVERA DEL 2026

Oltre alla grande slavina che ha coinvolto l’intero versante Ovest del Monte Argentella, descritta nell’articolo “MONTE VENTOSOLA – MONTE CASTELLACCIO by NIGHT” il 9 aprile, si sono verificate altre enormi slavine nei Monti Sibillini, come erano tanti anni che non le osservavo.

SLAVINA DEL VERSANTE OVEST DI MONTE BOVE SUD – 10 Aprile 2026.

1- La enorme slavina del versante Ovest del Monte Bove Sud il giorno dopo del distacco.
2- Si nota bene il margine del distacco, ci sono circa due metri di neve, si è scoperta anche la strada per Passo Cattivo.
3 – 4- La slavina è arrivata fino in fondo valle, a monte di Macchie di Vallinfante, alle falde di Passo Cattivo.
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5 – 7- Dettaglio dell’estensione della slavina con, ben visibile, il margine del distacco.
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8- La zona della slavina vista dopo una settimana, dopo un sensibile rialzo delle temperature
9- E’ ancora ben visibile il margine del distacco sopra alla strada per Passo Cattivo.
10- Dopo una settimana molta neve si è sciolta ma si vede nettamente il fronte del distacco, veduta da Macchie di Vallinfante
11- Un quercia piena di galle, sembra un albero di Natale.
12 – 17- La slavina nel fondovalle a monte di Macchie di Vallinfante.
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18- Uno dei canali di discesa della slavina con il bosco distrutto.
19- Macchie di Vallinfante ed il Monte Cardosa visti dalla slavina.
20- Il Monte Lieto in lontananza a destra con l’enorme cumulo di neve sceso a valle.
21- Il Passo Cattivo sovrasta la slavina.
22- Una vasca di abbeveramento di uno stazzo o di una fonte (forse la Fonte del Lupo) trascinata fino al valle.
23- Zoom sul fronte della slavina.
24- Macchie di Vallinfante, dopo il terremoto, sembra un insediamento neolitico.

LA SLAVINA DELLA VAL DI BOVE – 15 Aprile 2026

25- Il fronte della slavina scesa in Val di Bove dalla cresta tra il Monte Bove Nord ed il Monte Bove Sud.
26- La quantità di neve è davvero enorme, erano molti anni che non vedevo una slavina di queste dimensioni.
27- La parte centrale della slavina.
28 – 31- La parte terminale è alta diversi metri, confrontata con il bastoncino regolato ad un metro di altezza.
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32- La bellissima ma velenosa Scilla bifolia.
33 – 34- La slavina nella sua estensione, con il Monte Bicco il alto.
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35 – 38- Il margine dell’enorme distacco, ci vogliono quattro foto per prenderlo tutto. Sopra al margine sono presenti dei lunghi crepacci di potenziali ulteriori distacchi.
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39 – 40- La lingia terminale della slavina vista salendo la valle.
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41- Faggi ancora spogli
42 – 49- Immagini dell’enorme slavina
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50- Sotto al distacco.
51 – 54- L’intera slavina, anche in questo caso occorrono quattro foto per riprenderla tutta.
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56 – 57- Crochi
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LA SLAVINA DELLA VALLE SANTA – VERSANTE SUD DELLA CIMA DEL LAGO – PUNTA DI PRATO PULITO

58 – 60- La slavina scesa dalla Valle Santa ha attraversato la strada Castelluccio-Forca di Presta ed ha proseguito per un centinaio di metri nei campoi di Lenticchia sottostanti.
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LE SLAVINE DEL VERSANTE EST DEL MONTE VETTORE – MONTE TORRONE

61- Il versante Est del Sasso d’Andre’ con slavine scese verso la Fonte del Pastore.
62- Il versante Est dell’antecima Nord del Monte Vettore ed il Fosso di Casale, anche qui distacchi.
63- L’imbuto Nord del Monte Vettore con distacchi più limitati
64- Il Fosso di Colleluce con grandi accumuli di neve sporca.
65- Il versante Est del Monyte Torrone, la neve, dal peso, si è accasciata su se stessa
66 – 67- Il bosco sotto al Passo Galluccio, ciliegi in fiore e Faggi con le prime foglie.
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GRUPPO NORD DEI MONTI SIBILLINI.

68 – 69- Il Monte Cacamillo con piccoli distacchi e , (foto n.69) dopo 15 giorni, è sceso tutto a valle.
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70- Il versante Nord del Monte Castel Manardo
71- Lo stesso versante dopo 15 giorni, numerosi distacchi.
72- Lo Scoglio del Montone
73- Lo Scoglio del Montone dopo 15 giorni.
74- La Costa Vetiche.
75- La Costa Vetiche dopo 15 giorni.



VAL DI BOVE – DA TEMPO CHE NON VEDEVO TANTA NEVE.

Il 18 febbraio 2026, da solo in una, finalmente, splendida giornata di sole, ho raggiunto la testata della Val di Bove partendo dal piazzale dell’Hotel Felicita di Frontignano di Ussita, scendendo nel sentiero al lato sinistro dell’Hotel, attualmente in ricostruzione, per proseguire nel bosco fino alla confluenza con lo stradone che si immette nell’imbocco della Val di Bove.

Quindi risalendo il sentiero si passa sulla verticale delle Quinte per immettersi, con una ultima ripida salita, nella Val di Bove.

Nella valle non era passato nessuno dopo le recenti nevicate, la montagna, come già quest’anno mi era capitato alla Val di Panico e alla Valle del Lago di Pilato, era solo mia, mi sono sentito padrone delle mie montagne.

Per fortuna la montagna innevata non è per tutti, seleziona i suoi frequentatori, erano diversi anni che non vedevo la montagna così fortemente innevata.

La neve parte da una quota alta, di circa 1400 metri, in fondovalle la neve era consolidata ma sono salito senza ramponi, più salivo nella valle e più la neve, ancora non consolidata, era alta tanto che, essendo da solo per cui non avendo chi mi poteva alternare a fare la traccia, ho dovuto abbandonare la salita.

Di seguito le immagini della meravigliosa giornata.

1- Le Quinte viste dall’imbocco della Val di Bove, senza neve in quanto il limite dell’innevamento è più alto.
2 – 3 – Il tratto iniziale della Val di Bove.
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4- Il versante Ovest del Monte Bove Nord con numerosi Pini che stanno crescendo spontaneamente partendo da rimboschimento sottostante visibile a sinistra.
5- Inizio a scoprire l’alta Val di Bove, si vede già anche la vecchia stazione della funivia del Monte Bove Sud.
6 – 8- Già si nota l’abbondante innevamento della valle.
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9- Dietro di me le mie sole tracce, sullo fondo, appena innevato, il Monte Fema,
10- La Croce di Monte Bove e la sommità delle Quinte, a sinistra.
11- La parete Nord del Monte Bicco, chi la conosce noterà che le fasce rocciose parallele che la intersecano dalla cresta di destra sono completamente ricoperte dalla abbondante neve.
12- L’alta Val di Bove con la testata ricoperte da moltissima neve.
13 – 14- I numerosi canali di salita invernali della testata della valle sono completamente riempiti di neve ma ancora fresca.
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15- Pini in crescita anche sotto al Monte Bicco.
16- La mia traccia ed il Monte Bove Nord sullo sfondo.
17- Lo spigolo Nordest del Monte Bicco carico di neve.
18 – 22- Dettagli dello Spigolo Nordest del Monte Bicco in condizioni alpine.
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23- Mi incrocio con un solo passaggio di una volpe.
24- L’immacolata testata della Val di Bove.
25- Lo spigolo Nordest del Monte Bicco ed il canale Maurizi.
26- Lo spigolo della foto n.25 visto da sotto le pareti del Monte Bove Sud.
27- Il canale Primavera, riempito di neve, non si vede alcuna roccia.
28- Il canale ad Y, stessa situazione.
28- Gli altri canali di salita invernale, colmi di neve e con grandi cornici di uscita.
29- Il Pilone della vecchia funivia rivestito di Galaverna.
30- Anche la stazione della vecchia funivia completamente glassata dalla Galaverna.
31- Dettagli del versante Est del Monte Bicco che forma il lato destro di salita del canale Maurizi, anche qui sembrano immagini alpine.
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35 – 37- Distacchi della neve fresca superficiale ai lati del Canale Maurizi.
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38- La neve è sempre più alta e non riesco a proseguire senza nessuno che mi da il cambio a fare la traccia,
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40 – 41- Ritorno indietro, la valle non è più come nella foto n.,12 e 24, lascio nella valle la mia traccia,
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42- La cima del Monte Bicco si va coprendo man mano che scendo dalla Val di Bove.



VAL DI PANICO

Salita invernale classica sempre piacevolissima da Casali di Ussita per la Val di Panico. Neve con fastidiosa crosta superficiale ghiacciata inconsistente in quanto, sotto, non ancora consolidata.

Molti distacchi nei pendii assolati a causa delle alte temperature autunnali che non hanno fatto formare del Permafrost sul terreno.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1- L’ultima cascata della Costa dell’Asino, ormai da anni senza acqua, immersa nella nebbia mattutina.
2- La parete Est del Monte Bove Nord con le prime luci del giorno.
3- La Croce di Monte Rotondo emerge dalla nebbia.
4 – 6- Il grande torrione della Punta Anna, sulla parete Est del Monte Bove Nord.
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7- La parete Est del Monte Bove Nord vista dall’imbocco della Val di Panico.
8 – 9- La stessa parete vista dall’ultima morena della Val di Panico.
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10- Il Monte Cascino, al centro della Val di Panico con ampi distacchi di neve.
11- La Valle Vipera, sotto al versante Ovest del Pizzo Berro, anch’essa con numerosi distacchi di neve inconsistente.
12- La Val di Panico con la testata del Monte Bove Sud.
13- Distacchi all’imbocco della Valle Vipera.
14- Neve con crosta gelata superficiale inconsistente che affonda 10-20 centimetri, per fortuna le impronte di chi mi ha preceduto i giorni prima mi agevola la salita.
15- Il Monte Rotondo.
16- Il Monte Rotondo ed il Pizzo Tre Vescovi.
17- Mi avvicino sempre di più alla testata della Val di Panico.
18 – 19- Il versante Ovest del Pizzo Berro.
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20- La cascata Torre di Luna, quest’anno con l’autunno siccitoso si è formata solo parzialmente.
21- Il primo tiro della Torre di Luna senza ghiaccio.
22- La Torre di Luna nel suo splendore nel gennaio del 2016.
23- Le pareti a destra della cascata da dove cadde il famoso alpinista Giancarlo Grassi.
24- Il canale Maurizi sulla destra.
25- Gruppo di escursionisti che, alle 11,30 (!!!!!), salgono sotto alle slavine della Valle Vipera per salire verso il Pizzo Berro, io sarei salito per la cresta della Forca Cervara, molto più sicura.
26- Alle falde delle pareti del Monte Bove Sud.
27- La cresta della Forca Cervara.
28 – 29- Le doline della testata della val di Panico.
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30- Veduta verso valle.
31- La cresta che collega il Monte Bove Sud alla cima Nord.
32- Le rocce sotto a Forca Cervara.
33- Non si è neppure formata nel suo splendore la bellissima colata che chiude la piccola grotta sotto a Forca Cervara
34- La splendida cornice di ghiaccio della grotta di Forca Cervara nel gennaio del 2016.
35- All’interno della grotta di Forca Cervara nel gennaio del 2016.
36 – 37- I torrioni del Monte Bove Sud con il primo sole, nonostante sono già le 10.
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38- Il bellissimo profilo della Val di Panico
39- Il Monte Rotondo in fondo alla valle.
40 – 41- Noto un buco con delle ossa fuori, un lupo ha sentito l’odore di una carcassa di una pecora morta.
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42- I distacchi di neve sotto a Monte Cascino
43- Ridiscendo dalla valle.
44- La parete Est del Monte Bove Nord è tornata già in ombra.
45- I canali Est del Monte Bove Nord con pochissima neve.
46- Non ho le gambe più lunghe del corpo, è il sole di mezzogiorno a Dicembre che è basso sull’orizzonte.
47- Coppia di Aquile volteggiano sopra al Fosso La Foce.
48- La foto n.1 con il sole e senza nebbia.



MONTE BICCO-MONTE BOVE SUD-MONTE BOVE NORD Giro delle Creste.

Anche questo è un giro classico, conosciutissimo e frequentatissimo dei Monti Sibillini, con Luca e David, siamo partiti dal piazzale dell’ex Hotel Felicita, abbiamo risalito il canalone della pista da sci fino al Cristo delle Nevi,

Quindi, traversando su comodo sentiero alle fale del Monte Bicco, abbiamo raggiunta la Forcella Passaiola e siamo saliti al Monte Bicco per la cresta Nord.

Poi sempre per cresta fino al Monte Bove Sud quindi fino alle falde della cima di Monte Bove Nord in quanto la cima è interdetta per la presenza dell’Area protetta del Camoscio.

Dalla base della cima del Monte Bove Nord siamo scesi in Val di Bove per prendere il sentiero che, costeggiando la base della parete Nord, riconduce alla Forcella Passaiola chiudendo così il giro ad anello.

Il tutto, anche in questa uscita, dalle 7,00 alle 12,00 del mattino.

Di seguito le immagini della classica traversata.

1- Nella zona dei campi da sci dei Jacci di Bicco fervono i lavori per nuovi impianti di risalita
2- Dalla Forcella Passaiola iniziamola salita della cresta Nord del Monte Bicco.
3 – 5-Facili passaggi su roccette nella cresta Nord del Monte Bicco.
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6- Lasciamo alle spalle la cima del Monte Bicco per andare verso il Monte Bove Sud.
7- La grande frana provocata dal sisma del 2016 nella cresta tra il M.Bicco e il M.Bove Sud, di recente aumentata di volume a causa di crolli successivi (vedere l’articolo :MONTE BICCO – MONTE BOVE SUD Ancora effetti del terremoto dell’Ottobre 2016)
8- Emerge il M. Bicco man mano che si sale verso il M. Bove Sud.
9- Branco di Camosci sotto alla cresta che scende al Passo Cattivo
10- La cima del Monte Bove Nord e la Croce di Monte Bove Nord in fondo sulla sinistra.
11- Il Pizzo Tre Vescovi a destra ed il Monte Rotondo a sinistra.
12- La frana della foto n. 7-8 vista dalle falde del Monte Bove Nord.
13- Il versante Est del Monte Bicco.
14- Il versante Ovest del Pizzo Berro.
15- Le pareti del Monte Bove Sud verso la Val di Panico.
16- Ci avviciniamo alla cima del Monte Bove Nord.
17- La cima del Monte Bove Nord è interdetta, occorre passare sotto.
18- La Punta Anna.
19- Ci affacciamo sul Canalone Nord o Valle di Santa Romana con il Pizzo Berro e il Pizzo Regina di fronte.
20 – 22- Saliamo su un torrione che sovrasta il Canalone Nord.
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23 – 24- Quindi iniziamo la discesa verso la Val di Bove.
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25- Il Monte Bicco mostra la sua parete Nord e la cresta che abbiamo salito poco prima.
26 – 27- Nonostante la calda estate trascorsa la Val di Bove mantiene ancora una verdissima erba.
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28- La grande frana della parete Nord del Monte Bicco, già documentata dal 2017.
29- Sono caduti massi grandi come un’auto.
30 – 31- La Croce di Monte Bove Nord e il Monte Bove Nord visti dalla Forcella Passaiola al ritorno.
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MONTE BICCO PER IL CANALE OVEST – MONTE BOVE SUD

Salita classica poco difficile PD ma poco frequentata già salita anni fa da me e descritta in questo blog come “Direttissima al versante Ovest del Monte Bicco” è sicuramente più ripida ed impegnativa del frequentatissimo “Canale Maurizi” che alcuni salitori recentemente sui social lo hanno erroneamente valutato addirittura D+ anzichè PD.

La Direttissima si raggiunge dal Piazzale dell’ex Hotel Felicita salendo per il canalone della pista da sci fino ai Jacci di Bicco (Cristo delle Nevi) quindi si prende un tratto della strada per la Forcella Passaiola ed arrivati sulla verticale della cima ci si innalza nel pendio sovrastante mantenendosi verso sinistra per costeggiare dei torrioni rocciosi, fino al tratto finale più ripido (45-50°) per poi uscire in cima.

Dal Monte Bicco abbiamo proseguito poi per cresta fino al Monte Bove Sud.

Di seguito le immagini della salita effettuata su fantastica neve marmorea, con Silvia, Romolo e Valerio.

1- Il tratto finale del canalone della pista da sci poco prima del Cristo delle Nevi.
2- Il tratto iniziale della Direttissima Ovest al Monte BIcco, il pendio non è ancora elevato.
3 – 4 -Ci spostiamo verso sinistra costeggiando degli alti torrioni rocciosi
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5- Un camoscio di vedetta sulla sommità dei torrioni.
6- Di fronte gli impianti sciistici dei Jacci di Bicco
7- Ci dirigiamo verso un restringimento del versante dove il pendio si impenna.
8- La solita vedetta ci controlla dall’alto.
9- Saliamo su, purtroppo, poca neve ma dura come il marmo.
10- Il Monte Cardosa alle spalle.
11 – 12 – Il pendio di salita sulla nostra sinistra, paragonato all’orizzonte, non esalto le pendenze come fanno molti escursionisti sui social, non tenendo conto che la linea dell’orizzonte, per definizione, è in piano.
12- il pendio di destra, sullo sfondo la Cima del Redentore ed il Monte Vettore.
13 – 18 – Fasi di salita dell’ultimo tratto del pendio.
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17- Notare che nella neve si notano solo le tracce delle punte dei ramponi a testimonianza della durissima neve presente.
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19- Il Monte Bove Sud visto dalla cima del Monte Bicco.
20- Il Monte Bove Nord e, a sinistra, la più bassa Croce praticamente senza neve, anche quest’anno l’innevamento è scarsissimo.
21-Il Monte Bove Sud con l’orribile stazione della funivia ormai abbandonata da decenni, al centro spicca la cresta sommitale del Pizzo Berro.
22- I canalini Nord del Monte Bove Sud.
23- La discesa dal Monte Bicco alla forcella del Canale Maurizi.
24- Il Canale Maurizi, Valerio scende per fare la variante di cresta, noi proseguiamo verso il Monte Bove Sud..
25-La cima del Monte Bicco.
26 – 30- La cresta verso il Monte Bove Sud.
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31- Cornice di uscita nel Canalino ad “Y”.
32- L’uscita del Canalino “Primavera”
33 – 34- La cima del Monte Bove Sud.
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35- Il Pizzo Berro e il Pizzo Regina.
36- Il Monte Sibilla e la Cima Vallelunga.
37- Veduta verso sud fino alla Cima del Redentore e il Monte Vettore.
38 – 39 – Le nostre ombre sulla cresta del Monte Bove Sud.
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40- La Val di Bove
41- Prendiamo la strada del ritorno.



MONTE BOVE SUD – Itinerario alternativo a picco sulla Val di Panico

L’itinerario che propongo non è un vero e proprio nuovo tracciato ma un modo diverso di vivere il Monte Bove Sud, si può definire come un itinerario alternativo.

Anziché raggiungere semplicemente la cima del Monte Bove Sud deturpata dalla vecchia stazione della funivia, dai cavi a dai piloni, propongo un giro intorno al plateau sommitale della cima, destinato tanti anni fa ad un folle progetto di trasformarlo in pista da sci, ma passando ad una quota in modo da non vedere più quelle orribili strutture e nello stesso tempo avere una visione verticale della sottostante Val di Panico.

Ho evitato deliberatamente di fotografare la stazione della vecchia funivia e gli orribili piloni rimasti a sorvegliare l’area faunistica protetta del camoscio dell’appennino poiché purtroppo sicuramente conosciuti da tutti i frequentatori di questa zona dei Monti Sibillini.

Forse prima di liberare i camosci nella zona era opportuno rimuovere i cavi, i piloni e perché no, anche la vecchia stazione della funivia.

Molte immagini, per far notare la verticalità dei pendii, riprendono volontariamente i miei scarponi proprio per far capire che sono state scattate dall’alto verso il basso e non per pubblicizzarli.

L’itinerario alternativo proposto si snoda nel perimetro della cima, scendendo dai prati sommitali dapprima verso le pendici del versante Nord, verso il cosiddetto “Canale Maurizi”, canale di salita noto ai frequentatori invernali di questa montagna, per poi proseguire in quota su ripidi pendii erbosi con vista verticale sulle sottostanti pareti rocciose che formano la testata sinistra (orografica) della Val di Panico, superando in quota il canale Nord e raggiungendo la sommità dell’uscita della via invernale alla Cascata “Torre di Luna”.

Quindi si cambia lentamente versante dirigendosi verso i pendii del lato Est sorvolando nel vero senso della parola la testata della Val di Panico sottostante la Forca Cervara.

Quindi si consiglia di proseguire tutto il versante, scendere per il sentiero della Forca Cervara e raggiungere la cima che sovrasta la Forcella stessa in modo da avere una visione di tutto il versante Est del Monte Bove Sud appena traversato.

Quindi si risale in cima per il sentiero Monte Bove Sud-Forca Cervara, anche in questo caso, se si vuole, tenendosi bassi in modo da avere la visione dei piloni ma inevitabilmente rimarrà comunque in vista la Stazione della ex funivia.

1- Cavali al pascolo al mattino presto sulla salita per la sella di Monte Bicco.
2- Camoscio curioso giunto fino a 10 metri da me, tra poco ci brucheranno l’erba sulle mani.
3- Salendo verso il Monte Bove Sud, con la frana prodotta dal sisma del 2016.
4- La Val di Bove ed il Monte Bove Nord.
5- L’uscita del canale invernale Maurizi al Monte Bove Sud., di fronte il Pizzo Berro.
6- Le pendici Nord della cresta Monte Bove Nord-Monte Bove Sud nella Val di Panico ed il Monte Rotondo a destra.
7- Le pendici sovrastanti la cascata Torre di Luna, lo spigolo a picco sulla Val di Panico.
8- Veduta verticale sui cavalli al pascolo in val di Panico
9-10- Veduta verticale verso le doline della parte laterale della Val di Panico, i pendii sotto i miei piedi rasentano la verticalità.
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11- La testata della Val di Panico con il vecchio sentiero che sale in diagonale alla Forca Cervara.
12- La cima che sovrasta Forca Cervara
13- I pendii sovrastanti dal punto più basso raggiunto sopra la Torre di Luna, a destra l’uscita del Canale Maurizi, i piloni non sono più visibili.
14-15- A sinistra la cresta che scende verso Forca Cervara
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16- La forca Cervara vista dallo spigolo sopra la torre di Luna.
17- La cima che sovrasta la Forca Cervara vista dalle pendici Est del Monte Bove Sud.
18-19 – Veduta verticale dall’uscita del Canale Est del Monte Bove Sud, oggetto di mia salita alpinistica invernale di molti anni fa, riportato a pagina 119 del mio secondo libro IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI.
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20-21 – Il plateau sommitale del Monte Bove Sud è ricco di bellissimi esemplari di Genziana lutea.
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22- La cresta che scende dal Monte Bove Sud alla Forca Cervara.
23- La testata della Val di Panico ed il versante Ovest del Pizzo Berro.
24- La ardita cima senza nome (sperando che nessuno gli assegni un nome di fantasia) che sovrasta Forca Cervara, vista dal versante Est del Monte Bove Sud.
25- Le vallette umide del plateau sommitale del Monte Bove Sud ospitano popolazioni estese di Gentiana lutea, di fronte il Pizzo Berro.
26- Vista verticale sulla testata della Val di Panico scendendo verso la cima che sovrasta Forca Cervara.
27- Il sottile tratto di cresta che collega il Monte Bove Sud con la cima che sovrasta Forca Cervara
28- Veduta verso Sud, in fondo la strada Passo Cattivo – Capotenna.
29- La bastionata rocciosa Est del Monte Bove Sud con il canale di salita invernale salito da me anni fa.
30-31 – La cima senza nome che sovrasta Forca Cervara con il Pizzo Berro di fronte.
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32- Veduta della Val di Panico dalla cima di Forca Cervara
33- I cavalli della foto n.8 visti da due angolazioni diverse.
34- Il Pizzo Berro e Forca Cervara vista dalla cima sovrastante.
35-36 – Vista verticale sulla testata della Val di Panico.
37- La Val di Panico, sullo sfondo il Monte Rotondo a sinistra ed i Pizzo Tre Vescovi a destra
38- Le pareti Nord del Monte Bove Sud nella zona della Cascata Torre di Luna.
39- Panoramica verso Sud sulle altre cime dei Monti sibillini fino al Monte Vettore al centro e Cima del Redentore a destra.
40- Inachi Io o Pavone di giorno, una delle più colorate farfalle della fauna europea.
41 -42 – Ottimi Psalliota marcrospora.
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43 -44 – Cerastium in corso di identificazione che si trova solo nelle pareti Nord del Monte Bove Sud.
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45- Frutto di Anemone alpina.
46- La piccolissima felce di alta quota Botrichium lunaria
47- E la piccolissima orchidea di alta quota, Coeloglossum viride.
48- Il Giglio Rosso: Lilium bulbiferum subsp.croceum
49-50 – La faglia che attraversa il versante Ovest del Monte Bicco con il lieve abbassamento del terreno di circa 20-30 centimetri evidenziato dalla riga bianca alla base della placca rocciosa.
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51- Versante Nord del Monte Bove Sud con il tracciato effettuato ed i relativi punti fotografici.
52-53- Versante Est del Monte Bove Sud con il tracciato effettuato ed i relativi punti fotografici.
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MONTE BICCO: due salite in un unico giorno, enchainements del Canale Maurizi alla Est e della Diretta Ovest.

Il 26 marzo 2022 con Alicia, Elia, Angelo, Federico, Gilberto e Valerio abbiamo effettuato in giornata un enchainements del classico canale Maurizi al versante Est e successivamente della diretta per il versante Ovest al Monte Bicco.

Siamo partiti dal piazzale dell’Hotel Felicita di Frontignano e abbiamo raggiunto i campi da sci Jacci di Bicco – Cristo delle Nevi salendo per il canale del Cornaccione approfittando della neve compattata della pista da sci.

Quindi abbiamo traversato il versante Ovest del Monte Bicco per raggiungere la Forcella Passaiola e siamo scesi sotto alla parete Nord del Bicco fino a raggiungere la base dello spigolo roccioso oltre il quale sale il canale Maurizi al versante Est.

Risalito il facile e classico canale e raggiunta la sella prima della cima del Monte Bicco siamo scesi nel versante Ovest in direzione del canale che costeggia gli impianti di risalita passando alla base delle placche rocciose del versante Ovest, dove sono presenti diverse vie di roccia attrezzate (palestra di arrampicata).

Superate le placche rocciose abbiamo iniziato la traversata in quota del versante fino alla verticale della cima quindi siamo risaliti in linea retta raggiungendo cosi due volte il Monte Bicco nella stessa giornata da due versanti diversi.

Il Canale Maurizi è una via invernale classica indicata nella bibliografia dei Monti Sibillini mentre la Diretta Ovest invernale al Monte Bicco è riportata solo nel mio sito (La direttissima al Monte Bicco), entrambe sono facili, presentano pendenze che superano di poco i 40°, in particolare la diretta Ovest poco prima della cima e, vista la loro vicinanza e il relativo dislivello, sono percorribili entrambe in giornata, anche se in totale si percorre comunque circa 1000 metri di dislivello in salita dal parcheggio.

CANALE MAURIZI INVERNALE ALLA EST DEL MONTE BICCO

1- La traversata del versante Ovest del M. Bicco verso la Forcella Passaiola, a sinistra.
2- Il versante Ovest del M.Bove Nord e la sottostante Val di Bove visti dalla base della parete Nord del M. Bicco.
3- Aggiriamo lo spigolo Nord del M.Bicco per prendere l’attacco del Canalone Maurizi, in alto sullo sfondo la stazione della ex funivia del M.Bove Sud.
4 – 5- L’attacco della salita del Canale Maurizi, sullo sfondo la Croce di M.Bove già in versione primaverile senza neve (ph. Federico G.)
5 (ph. Federico G.)
6 – 9- Fasi di salita del Canalone Maurizi (ph. Gilberto).
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8 (ph. Angelo C.)
9 (ph. Angelo C.)
10- Camoscio curioso ci osserva dalla cresta Est del M.Bicco.
11 – 12- Canalone Maurizi – Zona centrale con il M.Bove Nord alle spalle.
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13 – 14- Canalone Maurizi – Il tratto più ripido, saliamo tra ombra e sole.
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15 – 16- Canalone Maurizi – L’uscita sulla sella poco prima della cima del M. Bicco.
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17- Il versante Ovest del Monte Bove Nord con scarso innevamento.
18- Raggiunta la cima del M.Bicco scendiamo subito per affrontare la seconda salita
19- Le bellissime placche attrezzate nel versante Sud-ovest del M.Bicco.
20- Ultimi scogli prima della traversata per la Diretta Ovest, in fondo il canalone del campi da sci Jacci di Bicco. (ph. Federico G.)

DIRETTA OVEST INVERNALE AL MONTE BICCO

21-Diretta Ovest- Raggiunta la verticale della cima del M. Bicco ricominciamo la seconda salita.
22 – Diretta Ovest- Si costeggiano le particolari formazioni rocciose a gradoni del versante Ovest del M. Bicco, preferite dai camosci.
23- Diretta Ovest- Fasi di salita, sullo sfondo gli impianti di risalita Jacci di Bicco.
24- Diretta Ovest- Inizia il tratto più ripido.
25- Diretta Ovest- Fa caldo ma per fortuna la neve è ancora discreta (ph. Gilberto).
26 – 28- Diretta Ovest- Gli ultimi torrioni prima della cima.
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29- Diretta Ovest- L’ultima ripida crestina nevosa. prima della cima.
30- In cima al Monte Bicco per la seconda volta in giornata (ph. Valerio B.)
31- Foto di gruppo sulla cima del Monte BIcco (ph. Valerio B.)
32- Il Monte Bove Sud e la testata della Val di Bove visti dal Monte Bicco.
33- Meritata pausa pranzo dal nostro amico Tonino del Ristorante La Filanda di Visso.



VAL DI PANICO Ciaspolata da Casali.

Ciaspolata con Carlo, Monica e Stefano del 7 gennaio 2020 in Val di Panico da Casali fino alla confluenza della valle con la valletta che si snoda sotto a Pizzo Berro denominata Valle della Vipera dopodichè ci siamo fermati a causa della elevata quantità di neve fresca che, nonostante le ciaspole, rendeva difficoltosa la camminata. Di seguito le immagini della giornata purtroppo senza sole.

Nella foto 15 ho specificato che il Rifugio del Fargno è chiuso d’inverno e ricordo che non dispone neppure di locale invernale a seguito dei numerosi incontri che ho fatto di recente nella zona di Bolognola di gente che , senza adeguata attrezzatura o in tardo pomeriggio, si avventurava nella strada per andare a fare pranzo !!!! o andare a pernottare nel Rifugio senza avere informazioni sulla sua apertura e soprattutto senza rendersi conto della pericolosità invernale della strada percorribile d’estate in auto.

1- Il Pizzo Tre Vescovi con la cresta praticamente pulita dal vento.
2- La strada per la Val di Panico con il Monte Bove Nord alle spalle.
3- Il Monte Bove Nord, nel bosco si nota evidente il taglio provocato dalle frane del terremoto dell’Ottobre 2016.
4- Buchi e impronte di roditore.
5- Più ci addentriamo nella valle e più è alta la neve.
6- Oltre le sorgenti del torrente Ussita.
7- Momento di sole sotto al canale di Fonte Angagnola.
8- L’ultimo lembo di bosco prima della confluenza della Val di panico con la Valle della Vipera che scende dal versante Ovest del Pizzo Berro.
9 – 10 La maestosa parete Est del Monte Bove Nord colma di neve dove svetta la Punta Anna.
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11- Il Monte Rotondo a destra e la Croce di Monte Rotondo a sinistra.
12 – 13 – La testata della Val di Panico con le pareti del Monte Bove Sud. il sole si è già coperto
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14- La cascata “Torre di Luna” al centro della parete.
15- Proseguiamo faticosamente ancora verso la testata della valle, alle spalle la Forcella del Fargno spazzata dal vento, si nota infatti l’erba secca, con l’omonimo rifugio CHIUSO D’INVERNO !!!!.
16- Accumuli metrici di neve farinosa rendono faticoso il proseguimento.
17- Giunti alla confluenza delle due valli abbandoniamo la salita.
18- La parete Nord del Monte Bove Nord
19- Rivediamo il cerchio del sole al ritorno dietro alla Scoglio della Grotta del Diavolo.



LE GROTTE DEL VERSANTE SUD DI FORCA CERVARA.

Il 17 ottobre 2020, insieme a Federico, accompagnati dalla presenza di molti animali selvatici e domestici, abbiamo raggiunto alcune grotte presenti nel versante Sud-est tra Monte Bove Sud e Forca Cervara, nei dintorni del Casale del Berro, che avevamo individuato da tempo dai versanti opposti della montagna. Le grotte si raggiungono a piedi da Passo Cattivo.

ACCESSO: Per raggiungere Passo Cattivo si sale in auto a Frontignano quindi giunti al bivio per Nocria attualmente chiuso, si prosegue per 200 metri quindi si gira a destra, si passa nel piazzale dell’ex palazzetto dello sport, si prosegue verso il gigantesco albergo danneggiato dal terremoto e si prosegue fino raggiugere la strada sterrata che in circa 4 chilometri arriva fino al parcheggio del Monte Cornaccione, alla stazione degli impianti di risalita di Pian dell’Arco. Assurdamente non si può parcheggiare nell’ampio parcheggio posto nei pressi della stazione della seggiovia in base ad una delibera comunale ma occorre lasciare l’auto lungo la strada, intasata d’estate, per evitare sanzioni.

DESCRIZIONE : Dal parcheggio (351010,4 E – 4752610,7 N; 1640 m.) si prosegue a piedi per la strada sterrata che conduce al Cristo delle Nevi – impianti di risalita di Jacci di Bicco, giunti al bivio che conduce agli impianti si prosegue in piano e in circa un’ora dall’auto si raggiunge il disastrato Passo Cattivo. Appena ci si affaccia nella Valle del Tenna sottostante il Passo Cattivo si nota a sinistra, nel pendio che sale verso Monte Bove Sud, una traccia di sentiero in quota (353339,2 E – 4751949,4 N; 1890 m.) che si dirige verso Nord-est in direzione di Pizzo Berro. Si prosegue per il sentiero dapprima ben visibile che poi si trasforma in una traccia appena percettibile ed in circa 30 minuti dal Passo Cattivo raggiunge la parte superiore di una particolare cresta rocciosa (foto n. 7-8) in pendio aperto che scende verso valle (353702,7 E – 4753051 N; 1890 m.). Si lascia quindi il sentiero e si scende per circa 100 metri lungo la cresta rocciosa costeggiandola nel lato sud-ovest a metà della quale si apre la prima grotta raggiunta profonda neppure una decina di metri ma con una bella visuale sulla valle Orteccia posta di fronte (353753,7 E – 4753012,2 N; 1850 m.; foto n.11-12)

Visitata la prima cavità si risale il pendio per riprendere la traccia di sentiero lasciata prima e la si segue dapprima sempre in quota poi in leggera e costante salita fino alle rocce della Forca Cervara.

Poco prima di raggiungere la Sella della Forca Cervara (354345,2 E – 4753708,1 N; 1950 m.) si notano nella stessa quota a destra verso la cresta Sud del Pizzo Berro, dei contrafforti rocciosi (foto n.16 e 22)ed una traccia di sentiero che scende a tornanti verso valle per poi raggirare il primo contrafforte e risalire verso il contrafforte successivo dove, in alto, si notano le altre due cavità presenti. Si risale faticosamente il ripido pendio per circa 100 metri e si raggiunge la prima grotta posta alla base dello sperone roccioso (354515,6 E – 4753794,7 N; 1950 m.). Sopra di essa, in parete, è presente una seconda cavità (foto n.17-18-19-20-21) che si raggiunge in arrampicata risalendo una paretina rocciosa a destra di circa 15 metri. Per la discesa è consigliato portarsi qualche chiodo da lasciare in loco per effettuare una più sicura discesa in corda doppia. Entrambe le cavità sono anch’esse profonde circa una decina di metri ma offrono un sicuro riparo in caso di maltempo.

Visitate queste due grotte si ridiscende il pendio dirigendosi in diagonale verso valle in direzione del Casale del Berro che si nota sulla sinistra sotto ad una zona rocciosa. Si costeggiano le rocce e si attraversa obbligatoriamente sotto a delle alte pareti (354335,4 E – 4753175,8 N; 1700 m.) oltre le quali si apre un grande anfiteatro roccioso (foto n.24-25-26 e 32) posto sulla verticale del Casale. Si risale il pendio erboso entrando nell’anfiteatro dove le pareti rocciose poste a semicerchio creano un caratteristico eco sonoro e lo si costeggia passando sotto ad una alta parete grigia stillicidiosa (foto n.27-28), si prosegue sotto alle pareti e al termine della barriera rocciosa, in prossimità di un canale erboso, si raggiunge la Fonte Vissana (foto n. 29-30-31) più particolare dei Monti Sibillini, costruita nel 1800 e costituita da un muro roccioso artificiale sopra la quale è presente una vasca interrata di circa 1 metro cubo da cui partono ben due tubi metallici da cui sgorga acqua. La fonte, (354236,7 E – 4753163,7 N; 1705 m.) non ha alcun nome, non è riportata sulle carte e non è neppure censita nel catasto delle fonti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini effettuato dal CAI nel 2011.

Superato l’anfiteatro, con una lunga diagonale in leggera salita su pendii erbosi, ci si dirige verso la strada di fondovalle che sale verso il Passo Cattivo che si raggiunge in circa 30 minuti passando per la zona denominata “le Fosse” dove è presente un laghetto di abbeveramento per il bestiame ( foto n.36)

DISCESA: Da Passo Cattivo si prosegue la strada sterrata per il Monte Cornaccione ed in circa 40 minuti si raggiunge l’auto.

1- Caprioli in fuga sotto alla strada per Passo Cattivo
2- Tre femmine di Cervo incuriosite dal nostro passaggio sulla pineta sotto alla strada per Passo Cattivo, il maschio era fuggito prima.
3 – 4 Convivenza tra animali domestici e selvatici, anche se ormai i camosci si possono considerare semiaddomesticati.
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5- Camosci al pascolo a 10 metri da noi non manifestavano alcun timore.
6- Far foto ai camosci ormai non ha più senso, troppo banali, non è più una novità.
7- Il pendio del versante Sud-est di Monte Bove Sud con la cresta rocciosa a metà percorso dove si apre la prima grotta, coperto dalla nebbia ed imbiancato il Pizzo Berro.
8- La cresta rocciosa a metà percorso con la cavità visitata
9- Il Pizzo Berro con la cresta Sud che abbiamo salito e descritto alcuni anni fa, a sinistra in alto sotto alla cresta la barriera rocciosa che nasconde le due altre grotte, in basso a sinistra invece l’anfiteatro visitato al ritorno.
10- Il caratteristico anfiteatro roccioso posto a monte del Casale del Berro
11- La prima grotta sulla cresta rocciosa posta a metà percorso.
12- Veduta panoramica dall’interno della prima grotta.
13- Si prosegue verso la Forca Cervara, sullo sfondo il tracciato che proviene da Passo Cattivo e, fuori ombra, la cresta rocciosa a metà percorso dove è presente la prima grotta.
14- Giunti in prossimità della Forca Cervara, sullo sfondo il Pizzo Berro e dietro il Pizzo Regina.
15- La sottile cresta della Forca Cervara in alto mentre scendiamo il ripido pendio per raggiungere le altre due grotte
16- I contrafforti rocciosi tra Forca Cervara e la cresta Sud del Pizzo Berro che nascondono le altre due grotte.
17- Il primo contrafforte a sinistra, a destra il secondo contrafforte con le due cavità presenti, una alla base a l’altra in parete.
18 – 19 La grotta alla base del secondo contrafforte.
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20- Le due grotte del secondo contrafforte, una alla base e l’altra in parete.
21- Veduta verso la Valle Orteccia dalla grotta alla base del contrafforte.
22- Veduta dei contrafforti tra Forca Cervara e la cresta Sud del Pizzo Berro con le due cavità raggiunte.
23- Discesa verso valle in direzione del Casale del Berro con vista verso Cima Cannafusto e Valle Orteccia.
24 – 25 – 26 – L’Anfiteatro roccioso posto a monte del Casale del Berro, le pareti poste a semicerchio creano un particolarissimo eco sonoro.
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27- 28- La parete grigia stillicidiosa posta al termine dell’anfiteatro roccioso.
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29 – 30 – 31- La Fonte Vissana, dimenticata e posta tra l’anfiteatro roccioso ed un canale erboso.
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32- Veduta dell’anfiteatro roccioso con la sorgente al suo termine sinistro.
33 – 34 – L’anfiteatro con lo sfondo del Pizzo Berro imbiancato.
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35- Il pendio Sud-est del Monte Bove Sud dove si sviluppa l’itinerario proposto con veduta dei siti visitati (ai lati e alla base della zona d’ombra) popolato da bovini.
36- La zona denominata “Le Fosse” con il laghetto di abbeveramento sul versante Est sotto al Passo Cattivo, sullo sfondo la cresta che collega Cima Cannafusto con Cima di Vallinfante.
37- Il versante Sud della cresta compresa tra Monte Bove Sud e Forca Cervara con l’itinerario per raggiungere le grotte.
Pianta satellitare con il percorso proposto.
ROSSO: Itinerario di raggiungimento
VERDE: Itinerario di ritorno