ISLANDA – IL FUOCO – LE FORMAZIONI GEOLOGICHE

L’Islanda è anche una terra di fuoco, a causa dei suoi numerosi vulcani e fenomeni geotermici, Geyser e fumarole.

PINGVELLIR: Il nome Þingvellir deriva dalla parola norrena Þingvǫllr, da þing («assemblea», «parlamento») e vǫllr («pianura»), a significare proprio «pianura del parlamento». Fu in questo luogo, infatti, che nell’anno 930 venne fondato l’Althing, uno dei primi (se non il primo) parlamenti del mondo.

Dal punto di vista geografico Þingvellir si trova su una frattura dovuta alla deriva dei continenti, che può essere chiaramente riconosciuta nelle gole e nelle faglie che attraversano la regione; la più grande di esse, chiamata Almannagià, è un vero e proprio canyon. Questo causa anche un gran numero di terremoti in questa regione. La regione lambisce inoltre la sponda settentrionale di Pimgvslltn, il più grande lago d’Islanda.

1- 4- Pingvellir, luogo storico per gli Islandesi e una delle tante faglie tettoniche dell’Islanda, ricco di acque.
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5- Impossibile sbagliare !!!!
6- La chiesina di Pingvallakirkja
7- Un turista si confonde con i blocchi di Basalto !!!!
8 – 12- Geysir, il più conosciuto Geyser d’Islanda e il terzo al mondo per altezza del getto di vapore.
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13- Un Geyser secondario
14- Una pozza di acqua bollente
15- 20- Il cono vulcanico di Upplysingar sotto una delle tante bufere di neve, d’estate un azzurro laghetto ricopre il fondo del cratere dalle pareti di colore rosso. D’ inverno è tutto bianco ma ciò non sminuisce il suo fascino.
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20 – 21 – Evrasiuflekann, la faglia che divide la Placca del continente Europeo dalla Placca del Continente Nord-Americano.
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22- Il ponte tra i due continenti.
23 – 24- Le fumarole di Gunnunver, attenzione al terreno surriscaldato, si cammina sopra a delle passerelle di legno.
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25 – 26- Sullo sfondo si notano degli impianti geotermici.
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27- 29- Il paesino di Grindavik, interessato da una colata lavica uscita da una faglia sul terreno nel 2024 che ha lambito alcune case, come visibile nel cartellone posto all’ingresso del paese.
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30 – 32- La “fresca” colata lavica si è fermata nei pressi delle abitazioni.
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35- Il fronte della colata lavica.
36 – 37- Vecchia colata lavica colonizzata da erbe e muschi.
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38- Un ringraziamento a Giuseppe e Federico dell’agenzia PAZZI PER I VIAGGI.



ISLANDA – L’ACQUA

Le coste rocciose, i Canyon scavati dai fiumi, le piscine termali, l’Islanda non è solo fuoco e ghiaccio.

1 – 3- La spiaggia ed il Faro di Diyrholaey
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4- L’arco di roccia di Diyrholaey
5- L’arco di roccia di Diyrholaey in piena bufera di neve e vento dopo 15 minuti dal nostro arrivo.
6- La laguna sotto al faro di Diyrholaey.
7 – 11- La famosa e pericolosa spiaggia di nero basalto di Reynisfjara
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12- La spiaggia formata da una colata lavica che ha raggiunto il mare.
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16 – 18- Colonie di gabbiani colonizzano le nere pareti di basalto a picco sul mare, la Pulcinella di Mare arriverà solo a giugno.
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19- 23- Il Canyon di Fjadrargljufur
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24- Una delle tante piscine termali dell’Islanda a bordo spiaggia.



ISLANDA – IL GHIACCIO

Il termine Islanda significa “terra dei ghiacci”, nome più appropriato non c’è.

L’Islanda presenta quattro grandi ghiacciai, il Langiokull, il Hotsjokull, il Myrdalsjokull ed il Vatnajokull, il più grande ghiacciaio europeo.

Di seguito le immagini dei ghiacci d’Islanda.

1 – 2- Bellissime montagne con ripidi canali circondano la parte meridionale del ghiacciaio Vatnajokull.
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3 – 4- Una porzione del Vatnajokull.
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5 – 6- Il Vatnajokull scende verso la pianura formando una grande laguna, la Skaftfell, ghiacciata d’inverno con enormi blocchi di ghiaccio alla deriva
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8- 16- La baia di Jokulsarlon conosciuta come la Laguna Ghiacciata dove il ghiacciaio Vatnajokull arriva a pochi chilometri dal mare rilasciando enormi blocchi di ghiaccio dal suo fronte che scendono fino al mare.
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17 – 27- Nella baia è presente una folta colonia di foche.
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28- Dalla baia scende un corso d’acqua che trasporta i blocchi di ghiaccio fino al mare.
29 – 37- Il mare poi restituisce alla spiaggia i blocchi di ghiaccio, è la magica spiaggia dei diamanti, blocchi di ghiaccio arenati sulla sabbia di nero basalto.
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38- Lo stesso blocco di ghiaccio delle foto n.14-15, dopo circa un’ora che stavamo al tiepido sole nella laguna si è rannuvolato ed ha iniziato a nevicare, questa è l’Islanda….una fortuna sfacciata.
39- Avvicinamento al bordo del ghiacciaio del Vatnajokull per la visita alle grotte di ghiaccio.
40- 42- Le bellissime cime innevate che sfiorano i 2000 metri che circondano la parte meridionale del più grande ghiacciaio europeo, il Vatnajokull
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43- La infinita piattaforma terminale del ghiacciaio Vatnajokull.
44 – 49- Le grotte di ghiaccio che si aprono nel fronte meridionale del Vatnajokull.
45- Il ghiaccio è vetro, liscio e trasparente.
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57- Bolle di antica aria all’interno del ghiaccio.
58 – 59- Strati di cenere vulcanica prodotta da antiche eruzioni all’interno del ghiaccio.
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60 – 61- La parte terminale del ghiacciaio dove si aprono le grotte di ghiaccio
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ISLANDA – LE CASCATE

Immagini delle principali cascate dell’Islanda in versione invernale.

1 – 5- Skaftafell, la cascata tra il basalto colonnare
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5- 13- Kvernufossi, la cascata con la cengia dove si può passare dietro.
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14 – 22- Skogafoss, la cascata più alta di altre undici presenti risalendo il fosso.
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21- La scaletta con 400 gradini per la risalita alla parte superiore della cascata Skogafoss
22- La cascata Skogafoss vista da sopra, si notano le grandi dimensioni con la persona nell’isoletta bianca in basso a sinistra.
23 – 27- Seljalandsfoss
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28 – 32- Gljufrabui, la cascata all’interno di una forra
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34 – 44- Gullfoss, la cascata più grande di Islanda e tra le maggiori del mondo.
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ISLANDA – L’AURORA BOREALE

Viaggio in Islanda dal 3 al 10 marzo 2026, abbiamo avuto la grande fortuna di vedere, per ben tre sere su sette, l’ Aurora Boreale.

La seconda sera in particolare si è verificata una specie di esplosione proprio sopra alle nostre teste, l’aurora, con un lento movimento, si è aperta e distorta sfoggiando una serie di colori, dal classico verde al rosso al viola.

A detta dei nostri accompagnatori, non si era mai verificato di vedere l’Aurora Boreale per tre notti e con tali intensità.

Di seguito le fantastiche immagini che rimarranno sempre nella nostra mente e nei nostri occhi.

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6 – 11- L’Aurora Boreale con lo sfondo della costellazione dell’Orsa Maggiore o Gran Carro.
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12 – 18- “L’esplosione” con i fantastici colori oltre al verde, difficilmente visibili in condizioni normali.
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19- 33- La “Classica” Aurora Boreale fotografata l’ultimo giorno nel bellissimo Cottage a Hella.
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34 – 35- L’Aurora Boreale si riflette anche nl corso d’acqua vicino al Cottage.
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CIASPOLATA INTORNO A CORVARA – CERCHI IN UN LAGO GHIACCIATO – TRENTINO ALTO ADIGE

Finalmente, più che altro per non riportare le Ciaspole a casa così come le avevamo prese, abbiamo fatto una ciaspolata intorno a Corvara in Badia, l’unica zona con una quantità lievemente maggiore di neve in questo avaro inverno.

In particolare salendo da Corvara verso Passo Collelongo abbiamo trovato una serie di radure, in corrispondenza degli impianti di risalita per Pralongia, nei pressi di un piccolo lago artificiale, con un buon innevamento che ci hanno ispirato a fare una passeggiata pomeridiana.

Durante il ritorno del giro ad anello abbiamo costeggiato un piccolo lago artificiale dove abbiamo notato una serie particolarissimi di cerchi nella superficie ghiacciata al centro dei quali risalivano in continuazione bolle d’aria.

Abbiamo fatto delle ipotesi sul fenomeno:

  • acque di risorgive con temperatura costante più alta dell’aria
  • bolle di metano provenienti da eventuali depositi di torbe nel sottosuolo del lago, ma dovevano essere più causali e distribuite in tutto il lago.

Anche domandando a persone del luogo nessuno ci aveva fornito una spiegazione plausibile sul fenomeno.

Infine facendo una ricerca tramite la cosiddetta AI: INTELLIGENZA ARTIFICIALE, come va di moda adesso, anche se fino a poco tempo fa si chiamava Google, ho scoperto che sono delle bolle d’aria provenienti da gorgogliatori ad aria compressa artificiali che consentono l’aerazione del lago in modo da impedire che la superficie si ghiacci completamente e consentire così la vita degli organismi acquatici tra cui i pesci, che altrimenti morirebbero per mancanza di ossigeno nell’acqua al di sotto dello strato di ghiaccio che farebbe da tappo ermetico.

Cerchi artificiali ma comunque un bel fenomeno da vedere.

Di seguito le immagini della ciaspolata.

1- La Torre Colfosco, di fronte al paese omonimo.
2 – 3- Il Sassongher (2665 m.) domina Colfosco e Corvara in Badia.
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4- il Col Torron e Sass da Ciampac, alla base l’abitato di Colfosco.
5- Salendo di pomeriggio verso il Passo Collelongo ci affascinano le vedute intorno alla strada, ci fermiamo per fare un giro con le ciaspole, visto che c’è neve.
6- Ricristallizzazioni di Brina sulla neve.
7- Attraversiamo un ponticello all’inizio di un piccolo lago artificiale.
8 – 10- E proseguiamo tra molte radure in una bellissima pineta.
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11- 15- Il sole basso sull’orizzonte permette delle immagini in bianco-nero naturali, modellate da impronte di animali e persone.
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15- Al ritorno costeggiamo la parte iniziale del lago e notiamo questi incredibili cerchi nella superficie ghiacciata di cui solo dopo diversi giorni sapremo cosa sono. Comunque anche se sono artificiali hanno il loro fascino.
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22- Brina sopra alla superficie del lago ghiacciata.
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GIRO ALLA BASE DEL SASSOLUNGO – LA CITTA DEI SASSI – TRENTINO ALTO ADIGE.

Per fare una escursione o una ciaspolata in questa splendida zona bisogna fare un po’ di “slalom”, tecnicamente parlando, fra diverse piste da sci.

Si parcheggia a pagamento nei pressi dell’impianto di risalita Sasso Levante di Selva di Val Gardena e ci si arrangia spostandosi ai lati tra una pista e l’altra, senza attraversarle in quanto vietato per chi non ha sci ai piedi, dirigendosi verso i pendii basali delle torri del Sassolungo, Punta Grohmann, Punta delle Cinque Dita e lo Spallone del Sassolungo. Quindi ci si sposta verso il pendio ricoperto di grandi massi denominato “La Citta dei Sassi” proprio alla base del Sassolungo, senza itinerario preciso proprio a causa della presenza delle piste da sci.

Di seguito le immagini.

1- Il Sassolungo visto salendo da Selva di Cadore.
2- Da sinistra la Punta Grohmann, Punta delle Cinque Dita e lo Spallone del Sassolungo.
3- Lo Spallone del Sassolungo
4- La Punta Grohmann, Punta delle Cinque Dita
5- La Punta Grohmann.
6- La Punta delle Cinque Dita e la Città dei Sassi in basso.
7 – 10- Lo Spallone del Sassolungo….. è talmente grande per mi occorrono 3 foto per ingrandirlo tutto. Ai piedi della parete l’inconfondibile Città dei Sassi.
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11- 12- Il Rifugio Toni Demetz, tra la Punta delle Cinque Dita e Lo Spallone.
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13- La Citta dei Sassi alle falde del Sassolungo.
14- Dalla zona si vedono anche le Odle con la prima cima a sinistra, il Fermeda di Sotto, raggiunta pochi giorni prima.
15- La Marmolada ed il Gran Vernel.
16- Di fronte a noi si innalzano le Torri del Sella.
17- Salendo ancora, oltre le Torri del Sella, si scopre Piz Boè lontano al centro e Sass Pordoi a destra che raggiungeremo alcuni giorni dopo.
18- Le Torri del Sella
19 – 20- Sorge la luna di fianco a Piz Boè.
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21- Poi sulle Torri del Sella vediamo salire dei puntini.
22- Ingrandisco e noto i due scalatori.
23 – 27- Al ritorno passiamo in auto a poche centinaia di metri dalla base delle gigantesche ed altissime pareti del gruppo del Sella, ormai illuminate dal sole, la vista è davvero straordinaria.
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28- Poi, come siamo abituati a fare ad ogni vacanza, usciamo al ,mattino e ritorniamo in Hotel a sera, talvolta anche a notte, siamo ripassati nella stessa strada e abbiamo colto l’occasione per fare una foto notturna di ciò che avevamo visto al mattino.



SASSO PORDOI – GRUPPO DEL SELLA – TRENTINO ALTO ADIGE

Breve escursione pomeridiana al Sass Pordoi, nel gruppo del Sella, con la funivia da Passo Pordoi.

Un breve giro intorno alla cima e verso Piz Boe’ permette la veduta a 360° sulle Dolomiti.

Non si può sempre camminare, ogni tanto una risalita con impianti a fune permette, in breve tempo, di vedere panorami troppo distanti da raggiungere.

Di seguito le immagini dalla cima.

1- Il Sass Pordoi salendo con la funivia.
2- Il Sass del Forcia Occidentale e la Forcella che permette l’accesso all’altipiano del gruppo del Sella, si nota bene il sentiero che sale a tornanti e il Rifugio Forcella Pordoi.
3- Escursionisti stanno scendendo dalla Forcella.
4- Il Sass Pordoi e la croce di vetta.
5- Giunti in cima raggiungiamo la Croce di Vetta con lo sfondo del Sassolungo.
6 – 9- Panoramica sulle varie cime intorno al grande altipiano del Gruppo del Sella.
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10- La Regina delle Dolomiti: La Marmolada ed il Passo Pordoi sottostante.
11- La Marmolada nel versante Nord del ghiacciaio.
12- Il Gran Vernel.
13- Veduta aerea sul Passo Pordoi.
14 – 15- Il lontano Monte Civetta.
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16- E l’inconfondibile e bellissima sagoma del Monte Pelmo e l’Antelao sulla sfondo a destra.
17 – 19- Giro versante e mi dirigo verso il Piz Boe’
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20 – 23 – Sembra volerci poco per raggiungere il Piz Boe’.
21- Da qui le due cime sembrano essere collegate solo da un altipiano innevato.
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24- In realtà un profondo vallone rende impossibile in poco tempo raggiungere la cima.
25- La stazione di arrivo della funivia Paso Pordoi – Sass Pordoi.
26- Subito ci viene a trovare un Gracchio sperando di ottenere qualcosa da mangiare, sullo sfondo la Marmolada.
27- Si vede la traccia degli escursionisti della foto n. 2-3 che hanno raggiunto Piz Boè dalla Forcella Pordoi. Al centro della foto, lontanissima, svetta la Tofana di Rozes, nei pressi di Cortina.
28- La Tofana di Rozes.
29- Orme varie di persone ed animali girovagano intorno al Passo Pordoi.
30- Il Sass Pordoi si riflette su un lunotto di un’auto.
31- Aspettiamo il tramonto intorno al gruppo del Sella, sappiamo che le Dolomiti si colorano di un arancio particolare.
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33- Zoom sulle colate di ghiaccio sotto alla cima della foto n.32
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35 – 36- Il Sass Pordoi al tramonto
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38- Il Sass Pordoi ad ormai notte visto da Canazei.



PIRAMIDI DI TERRA DEL RENON – BOLZANO

Da Bolzano si sale in auto in direzione del Renon fino al paese di Longomoso dove si seguono le indicazioni per le piramidi di terra.

Giunti ad parcheggio indicato si scende per sentiero sottostrada ed in breve si raggiungono due punti panoramici sulle incredibili piramidi di terra, riportate su tutti i libri di Geologia.

Dalla strada è possibile ammirare inoltre un vasto panorama sui gruppi Dolomitici Occidentali.

1- Dalla strada Bolzano – Renon si possono osservare, verso Est da sinistra, lo Sciliar, il Catinaccio e il Latemar.
2- Il gruppo del Catinaccio, alle cui falde eravamo stati al mattino.
3- La Roda di Vael.
4- La Sforcella
5- La Cima Catinaccio.
6 – 7- Lo Sciliar
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8- Verso Nord si osserva il Sassolungo ed il Sassopiatto a destra.
9- Il gruppo delle Odle con la Cima Seceda dove siamo stati il 28 dicembre 2025.
10- Cartello esplicativo della formazione geologica delle piramidi di terra.
11 – 24- Le incredibili Piramidi di Terra.
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ALPE DI SIUSI DA ORTISEI

Il 1 gennaio 2026, saliti da Ortisei in Funivia abbiamo effettuato una lunga e, soprattutto, rilassante passeggiata in uno dei luoghi più conosciuti e belli delle Dolomiti, l’Alpe di Siusi.

Unica nota negativa la poca neve.

Di seguito le immagini.

1- L’Alpe di Siusi, un vasto altipiano tra la catena dello Sciliar ed il Sassolungo.
2 – 3- Un resort con tanto di dependance e piscina esterna all’Alpe di Siusi.
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4- Il Gruppo del Sassolungo con il Sassopiatto a destra.
5- Il gruppo del Sella in lontananza.
7 – 14 – Le tante baite dell’incantevole e tranquilla Alpe di Siusi.
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15 – 16- Primo pranzo del 2026 alla Malga Schgaguler all’Alpe di Siusi.
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17- E’ arrivata l’ondata di sciatori, noi per fortuna abbiamo già pranzato.