RIO GARRAFO – CASCATA DEL GAGLIERTO – GROTTA FREDDA Da ACQUASANTA TERME

L’ultima volta avevo percorso il Rio Garrafo (https://www.1000giornisibillini.it/2023/08/01/rio-garrafo-e-grotta-fredda-acquasanta-terme/) in piena portata, adesso il flusso di acqua è molto più basso e, in molti tratti, permette di discenderlo passando direttamente per la via d’acqua.

Abbiamo poi visitato il vecchio Mulino, la Cascata del Gaglierto e la Grotta Fredda, abbinando all’itinerario di forra anche questi due siti che fanno del Rio Garrafo una delle più belle forre appenniniche.

La traversata va fatta con casco e scarponi con suola antiscivolo ed è consigliato anche il Set da Ferrata per i tratti attrezzati in quanto il percorso è insidioso e, ogni anno, conta degli infortuni.

In alcuni tratti sono state tolte le corde di sicurezza ma si incontrano comunque escursionisti improvvisati della domenica con tanto di scarpe da tennis e addirittura infradito.

NON SOTTOVALUTATE QUESTO SPLENDIDO ITINERARIO.

1- 3- I tratti ancora attrezzati con corde fisse.
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4 – 6- Immagini della splendida forra.
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8 – 10- Passaggi sopra al torrente, o attrezzati con corda oppure bisogna saltare.
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11- Femmina di Cervo volante (Lucanus cervus)
12- Immagini che ricordano una foresta tropicale
13 – 14- I tratti più profondi del Rio Garrafo.
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15- La felce Capelvenere
16 – 19- Traversate su cenge a picco sul torrente, solo in parte attrezzate per cui bisogna prestare molta attenzione.
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20- I ruderi del vecchio Mulino, nei pressi della Cascata del Gaglierto.
21 – 24- La Cascata del Gaglierto, il modesto flusso idrico permette un bel bagno nel laghetto sottostante.
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25 – 30- Il ritorno al punto di partenza si fa per lo più per la via d’acqua
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31 – 32- Poi visitiamo la Grotta Fredda.
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33 – 35 Lo stretto cunicolo di uscita dalla Grotta Fredda, occorre strisciare per una ventina di metri.
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LA CASCATA DI SAN GIOVANNI – GRUPPO DELLA MAJELLA – ABRUZZO

La cascata di San Giovanni, la più alta del gruppo montuoso della Majella, si raggiunge con una lunga ma piacevole camminata di circa 3 chilometri e 400 metri di dislivello, completamente all’interno di boschi, adatta quindi ai caldi di queste estati.

Si raggiunge in auto il luogo turistico denominato Bocca di Valle, tra i paesi di Guardiagrele e Pennapiedimonte, dove è situato anche il Sacrario di Andrea Bafile, realizzato all’interno di una grotta.

Da qui parte dapprima una strada sterrata con pista per disabili che, dopo 500 metri, diventa sentiero di fondovalle, poi, con salite più ripide nel bosco, conduce, in circa 1,5 ore, alla base della alta cascata.

Di fronte alla cascata, per i più esperti in quanto molto ripido e scivoloso, parte una traccia a destra che si innalza ripida per raggiungere una cengia alla base del grande tetto da cui scende il getto d’acqua, per poter passare al di sotto di essa e proseguire per il versante opposto.

Il percorso è riportato in diversi siti a cui rimando.

Di seguito le immagini della piacevole escursione

1- Un tratto di bosco danneggiato dalle slavine di questa primavera.
2 – 3- La cascata di San Giovanni
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4- Ripresa con tempi brevi
5- Ripresa con tempi lunghi
6 – 7- Alla base si è formato un piccolo laghetto
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8- La cascata vista da sotto al grande tetto da cui scende.
9- Il grande tetto che forma una ampia caverna.
10 – 18- La cascata vista dalla cengia
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19 – 22- La cascata vista dal lato sinistro a distanza di alcune ore.
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23- Una piccola forra che si incontra durante la salita
24- Il bosco sembra formare un cerchio intorno a noi.
25 – 26- Felce maschio in penombra
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27- Lingua cervina in penombra
28- Centaurea tenoreana, specie endemica della Majella.
29- Aquilegia magellensis, altro endemismo della Majella, cresce nei ripari rocciosi ed ingressi delle grotte.
30- Papilio macaone su lavanda nell’Orto Botanico Michele Tenore a Lama dei Peligni
31- Epipactis atrorubens, orchidea che cresce in ghiaioni e, in questo caso, su pareti rocciose,
32- Clematis recta
33- Campanula



MONTE FORATO – ALPI APUANE

Il Monte Forato (1230 m.), nelle Alpi Apuane, è una meta classica molto conosciuta per il suo gigantesco arco naturale visibile anche dal fondovalle.

Si raggiunge facilmente da Fornovolasco, frazione del comune di Fabbriche di Vergemoli, nella provincia di Lucca, con una salita di 9 chilometri complessivi e 800 metri di dislivello, descritta nei social a cui rimando.

La prima parte del tracciato si snoda in un monotono bosco ma poi la vista dall’Arco e dalla cima ripagano alquanto la salita.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1- Finalmente si esce dal bosco si vedono le prime cime della parte meridionale delle Alpi Apuane.
2 – 9- Il grande Arco naturale, non entra completamente nell’obbiettivo della fotocamera.
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10- Cerastium apuanum, specie endemica delle Alpi Apuane.
11 – 13- Globularia incanescens, altra pianta caratteristica delle Alpi Apuane.
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14- Lasciamo l’arco per dirigerci verso la sovrastante cima del Monte Forato
15- In lontananza la parte settentrionale delle Alpi Apuane.
16- La cima del Monte Forato, anche qui una grande croce.
17- La Pania Secca a destra e la Pania della Croce a sinistra.
18- La Pania Secca (1711 m.).
19 – 20- La Pania della Croce (1859 m.)
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21 – 23- L’Arco visto dalla cima del Monte Forato.
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24- Veduta della valle dove si svolge la salita al Monte Forato, Fornovolasco è il cerchietto bianco nel fondovalle al centro della immagine.



LA GROTTA DI EQUI TERME – LA FERRATA DENTRO ALLA MONTAGNA

Equi Terme è una frazione del comune di Fivizzano, nella provincia di Massa-Carrara, alle falde del Pizzo d’Uccello nelle Alpi Apuane, la grotta omonima viene percorsa tramite una ferrata attrezzata all’interno della montagna, un percorso di media difficoltà e molto entusiasmante.

Una esperienza unica per chi ama le ferrate che, normalmente si percorrono alla luce del sole.

Di seguito le immagini del percorso.

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2- Il primo dei tre ponti tibetani
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4 – 5- Stalattiti e stalagmiti non mancano
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6 – 9- Salita dei tratti verticali.
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10- Altro ponte tibetano sopra ad un impressionante abisso nero.
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13 – 14- Concrezioni particolari
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15- Si passa alla base di una grande colata calcitica
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1 – 19- Il terzo ponte tibetano
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20 – 21- Altro tratto in salita
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22- Lungo traverso
23 – 24- Altra salita
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25 – 26- Altre concrezioni
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27- Lunga galleria
28- Prove di scatto sul ponte tibetano………non molto stabile.
29- 30- L’ultima discesa prima di uscire
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CASCATE DE LE FERCE – NOCERA UMBRA

A pochi chilometri da Nocera Umbra, sulla vallata che sale verso il Passo del Cornello, si trovano delle bellissime cascate formate dal fiume Topino, tutte vicine tra di loro e raggiungibili tramite un comodo sentiero adatto a tutti.

L’acqua, molto calcarea, ha formato grandi depositi di travertino, anche alla base delle cascate stesse.

Un breve itinerario che parte direttamente dalla Strada Statale 361, poco prima dell’incrocio per Aggi e con qualche difficoltà di parcheggio per il poco spazio, in una fresca valle, particolarmente consigliato nelle calde giornate estive.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1- Il pannello esplicativo posto proprio a bordo strada.
2- La valle è piena di bellissime piante di Lingua cervina (Asplenium scolopendrium)
3 – 6- La prima cascata più a valle.
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7 – 8- La seconda cascata
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9- La lingua cervina abbonda.
10- La vegetazione sembra quasi tropicale, pioppi altissimi.
11- 16- La terza cascata
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17 – 19- La quarta cascata, suddivisa in due parti da un arco di travertino.
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20- La valle presenta una lussureggiante vegetazione oltre che con felci anche con vitalbe simili a grandi liane tropicali.



LAGO BLEU – CHENEIL ALTA VALTOURNENCHE

Partenza al mattino da Cervinia, sosta al Lago Bleu, circa un chilometro dopo l’abitato, per fotografare il Cervino riflesso sulle acque.

Scesi a Valtournenche prendiamo la strada per il parcheggio di Cheneil, un piccolo meraviglioso paesino di una decina di abitazioni di montagna raggiungibile solo con un ascensore, immerso in una valletta incantevole e con un balcone incredibile sul Cervino.

Al ritorno, in tarda serata, foto al Cervino illuminato dalla luna.

1- Il Lago Bleu
2 – 3- Il Cervino si specchia sul Lago Bleu.
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4 – 6- La Grandes Murailles.
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7- La parte terminale del Lago Bleu.
8 – 9- Fioritura di Crocus albiflorus intorno al Lago Bleu.
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10- Soldanella alpina.
11- Il parcheggio di Cheneil sulla strada che sale da Valtournenche.
12- Il Belvedere verso il Cervino.
13 – 14- L’arditissima cresta del Dent D’Herens.
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15- Cheneil
16- Slavine sopra al paese.
17- La incantevole valletta di Cheneil.
18- Il balcone sul Cervino
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19- Il Gran Tournalin (3378 m.)
20- Il Monte Roisetta (3388 m.)
21- Veduta della valletta con, da destra, il Gran Tournalin e il Monte Roisetta.
22 – 30- Le splendide abitazioni di Cheneil.
23- Chi è che non vorrebbe avere una casa con questa veduta
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31- Non so che monte è, verso Aosta, ma la cresta è bellisssima.
32- Riflessi sulle case di Cheneil.
33 – 34- Ritorno a Cervinia con la luna piena.
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ALLE FALDE DEL CERVINO : CERVINIA – CAPPELLA DEGLI ALPINI – MONT DE L’EURA-RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI

1- La Grandes Murailles vista da Cervinia.
2- Il Dent D’Herens visto da Cervinia
3 – 4- Il Ghiacciaio del Monte Tabel
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5- Il Cervino si specchia in un laghetto intorno alla Cappella degli Alpini.
6- Una delle splendide ultime case di Cervinia, salendo verso il Rifugio Duca degli Abruzzi,
7- Cerastium spp. in fioritura surupi assolate.
8- Daphne mezereum.
9 – 10- Immagini del Cervino dal sentiero per La Cappella degli Alpini.
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11- La Cappella degli Alpini con lo sfondo del Cervino.
12- La Cappella degli Alpini e la Croce di Giovanni Paolo II.
13- La targa commemorativa della visita di Giovanni Paolo II ed il Cervino.
14 – 15- La Cappella degli Alpini e i laghetti presenti intorno.
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16- Proseguo verso la grande cascata che scende sotto al Rifugio Duca degli Abruzzi.
17 – 18- Fioritura di Croco Alpino (Crocus albiflorus) intorno alla Cappella degli Alpini.
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FLORA ALPINA PRIMAVERILE CON LO SFONDO DEL CERVINO

19 – 21- Pulsatilla alpina
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22 – 24- Pulsatilla Sulfurea (Pulsatilla alpina subsp. apiifolia).
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25 – 26- Gentiana Acaulis
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27 – 28- Soldanella alpina.
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29- Daphne mezereum o fior di stecco, profumatissima.
30- Iberis saxatilis
31- Gentiana verna.
32- Saxifraga oppositifolia
33- Crocus albiflorus
34 – 37- La grande cascata che scende dal Rifugio Duca degli Abruzzi, normalmente la si osserva dalla balaustra che si nota sul sentiero che passa sopra alla cascata, per raggiungere la base occorre traversare su terreno molto ripido ed instabile, non alla portata di tutti.
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38- Il Plateau Rosa visto dal sentiero per il Rifugio Duca degli Abruzzi.
39- Cervinia vista dal sentiero per il Rifugio Duca degli Abruzzi.
40- Pulsatilla solfurea nei pressi della cascata.
41- La cascata vista dal sentiero superiore.
42 – 44- Altre piccole cascate scendono ai lati di quella più grande.
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45- Proseguo verso la grande vecchia stalla del Mont de L’Eura ed il Rifugio Duca degli Abruzzi visibile più in alto.
46- Operazioni di soccorso alpino con elicottero sulla cima del Cervino, sulla cima più algta si nota anche la croce di vetta.
47 – 48- Le cascate e oi nevai che scendono dalla Grandes Murailles, viste dal Rifugio Duca degli Abruzzi.
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49- L’ultimo tratto di salita per il Rifugio Duca degli Abruzzi .
50- Il Rifugio Duca degli Abruzzi è proprio alla base del Cervino.
51- 52- Mi trovo alla stessa altezza del ghiacciaio del Monte Tabel delle foto n.3-4.
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53- Il lungo fabbricato del Mont de L’Eura.
54- Sono arrivato alla base del Cervino.
55- 56- E anche alla Grandes Murailles.
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57 – 58- Il Plateau Rosa, raggiunto il giorno prima, si scopre ancora di più della foto n.38
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59- Gemme e nuove pigne di Larice.



LA FORRA DI GOUFFRE DE BOUSSERAILLES

Nella strada tra Valtournanche e Cervinia si apre la bellissima forra e cascata di Gouffre de Bousserailles accessibile tramite una passerella metallica a pagamento (3 Euro) dal Ristorante costruito sopra a delle grandi Marmitte dei Giganti.

La Forra fu esplorata per la prima volta il 21 agosto 1865 da Jean Antoine Carrel, che con Edward Whimper furono i primi salitori del Cervino il 14 luglio 1865.

1 – 2 Primula hirsuta in fioritura nelle pareti in ombra all’imbocco dell forra.
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3- Il Ristorante costruito sopra alle Marmitte dei Giganti, visibili proprio all’ingresso, da cui si accede alla forra.
4- L’ingresso a valle della Forra
5 – 6- La adrenalinica passerella che permette di visitare la strettissima forra.
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7 – 8 L’interno della forra.
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9 – Le scritte lasciate dai primi esploratori, oltre a Carrell anche i fratelli Pellissier.
9- L’immagine di J.A. Carrell, unoi dei primi salitori del Cervino.
10 – 11- L’impetuoso torrente che scorre all’interno della forra.
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12 – 13- Veduta verso il cielo.
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14- L’ingresso el torrente nella forra
15- 16- Il laghetto della forra.
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17 – 19- La cascata formata dal torrente all’ingresso a monte della forra.
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20- La cascata vista dalla strada Valtournanche-Cervinia.



PLATEAU ROSA – PLAIN MAISON – CERVINIA

30 aprile 2026, finalmente la attesa giornata di tempo buono, anzi splendido, ci ha permesso di salire in funivia da Cervinia al Palteau Rosa quindi siamo scesi a piedi al Lago Goillet quindi alla stazione intermedia di Plan Maison infine, con funivia, di nuovo a Cervinia.

Di seguito le immagini della bellissima traversata in quota.

1- Veduta dalla Tresta Grigia (3480 m.) verso il Dent D’Herens e la Grandes Muraille, in fondovalle l’Abitato di Cervinia.
2- Il Dent D’Herens (4171 m.) e il ghiacciaio di M. Tabel a sinistra.
3 – 4- In lontananza il Monte Bianco.
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5- Veduta verso la Valle d’Aosta.
6- Il Monte Roisetta (3388 m.) a destra e il Gran Tournalin (3378 m.)
7- Il Gran Tournalin, sullo sfondo a sinistra, appena visibile il Monviso.
8- Il Monte Roisetta
9- Veduta verso il Gran Paradiso, al centro, e e la piramide del Monte Emilius, a destra, sopra ad Aosta.
10 – 12- Zoom sul gruppo del Gran Paradiso. e Monte Emilius
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13- 14- La cima del Dent D’Herens.
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15- Il Cervino visto dalla funivia della Testa Grigia-Plateau Rosa,
16- La cima del Cervino, si nota anche la croce di vetta a sinistra.
17 -18- Il Lago Goillet, ancora gelato, in fondo valle Cervinia.
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19 – 20- Il Plateau Rosa.
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21 – 22. Veduta del Cervino scendendo verso il Lago Goillet.
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23-Il Dent D’Herens visto dal Lago Goillet.
24-25 Massi erratici intorno al Lago Goillet
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26- Il Lago Goillet
27- Il Plateau Rosa visto dal Lago Goillet.
28- La Testa Grigia vista dal Lago Goillet.
29 – 30- Oltre i 3000 metri solo poche piante nane riescono a vegetare, Saxifraga oppositifolia.
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31 – 38- Veduta del Cervini scendendo dal Lago Goillet al Plan Maison.
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39- Nel primo pomeriggio arriva un po di nebbia vrrso il Dent D’Herens.
40- Il Mont Blanc du Creton alla Graindes Murailles.
41- La stazione di una seggiovia al Plan Maison ed un canale di salita al Cervino.
42- Il Ghiacciaio del Monte Tabel (foto n.2) visto dal Plain Maison.
43- La Grandes Murailles con le varie cascate che convogliano verso Cervinia.



CHAMOIS, IL PAESE SENZA AUTO, E IL LAGO LOD

Il paese di Chamois, nell’alta Valtournanche (Val d’Aosta), si eleva a poco più di 1800 metri, conta un centinaio di abitanti che hanno scelto di vivere senza auto.

L’abitato, composto da splendide abitazioni di montagna, è infatti raggiungibile solo con una funivia da Buisson, una frazione del comune di Antey-Saint-André.

Intorno alle case del paese è possibile osservare camosci al pascolo.

Risalendo oltre il paese per alcune centinaia di metri di dislivello si raggiunge il Lago Lod immerso in boschi di Larici ed Abeti.

In attesa del bel tempo per fare dei giri intorno a Cervinia, abbiamo scovato questa incantevole Perla delle Alpi.

Di seguito le immagini della breve escursione.

1- Larici con le nuove foglie e pigne.
2 – 4- Crochi (Crocus albiflorus) nei dintorni del Lago Lod.
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5 – 10- Il Lago Lod, purtroppo senza sole ma le sue acque rispecchiano lo stesso il paesaggio circostante.
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11- Dalle nubi emerge prepotentemente il Monte Emilius, di fronte ad Aosta.
12 – 18- Le splendide abitazioni di montagna di Chamois, il paese senza auto.
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19- Camosci al pascolo intorno alle abitazioni di Chamois.
20- Mughetto (Convallaria majalis) nel bosco intorno alla funivia di Buisson.