VALLE DEL LAGO DI PILATO

Il 27 Gennaio 2026, da Foce per il Piano della Gardosa e Le svolte, ho effettuato una escursione esplorativa nella Valle del Lago di Pilato al fine di saggiare l’innevamento. Le previsioni meteo indicavano che verso metà giornata si sarebbe alzato un forte vento per cui ho evitato di salire in qualche cima ed ho preferito risalire la valle.

Verso le 11, puntualmente si è alzato un forte vento che innalzava altissime colonne di neve dalle creste. Per il vento e per gli elevati accumuli di neve fresca caduta la scorsa settimana nel tratto finale della valle che mi hanno reso difficoltosa la salita non sono riuscito ad arrivare alla conca del Lago di Pilato.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1- Lo Scoglio del Miracolo ed il Pizzo del Diavolo a sinistra, al mattino presto.
2- Primo raggio di sole nel “pandoro” del Pizzo del Diavolo
3- La cresta che collega Forca Viola con il Monte Argentella.
4- Il Monte Argentella e la Ripa Grande.
5- Il Monte Sibilla.
6- La Ripa Grande vista da “Le Svolte”.
7- Raggiungo la Valle del Lago di Pilato oltre le Svolte, sono passate solo delle volpi.
8- Il versante Nord del Pizzo del Diavolo.
9- Salgo verso il Monte Rotondo, al centro della valle.
10- Sono il primo uomo a risalire la valle, dietro di me le mie impronte.
11- Da sinistra il Pizzo del Diavolo, la Cima del Redentore, la Cima dell’Osservatorio ed il Quarto San Lorenzo.
12- La Cima dell’Osservatorio
13- La Cima dell’Osservatorio e la cresta rocciosa verso il Quarto San Lorenzo.
14- Il Quarto San Lorenzo.
15- Il Canale Nord di salita invernale al Quarto San Lorenzo
16- Il Monte Sibilla in fondo alla valle con una sottile linea di impronte di una volpe che mi ha preceduto
17- La mia lunga ombra al mattino presto con il sole basso sull’orizzonte e le impronte di una volpe in fondo.
18 – 21- Nella valle trovo tratti di neve vecchia ghiacciata ed accumuli di neve fresca modellati dal vento fino 30-40 centimetri che mi rendono difficoltosa la salita
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22- Puntualmente inizia ad alzarsi il vento, come indicato dalle previsioni meteo, per questo ho scelto di andare in vallata anzichè su qualche cima.
23- Il versante Nord del Pizzo del Diavolo visto dalla base.
24-Il Canale Nordest di salita invernale alla Cima dell’Osservatorio.
25- Ripido canalino sulla cresta tra la Cima dell’Osservatorio ed il Quarto San Lorenzo con grossa cornice di uscita.
26 – 27- Dalla Cima del Redentore sono scese alcune grandi slavine con le precedenti nevicate.
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28 – 35- Le slavine hanno creato un paesaggio che sembra di essere nell’artico.
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36- Il Monte Sibilla con scarsissimo innevamento.
37 – 39- Il vento inizia a scendere anche nella valle aggiungendo altra difficoltà oltre ai consistenti accumuli di neve fresca.
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40- Momento di calma dal vento.
41 – 43- Dietro di me solo la mia traccia di salita e discesa.
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44- Anche davanti a me la sola mia traccia di salita
45- Il ripido versante Ovest del Monte Torrone.
46 – 47- Una vecchia slavina a lastroni ad indicare la pericolosità del versante Ovest del Monte Torrone.
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48- La foto n.9 scattata circa due ore dopo.
49- Vento forte nella cresta del Monte Vettore.
50- Raggiungo di nuovo il bosco sopra a Le Svolte.
51- La Ripa Grande vista da Le Svolte.
52 – 53- I grandi Faggi secolari nei pressi del fontanile del Piano della Gardosa.
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54 – 57- Alle 13 il vento in quota è fortissimo, solleva lunghe colonne di neve, anche di oltre 100 metri.
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58- La parete Est del sasso di Palazzo Borghese completamente glassata di neve.
59- I canali Est della Cima Vallelunga, interessanti salite invernali.
60-La “Corona” del Monte Sibilla.



ALLE FALDE DELLA CIMA DI PRETARE: PASSO GALLUCCIO – SENTIERO DEI MIETITORI

Al Passo Galluccio, poche decine di metri sopra alla strada, si intercetta il sentiero dei Mietitori che, dirigendosi verso Nord in lieve ma costante salita, giunge a Colle Pisciano quindi, attraversando in quota le varie frazioni di Montegallo, giunge a Santa Maria in Pantano per proseguire fino ad Altino in un bellissimo percorso in quota senza dislivelli notevoli e quindi adatto a tutti. Si può camminare a volontà fin quando si ha voglia.

Dal sentiero si gode di una splendida vista sui versanti Sud, Est e Nord della Cima di Pretare, una cima che, per la sua ripidità e distanza, è poco frequentata, e dell’imbuto Nord del Monte Vettore, fino al Monte Torrone, per proseguire a Cima delle Prata e Monte Banditello.

Il Passo Galluccio si raggiunge da Balzo di Montegallo, da Arquata del Tronto, salendo per la frazione di Pretare o da Castelluccio proseguendo la strada dopo Forca di Presta.

Ho descritto altri interessanti itinerari in zona:

PASSO GALLUCCIO – LA FRANA DI SASSO SPACCATO Versante Nord Cima di Pretare.

SASSO SPACCATO DA PASSO GALLUCCIO PER LA CRESTA OMONIMA.

SASSO SPACCATO E CIMA DI PRETARE DALL’IMBUTO DEL VETTORE

MONTE TORRONE Salita diretta per la cresta Est.

MONTE VETTORE E CIMA DI PRETARE

M. VETTORE E CIMA DI PRETARE

Inoltre ricordo, specialmente alle nuove generazioni, che le vie alpinistiche estive ed invernali di questi grandi versanti sono riportate nel libro “GUIDA DEI MONTI SIBILLINI” Edito dal CAI Ascoli Piceno nel 1983.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1- La Cima di Pretare, a sinistra la Piramide con l’imbuto innevato del “Canalino”, al centro il canalone innevato della via invernale della “Cresta di Galluccio”, a destra la cresta di salita estiva/invernale del Sassone, visibile nel margine destro.
2 – 3- Salendo per il Sentiero dei Mietitori ci si avvicina sempre di più alla Cima di Pretare.
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4- Zoom sul tratto finale della via invernale della Cresta Est o Cresta di Galluccio.
5- I piccoli torrioni rocciosi del tratto iniziale della via della foto n.4, purtroppo quest’anno ancora non c’è neve.
6- La cima della “Piramide” e l’imbuto del “canalino” a destra.
7- La placconata di roccia denominata “Aia della Regina” con la Grotta delle Fate, alle falde della “Piramide”.
8- Il ripido imbuto finale della Via del Canalino fino alla cresta Monte Vettore-Cima di Pretare.
9- Le falde della Cima di Pretare con le cenge erbose da cui si accede al Sasso Spaccato, sulla destra: http://www.1000giornisibillini.it/2020/09/25/sasso-spaccato-da-passo-galluccio-per-la-cresta-omonima/
10- Il Sasso Spaccato con la recente frana del 2017 post sisma.
11- La Fascia Inferiore con vie su roccia di V-VI grado aperte anche dal grande Tiziano Cantalamessa.
12- Il primo tratto del Sentiero dei Mietitori, a monte di Passo Galluccio.
13- A circa un chilometro dalla strada un seggiolone per bambini piccoli gettato sotto al sentiero dei Mietitori, chi avrà fatto questa fatica di portarlo fin li ed abbandonarlo….che popolo gli Italiani !!!!
14- Tronco di Faggio particolarmente variegato.
15- La bellissima ed alta faggeta alle falde della Cima di Pretare.
16- Il sole di Dicembre gira velocemente, alle 11 già c’è ombra della via della Cresta di Galluccio.
17- Mentre è ancora assolata la parete dove si sviluppa la via estiva/invernale Bachetti-Spinelli del 1973/1982.
18- Continuando il sentiero dei Mietitori dopo il Colle Pisciano ci si avvicina ancora al Sasso Spaccato e si nota ancora meglio l’itinerario di raggiungimento indicato nella foto n.9.
19- Una fonte senza nome e senza acqua lungo il sentiero.
20 -21- Più avanti si giunge alla nuova Fonte Graniera.
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22- Dalla Fonte si osserva, a destra, nella sua maestosità il Sasso Spaccato e la sovrastante cresta Nord estiva/invernale di salita alla Cima di Pretare. Nella parete centrale, proprio sulla verticale della cima, sale invece la via invernale “Diretta Est alla Cima di Pretare”.
23- Il Sasso Spaccato con la grande frana del 2017 riportata nel mio articolo: http://www.1000giornisibillini.it/2021/06/20/passo-galluccio-la-frana-di-sasso-spaccato-versante-nord-cima-di-pretare/
24 – 25- La zona della Fonte Graniera è soggetta ad una paleofrana monitorata con carotaggi dopo il sisma del 2016, anche se poi le “carote” con tanto di plastica le hanno lasciate sul posto.
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26- Il versante Est del Monte Torrone – Sasso D’Andrè con la traccia visibile del “Sentiero dei Taglialegna” che conduce all’imbuto del Monte Vettore e successivamente, fino al Sasso Spaccato: articolo nel mio articolo: http://www.1000giornisibillini.it/2019/01/27/8-sasso-spaccato-e-cima-di-pretare-per-limbuto-del-vettore/
27 – 28- Slavine nel versante Est della Cima delle Prata, a monte della Fonte del Pastore.
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29- Il canalone tra Monte Torrone e Sasso D’Andre’.
30- Il “Sassone”, grande torrione isolato presente sul sentiero che da Santa Maria in Pantano sale per il Monte Vettore passando per la parte superiore dell’imbuto Nord. Anche qui sono presenti dei distacchi di neve.
31- Giunti sulla verticale di Sasso Spaccato si nota bene la grande frana.
32-Ultima luce del giorno sul versante Est della Cima di Pretare, a destra il Sasso Spaccato.
33- In lontananza la valle di Santa Maria in Pantano con il Monte Oialona a destra e il Monte Sibilla sullo fondo, praticamente senza neve.
34- Infruttescenze di Clematis vitalba risplendono alla luce del basso sole invernale.



SANTA MARIA IN PANTANO – MONTE OIALONA – Ciaspolata da Colle

In occasione della seconda nevicata della stagione abbiamo raggiunto con le ciaspole la Chiesa crollata di Santa Maria in Pantano e il Monte Oialona, partendo da Colle di Montegallo.

Come ci è accaduto pochi giorni fa al Monte Valvasseto, abbiamo assistito ad un aumento esponenziale del vento in quota nel giro di alcune ore.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1 – 2 – Il sentiero che da Colle di Montegallo sale verso Santa Maria in Pantano
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3- La Fonte Santa, poco prima della chiesa.
4- Grande faggio nel bosco intorno alla chiesa.
5- I ruderi della chiesa di Santa Maria in Pantano, crollata con il terremoto del 2016, protetta con una tettoia metallica.
6- L’imbuto del Monte Vettore, la Cima di Pretare e Sasso Spaccato a sinistra ed il Sassone a destra.
7- La Cima di Pretare al mattino presto, vento debole.
8- Dopo un’ora, vento medio.
9- Dopo due ore, vento forte.
10- Nuvola circolare modellata dal vento sopra la cima del Monte Vettore.
11 – 12 – La nuvola circolare in pochi minuti ha raggiunto la Cima di Pretare.
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13- Il vento dopo più di due ore è arrivato anche a fondo valle ed in quota è fortissimo.
14- Il Sasso Spaccato rivestito di neve trascinata dal vento.
15- Il Sassone al mattino presto.
16- Il Sassone dopo due ore.
17- L’imbuto del Monte Vettore con i canali di salita invernali.
18- Zoom nell’imbuto nel tratto più ripido.
19- Forte vento anche nei Monti della Laga.
20 – La zona della Fonte del Pastore.
21- La rocciosa cresta Est del Monte Torrone già oggetto di una nostra salita.
22- Il Monte Banditello e il pianoro sopra al bosco dove sorge il Casale de Le Pozze.
23- Le rocce sopra al Casale de Le Pozze.
24- Il Casale Iachini, nel pianoro verso il Monte Oialona.
25- La cresta dell’Anticima Nord del Monte Vettore, battuta dal vento.
26- Forti folate di vento tra i due imbuti del Vettore.
27- Il Monte Sibilla visto dal Monte Oialona.
28- 30 – Raggiunto il Monte Oialona ritorniamo verso Santa Maria in Pantano.
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31- Lunghe ombre con il sole invernale.



MONTE VETTORE E CIMA DI PRETARE

Il 2 agosto 2024 ho effettuato la mia 85esima salita, in 46 anni di salite in montagna tutte documentate nel mio quaderno dal 1978, alle cime del gruppo del Monte Vettore.

Dopo aver raggiunto la cima, anziché scendere al Lago di Pilato come programmato, visto che quest’anno il lago è purtroppo completamente asciutto, abbiamo proseguito la cresta Est verso Cima di Pretare, la cima meno frequentata dell’intero gruppo.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1- La Cima del Redentore e il Pizzo del Diavolo visti dalla Sella delle Ciaole.
2- La cima del Pizzo del Diavolo
3- Il torrione denominato “il Castello”
4- Il “Portico”, dove è presente l’arco di roccia e l’immagine naturale della “Madonna e il Diavolo”.
5- La cresta tra la Cima del Redentore e il Pizzo del Diavolo.
6 – 7 -Le sponde del Lago di Pilato con i Salici in crescita che sto monitorando da oltre 10 anni.
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8 – 9 – Fringuello alpino (Montifringilla nivalis).
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10- Fringuelli alpini in volo con le loro caratteristiche ali bianche e nere.
11 – Campanula scheuchzeri
12- Grandi e secolari arbusti nani di Drias octopetala.
13- La cresta che dal M.Vettore scende alla Cima di Pretare è tappezzata da centinaia di arbusti nani di Drias octopetala.
14 – 15 – Campanula alpestris, la pianta più rara dei Monti Sibillini presente in una unica stazione.
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16- Una orchidea che cresce nei ghiaioni calcarei, l’Epipactis atrorubens.
17- Margherite e Genziana lutea n una piccola conca umida sotto alla cima del M.Vettore.
18- La cresta che dal M. Vettore scende verso la Cima di Pretare.
19- L’imbuto del “canalino” nel versante Sudest del M. Vettore.
20- La Cima di Pretare.
21- L’imbuto Nord del M. Vettore.
22- La cima della “Piramide”
23- Veduta dalla Cima di Pretare verso la cima del M. Vettore.
24- La cresta di Galluccio
25- la cresta che dalla cima del M. Vettore scende verso l’appuntita Antecima Nord.
26- La Cima di Pretare
27- Grandi e secolari cuscinetti di Silene acaulis
28- Vecchio cuscinetto di Silene acaulis ormai morto che fa da substrato ad altre piante.
29- Bellissimo esemplare di Leontopodium alpinum subsp. nivale.
30- La cresta tra la Punta di Prato pulito a sinistra e la Cima del Lago a destra con i massi del mistero geologico riportato nell’articolo: CIMA DEL LAGO Cresta Est dalle “Roccette”. 23 Luglio, 2019.
31- Il profumatissimo Dianthus monspessulanus.



MONTE VETTORETTO Dalla Valle Santa.

Salita classica con partenza dalla strada Castelluccio-Forca di Presta per la Valle Santa fino al Monte Vettoretto.

Abbiamo tentato la salita verso il Rifugio Zilioli – Monte Vettore ma gli accumuli di neve fresca caduta qualche giorno prima ed un vento ad oltre 80 Km/h con intense spolverate di neve, ci ha impedito la salita.

Di seguito le immagini della ventosa giornata.

1- La Valle Santa con il Monte Vettoretto al centro.
2- Il Piano Grande visto dalla Valle Santa.
3- A sinistra il canale Sud, salito anni fa, che conduce direttamente allo Scoglio del Lago.
4- La Valle Santa da metà salita.
5- L’uscita del canale, sui pianori sommitali del Monte Vettoretto.
6 – 9- Il tratto più ripido della Valle Santa, poco prima dell’uscita.
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10- Il versante Ovest del Monte Vettoretto, nei pressi del sentiero estivo, parzialmente coperto dalla neve, visibile in basso a destra.
11- L’ultimo tratto su abbondante neve fresca caduta alcuni giorni prima.
12- La Punta di Prato Pulito spazzata dal vento che solleva la neve fresca.
13- La cima del Monte Vettore, oggi irraggiungibile causa del fortissimo vento, a sinistra il Rifugio Zilioli.
14- Le forti raffiche, sollevando la neve fresca, coprono la vista del Rifugio Zilioli che si trova sulla cresta, al termine del sentiero che risale il pendio.
15- Tentiamo la salita verso il Rifugio Zilioli ma dopo alcune centinaia di metri abbandoniamo a causa del forte vento.
16 – 17- Quindi riprendiamo la discesa, sempre dalla Valle Santa.
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VARIANTE AL MONTE VETTORE per la cresta destra della Valle Santa.

Il 28 ottobre 2021 per salire al Monte Vettore ho preferito partire dalla Valle Santa risalendo la cresta destra che delimita la valle fino alla Sella sotto al Monte Vettoretto dove sorge la Croce di Tito Zilioli per evitare il terrificante sentiero che parte invece da Forca di Presta, degradato dal passaggio di migliaia di escursionisti della domenica e ridotto ormai ad un fosso detritico e pericoloso.

Propongo questa salita ai più esperti escursionisti che frequentano il mio sito stanchi anch’essi di salire al Monte Vettore per la via normale con la consapevolezza che tale itinerario non diventerà una nuova via alternativa per tutti in quanto i normali escursionisti non si avventurano su percorsi dove non ci sono sentieri tracciati e soprattutto perché l’itinerario proposto, pur essendo più breve e comodo, parte subito in netta ripida salita il che toglie subito la voglia di salire al normale escursionista.

Per raggiungere il pianoro del Monte Vettoretto da questo itinerario si impiega circa un’ora, poco di meno del tempo se si parte da Forca di Presta ma compiendo una salita molto più comoda in quanto esente da detriti e su pendio che presenta una formazione erbosa scalettata (seslerieto) che permette anche una rapidissima discesa, in 30 minuti si raggiunge l’auto, come scendere da una comoda scalinata.

ACCESSO: Il fondo della Valle Santa si raggiunge percorrendo la strada Provinciale n. 477 che da Castelluccio conduce a Force di Presta. Giunti sotto al versante Sud-ovest della Punta di Prato Pulito si apre il profondo vallone della Valle Santa dove la strada forma una netta rientranza, si parcheggia di lato.

DESCRIZIONE: Dalla strada si risale subito un tratturo (356430,1 E – 4740496,3 N; 1410 m.) che si inoltra verso la Valle Santa, superato un campo coltivato si taglia a destra sul pendio ripido della sponda destra (salita) che delimita la valle in direzione di un grosso pino isolato che svetta circa 200 metri di dislivello più in alto.

Non proseguire il sentiero di fondovalle che, sebbene conduca anch’esso alla Croce di Zilioli, presenta un percorso più accidentato, con fondo detritico e con diversi ripidi tornanti sulla testata che allungano e rendono più scomoda la salita.

Raggiunto il primo pino (20 minuti, 356974,2 E – 4740493,4 N; 1575 m.) si devia lievemente verso sinistra per raggiungere un secondo altro pino posto altri 200 metri più in alto leggermente sulla sinistra, si raggiunge quindi la sommità di un profondo vallone laterale che si risale innalzandosi ancora per evitare il suo fondo roccioso, si inizia quindi a tagliare il pendio sommitale dirigendosi verso sinistra in direzione del sentiero ben visibile che dalla croce di Tito Zilioli sale verso il Monte Vettoretto. In altri 100 metri di dislivello si raggiunge la sella dove sorge la croce (30 minuti) . Prima di raggiungere la croce si nota sulla sinistra, poco sotto il pendio, lo stazzo di Petrucci (357876,1 E – 4740791,5 N; 1910 m.), caratterizzato dalla vegetazione nitrofila di ortiche e cardi e soprattutto dal riparo scavato sul pendio e rinforzato ai lati con muretti a secco. Dalla croce di Zilioli si prosegue per il degradato sentiero che conduce alla sommità pianeggiante del Monte Vettoretto (10 minuti) e prosegue per il Rifugio Zilioli e quindi al Monte Vettore.

VARIANTE: Se invece si vuole fare il cosiddetto “giro delle creste” salendo alla Punta di Prato Pulito quindi Scoglio del Lago e Cima del Redentore allora una volta giunti sul pianoro del Monte Vettoretto, anziché proseguire per il sentiero per il rifugio Zilioli e salire alla Punta di Prato Pulito per la cresta Est, si devia a sinistra per prendere l’aerea e verticale cresta Sud che sale fino alla Punta di Prato Pulito, consigliata anche per una rapida ma impegnativa discesa. Tale itinerario l’ho già stato percorso con i miei amici diverse volte sia in estate che in inverno e sia in salita che in discesa (foto n. 29-37).

DISCESA: Una volta scesi dal Monte Vettoretto fino alla croce di Tito Zilioli si prende la cresta di salita descritta, il 30 minuti si raggiunge comodamente l’auto alla base della Valle Santa. Anche in questo caso non prendere il sentiero che scende direttamente dalla Croce di Zilioli dentro alla Valle Santa perché, come già indicato, più scomodo in quanto presenta anch’esso un fondo detritico scivoloso specie più in basso nel fondovalle.

1- La rientranza della strada Castelluccio-Forca di Presta in prossimità della base della Valle Santa dove si parcheggia, al centro è visibile la mia auto.
2- Il primo pino che si i contra nella cresta destra della Valle Santa, tra la nebbia in fondo è ancora visibile la strada da cui si parte.
3- In alto il secondo pino verso cui ci si dirige, a sinistra illuminato il versante Sud-ovest della Punta di Prato Pulito e la Valle Santa.
4- Lo scoglio dell’Aquila e il versante Sud-ovest della Cima del Lago ed il secondo pino usato come riferimento per la salita.
5- A sinistra il Monte Vettoretto ed il sentiero più evidente che taglia il pendio e che conduce al “sentiero delle Fate” nel versante Ovest della Cima del Redentore mentre meno visibile sopra il sentiero che conduce al Monte Vettore verso il quale ci si dirige.
6- Nebbia verso la Macchia Lunga al Piano Piccolo
7- Il Monte Guaidone posto tra il Piano Grande ed il Piano Piccolo, emerge dalla nebbia mattutina.
8- Anche Castelluccio emerge dalla nebbia mattutina.
9- L’imponente Scoglio dell’Aquila alla cui base passa la faglia del terremoto dell’Ottobre 2016.
10 -11 – La faglia che percorre il cosiddetto “Cordone del Vettore”, scesa più in basso di almeno 70 centimetri dopo il terremoto del 2016, come visibile dalla linea bianca visibile nel cambio di pendenza alla base delle rocce.
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12- La testata della Valle Santa con il sentiero che sale a tornanti dal fondovalle, quello che va a sinistra verso il Sentiero delle Fate e in alto il sentiero che va al Monte Vettore. In alto il Rifugio Zilioli e la cima del Monte Vettore innevata.
13- Al termine della salita proposta della cresta destra che delimita la Valle Santa si osserva il sentiero che sale al Monte Vettoretto, sulla sella c’è la Croce di Tito Zilioli mentre più in basso si osserva il sentiero che sale dalla Valle Santa per poi dividersi per il Sentiero delle Fate. In alto la cima del Monte Vettore e il Rifugio Zilioli sulla sinistra.
14- Da sinistra lo Scoglio dell’Aquila, la Cima del Lago e la Punta di Prato Pulito visti dalla sella della Valle Santa. Nel pendio sottostante si nota il Sentiero delle Fate che corre in piano tutto il versante della montagna e la traccia che invece si innalza verso il Cordone del Vettore e viene usata per raggiungere la base delle vie di roccia dello Scoglio dell’Aquila.
15- Il Monte Vettoretto con il sentiero che sale al Monte Vettore, ben visibile la faglia del terremoto del 2016 che taglia il pendio passando poco sopra la Croce di Tito Zilioli situata all’inizio della salita in corrispondenza dell’escursionista che sta salendo.
16 – Lo “Stazzo di Petrucci” posto poco più a valle della sella della Croce di Zilioli.
17- Lo stazzo di Petrucci , di fronte il sentiero che sale al Monte Vettore tagliato dalla faglia del terremoto del 2016 ancora perfettamente visibile.
18- Il sentiero per il Monte Vettore, ridotto ad un fosso detritico e pericoloso con l’ombra della Croce di Tito Zilioli.
19- In Ombra la lunga ma comodissima cresta di salita per la Sella della Croce Zilioli, a destra tra ombra e luce la Valle Santa ed in fondo la rientranza della strada da cui si inizia la salita.
20- La mia ombra verso la Valle Santa.
21- La rapida discesa verso fondovalle su pendio scalettato che permette di fare un passo dopo l’altro di seguito come per scendere da una scala, ben visibili i due pini di riferimento descritti per la salita, in fondo è anche visibile la mia auto nella rientranza della strada.
22- Fase di discesa con i due pini, a destra e a sinistra.
23- Il primo pino di salita, ormai giunti al fondovalle.
24- La cresta di salita che delimita a destra la Valle Santa
25- Poiana sui pali della strada del Pian Perduto.
26- La pineta con Pino Nero e Larici (gialli) nel versante Est del Monte Lieto.
27- Acero in veste autunnale sul bordo della strada per Castelluccio.
28- Altro Acero di fronte al Monte Cardosa.

VARIANTE PER LA CRESTA SUD DELLA PUNTA DI PRATO PULITO E PROSEGUIMENTO PER CIMA DEL LAGO E CIMA DEL REDENTORE

29- Salita estiva della cresta Sud della Punta di Prato Pulito dal pianoro del Monte Vettoretto, altri escursionisti scendono invece dalla normale cresta Est verso il Rifugio Zilioli.
30- Febbraio 2016 con scarsissimo innevamento, mentre gli ultimi escursionisti scendono al pomeriggio noi saliamo per vedere il tramonto dalla Punta di Prato Pulito, di fronte tra neve e rocce, la ripida cresta di salita.
31- Il primo tratto di salita prima della cresta, alle spalle il sentiero che sbocca sul pianoro del Monte Vettoretto.
32- La cresta si fa più ripida e rocciosa.
33- la cresta Sud della Punta di Prato Pulito, a sinistra il Monte Vettoretto e a destra la Valle Santa con la cresta di salita descritta in questo itinerario.
34- Dalla cresta Sud si è in vista del Rifugio Zilioli (vecchio) e della cima del Monte Vettore.
35- La cima del Monte Vettore e la Sella delle Ciaole con il Rifugio Zilioli ormai al tramonto vista dalla Punta di Prato Pulito.
36- Abbiamo aspettato il Tramonto
37- E, ormai a notte, abbiamo ridisceso la cresta Sud della Punta di Prato Pulito percorsa in salita.



MONTE VETTORE PER IL CANALE SINISTRO DIRETTO ALLA VETTA – Versante Sud.

In una afosissima giornata che a malapena ci faceva osservare i vicinissimi Monti della Laga e mi ha limitato il numero delle immagini che avrei potuto allegare nella descrizione dell’itinerario, abbiamo risalito un canale più a sinistra del canale diretto alla vetta del Monte Vettore, (o anche il canale compreso tra il canale del Santuario e il Canale Diretto alla Vetta) come definito nel libro “GUIDA DEI MONTI SIBILLINI” del CAI Ascoli Piceno del 1983, già oggetto di nostra salita invernale di diversi anni fa di cui ho riportato alcune immagini nel mio libro “IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI” del 2014.

Osservando successivamente le descrizioni e relative immagini delle vie del versante Sud-est del Monte Vettore di alcuni libri in commercio (commentati al termine della descrizione della via), mi sono accorto che la via invernale che abbiamo percorso e la successiva ripetizione estiva, è una nuova via alpinistica del versante, compresa tra il canale del Santuario e il Canale Diretto alla Vetta.

Il canale è caratterizzato nella prima parte a monte del sentiero della Costa la Monna da un ripido scivolo ghiaioso che si sale sul lato erboso e a circa 1900 metri da un restringimento in corrispondenza di una fascia rocciosa che richiede una maggiore attenzione nel suo superamento. Oltre la fascia rocciosa prosegue su pendio erboso meno ripido fino ad intercettare, a quota 2100 metri, il sentiero che dalla Fonte delle Ciaole conduce alla captazione all’interno del canale diretto e quindi alla croce del Monte Vettore, già oggetto di nostra salita descritta nel presente sito.

ACCESSO: L’itinerario prevede come base di partenza la località Piè Vettore, da dove inizia il Sentiero dei Mietitori, che si raggiunge in auto dopo 500 metri da Forca di Presta scendendo verso Pretare – Montegallo. Trecento metri prima del primo tornante si nota sulla sinistra un primo nucleo boschivo e sulla destra un ampio piazzale dove si parcheggia. Nel prato pianeggiante sopra strada una volta erano presenti dei pali che segnavano l’inizio del “Sentiero dei mietitori” (358827 E – 4739979 N, 1380 m.).

DESCRIZIONE: Si percorre il sentiero dei Mietitori per circa 200 metri quindi, senza percorso, si risale per altri 200 metri di dislivello il pendio verso nord-ovest caratterizzato da arbusti nani di ginepro e uva orsina in direzione del Canalone del Mezzi Litri che scende dal pendio sottostante la Forca delle Ciaole. L’imbocco del canalone è caratterizzato da ghiaioni di breccia rossastra e blocchi di conglomerato posti a strati nella sponda sinistra (358801 E – 4740792 N, 1560 m.) . Proprio alla base di tali blocchi inizia verso destra in direzione nord in salita una traccia di sentiero indicato con frequenti omini di pietra che man mano si fa più evidente (25 minuti dall’auto).
            Il sentiero diventa pianeggiante ed inizia ad attraversare una bellissima zona caratterizzata da spuntoni rocciosi sparsi a valle e a monte, si continua sempre il quota superando in successione alcuni dossi e creste erbose. Dopo circa 1000 metri dall’inizio del sentiero nel Canale dei Mezzi Litri, si raggiunge un ampio ripido canale (60 minuti dall’auto, 359334,1 E – 4741567,8 N; 1740 m.), caratterizzato da uno scivolo ghiaioso nel suo fondo e da una barriera rocciosa in alto. Si inizia a salire verso la barriera rocciosa passando nel lato erboso destro fino a raggiungere, in circa 30 minuti, il restringimento roccioso. Ci si addentra nel canale dove si nota, sulla destra di due torrioni rocciosi, una rampa erbosa (359233,3 E – 4741801,4 N; 1935 m.) che permette di risalire il canale fino al termine della barriera rocciosa, tenendosi sempre sulla sponda destra più erbosa. Questo tratto è il più impegnativo e richiede attenzione in quanto ripido e caratterizzato da roccette ed erba. La parte superiore del canale è caratterizzato invece da pendii erbosi non eccessivamente ripidi che in circa 200 metri di dislivello permettono di intercettare, in altri 30 minuti, il sentiero (359040,1 E – 4742013,2 N; 2150 m.) che dal Casale – Fonte delle Ciaole verso destra, conduce alla captazione (359238,2 E – 4742197,7 N; 2200 m.) all’interno del canale diretto alla Vetta da cui, in circa 40 minuti di ripida salita si raggiunge la cima del Monte Vettore in corrispondenza della croce, (vedere itinerario MONTE VETTORE DALLA FONTE DELLE CIAOLE PER IL CANALE SUD). Il giorno della salita, per motivi di tempo, non siamo saliti fino alla cima del M.Vettore per il sentiero per la Fonte delle Ciaole ma il pendio sovrastante era stato già da noi esplorato e addirittura siamo ridiscesi per lo stesso canale di salita.

RITORNO: Se si raggiunge la cima del Monte Vettore, in 2,5 ore si può scendere dal sentiero classico per Forca di Presta e da qui per strada asfaltata si scende a Piè Vettore dove si è lasciata l’auto. Oppure una volta raggiunto il Rifugio Zilioli alla Forca delle Ciaole si scende liberamente il pendio sottostante in direzione della piattaforma erbosa dove sorge il visibile Casale delle Ciaole (358548,7 E – 4741644,5 N; 2060 m.) . Continuando in discesa il pendio si restringere per formare, più a valle, il Canale dei Mezzi Litri (358624,2 E – 4742197,7 N; 1840 m.) che riporta esattamente nel punto di inizio del Sentiero della Costa La Monna da cui si è partiti. Questo itinerario di discesa è sicuramente più breve (2 ore) ma più impegnativo per la presenza di tratti erbosi e rupestri ripidi nella parte iniziale del Canale dei Mezzi Litri. E’ possibile anche scendere direttamente dal canale di salita per riprendere il sentiero della Costa La Monna ma è consigliato solo ad escursionisti esperti in quanto il tratto roccioso all’interno del canale è piuttosto ripido.

1- Il sentiero della Costa La Monna si snoda in quota su un pendio molto ripido.
2- Il canale compreso tra il canale del Santuario e il Canale Diretto alla Vetta con la barriera rocciosa in alto ed il suo caratteristico scivolo ghiaioso al suo interno, si risale la sponda erbosa destra .
3- La salita del primo tratto del canale, su pendio erboso di circa 40-45 gradi.
4- La cima della Piramide visibile sulla destra del canale.
5 – 6- La barriera rocciosa a quota 1900 metri chiude il canale, a prima vista non si vede la possibilità di risalita.
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7- Poi, entrando al suo interno si nota che il canale prosegue.
8- Risalita del restringimento del canale.
9- Al centro del canale si notano due torrioni rocciosi e la rampa erbosa che permette di aggirarli sulla destra.
10-11-12- Avvicinamento alla rampa erbosa ancora più visibile.
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13- Il restringimento del canale visto dalla rampa erbosa
14- 15- Il pendio parallelo, più roccioso e degradato, del Canale Diretto alla Vetta.
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16- Il ripidissimo pendio oltre il quale si apre l’Aia della Regina, in alto è visibile la cima della Piramide..
17- Ononis cristata Mill. subsp. apennina nel pendio del canale di salita.
18- Gypsophila repens sul sentiero della Costa La Monna.

COMMENTO ALLA BIBLIOGRAFIA PUBBLICATA:

Nel libro “GUIDA DEI MONTI SIBILLINI” del CAI Ascoli Piceno del 1983 viene indicato il tracciato e descrizione della via invernale del “Canale del Santuario” n.3.15 e del “Canale Diretto alla Vetta” n.3.14, ho riportato il tracciato della nostra via indicata in rosso e, come visibile, passa tra le due in un canale non indicato.

Nel libro “GHIACCIO D’APPENNINO” di C. Iurisci del 2012 nella immagine di pagina 104 vengono indicati il tracciato della via invernale n.27 senza inserire la descrizione e del “Canale Diretto alla Vetta” n.28 con relativa descrizione, secondo questa immagine la nostra via passa in corrispondenza della via n.27.

Ma successivamente nella immagine a pagina 106 dello stesso versante vengono riportate entrambe le vie n.27 e 28 ma il tracciato della via n.27 è spostato più a sinistra dove in realtà passa la via “Canale del Santuario”, come giustamente indicato nel libro “GUIDA DEI MONTI SIBILLINI” del CAI Ascoli Piceno del 1983 , nella immagine ho riportato la nostra via indicata in giallo e passa tra le due, n.27 e n.28, in un canale non indicato.

E come visibile non viene riportata la descrizione della via n.27 indicata nelle foto di pagina 104 e 106 (canale del Santuario) ma viene riportata al n.27 la descrizione della via “Canalone Nord” al Pizzo del Diavolo con relativo numero nella immagine a pagina 103 che non ha nulla a che fare con la via n.27 indicata nelle immagini del Versante Sud-est del Monte Vettore di cui pertanto non si ha descrizione e sovrapposizione di numerazione.




MONTE VETTORE ed il nuovo Rifugio Zilioli.

Il 22 Febbraio 2021, in giorno lavorativo per evitare affollamenti, con Monica e Davide siamo saliti da Forca di Presta al Monte Vettore principalmente per andare a vedere il nuovo Rifugio Zilioli installato nell’autunno del 2020 in quanto ancora non avevamo avuto occasione di visitarlo. Salita effettuata in condizioni praticamente primaverili, con foschia nelle vallate, poca neve marcia e caldo anche in quota. Di seguito le immagini della salita.

1- Il tratto prima della Croce Zilioli, di fronte il M. Vettoretto
2- Il tratto prima della croce Zilioli.
3- La Valle Santa con il Pino Grande praticamente sgombro di neve.
4- Il pianoro del M. Vettoretto pieno di orme, sullo sfondo il Rifugio Zilioli ed il Monte Vettore.
5- Per camminare meglio saliamo nel pendio sopra al sentiero trasformato in un fosso.
6 – 7 – Il tratto nevoso prima del rifugio trasformato in un fosso dalla marea di escursionisti che anche d’inverno salgono al Monte Vettore.
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8- La cresta della Punta di Prato Pulito vista dalla Forca delle Ciaole.
9- Da sinistra la Cima del Lago, la Cima del Redentore ed il Pizzo del Diavolo.
10- Il versante Est del Pizzo del Diavolo.
11- La cima del Monte Vettore da Forca delle Ciaole.
12 – Il nuovo moderno Rifugio Zilioli alla Forca delle Ciaole.
13 – Il nuovo Rifugio Zilioli e la cima del Monte Vettore sulla sinistra..
14 – Il nuovo Rifugio Zilioli con la Punta di Prato Pulito e la Cima del Lago sulla destra.
15- Il bivacco di emergenza laterale sempre aperto con la necessaria pala per togliere la neve dalla porta, sperando che non rimane sommersa anch’essa.

FOTO STORICHE :

16- Il Rifugio Zilioli nel Giugno 1972 (Ph. Giorgio Micarelli)
17- Il Rifugio Zilioli nel Febbraio 2019 , – 21°C.



VALLE DEL LAGO DI PILATO

ASCENSIONE N. 967 dal 1979

Il 30 marzo 2019 ho percorso la Valle del Lago di Pilato da Foce, di seguito le immagini dell’escursione.

Nella Valle del Lago di Pilato la neve è davvero poca, la siccità sta creando una situazione di rischio.

Alle 9 del mattino nonostante il sole arriva tardi nella conca del Lago la temperatura era già di 13°C per arrivare a 18 °C alle ore 11 anche per assenza di vento in fondovalle.

Le sponde e molti tratti di pendio sia sotto il M. Vettore che sotto il Pizzo del Diavolo sono già libere dalla neve e nella conca intorno non ci sono più di due metri di neve come visibile dalle foto di confronto con gli anni passati.

Gli anni passati ho documentato accumuli anche di 6 metri di neve.

Quando si scioglierà la neve sicuramente non sarà
sufficiente a riempire completamente il lago che quindi sarà già in crisi
idrica fin dalla primavera.

Si spera in future piogge ma è la neve accumulata nella
conca del lago che contribuisce maggiormente al suo riempimento.

La sopravvivenza del Chirocefalo del Marchesoni si fa ogni
anno sempre più a rischio.

Anche oggi strani incontri, sono arrivato alle sponde del lago per primo, intorno alle 10, verso le 11 è arrivato un gruppo di escursionisti con un maledetto cane che ha abbaiato di seguito per due ore senza capirne il motivo, non c’erano pecore o altra gente, non si trova più pace neppure in montagna !!!

Nei pressi del M. Rotondo alle ore 9 del mattino salgo in maglietta e senza ramponi.
Il versante nord del Pizzo del Diavolo con le grandi frane prodotte dal sisma dell’Ottobre 2016
Il versante nord del Gran Gendarme
L’intero versante nord del Pizzo del Diavolo
La Valle del Lago di Pilato con innevamento scarso, emerge a destra la morena del M. Rotondo, sullo sfondo il M.Sibilla.
Il maestoso Gran Gendarme visto dal ghiaione sottostante
La Cima del Lago con scarso innevamento.
Ore 11, il mio orologio lasciato all’aria e all’ombra segna 18°C !!!
Particolare nella Nord di Cima del Lago con i canaloni di salita invernale, in basso due alpinisti si dirigono verso il ghiaione sud della Cime del Redentore, come si è piccoli al cospetto delle montagne
Escursionisti sotto al ghiaione del Gran Gendarme praticamente già senza neve !!!
Alpinisti si dirigono nel canale della Cima del Lago, tra poco scenderanno per le condizioni di neve non idonee per la salita.
Il Castello ed il Canale Maurizi alla sua destra
La sponda ovest del Lago di Pilato già scoperta dalla neve.
Le condizioni di innevamento intorno ai massi a sud del Lago di Pilato il 13 aprile 2013
Le condizioni di innevamento intorno ai massi a sud del Lago di Pilato il 30 marzo 2019, un vero disastro !!
La conca del Lago di Pilato con le sponde già scoperte della neve, si noti il confronto con l’escursionista al centro.
Il ghiaione est del Pizzo del Diavolo, anch’esso praticamente senza neve.
la sponda ovest del primo laghetto, al centro del lago neppure due metri di neve.
Il lago di Pilato il 15 maggio 2017, si noti il masso grigio in primo piano a sinistra, alto circa 1,5 metri ed il mio amico Fausto sopra al masso alto anch’esso circa 1,5 metri caduto con il terremoto dell’Ottobre 2016 al centro del Lago
Il lago di Pilato il 30 marzo 2019, si noti il masso grigio al centro in primo piano e nella stessa direzione più in alto al centro del Lago il masso caduto con il terremoto dell’Ottobre 2016 (poco più che un puntino) della foto precedente, entrambe scoperti dalla neve.
Ore 13.30 il sole già tramonta oltre il Gran Gendarme.
Ore 13.30 il sole già tramonta oltre il Gran Gendarme.
Lo sfiato di pressione dell’acquedotto di Foce, simile ad un geyser, produce un singolare arcobaleno nel pomeriggio quando il sole si abbassa sull’orizzonte, con il freddo della notte invece produce il cumulo di ghiaccio e curiose strutture visibili fino al sopraggiungere del sole.
Arbusto glassato dal “geyser” con il freddo della notte.



M. VETTORE E CIMA DI PRETARE

Il 7 febbraio 2019 da Forca di Presta abbiamo raggiunto la vetta del M. Vettore e poi siamo scesi fino alla Cima di Pretare, di seguito le immagini della salita.

ASCENSIONE N. 964 dal 1979

Il Rifugio Zilioli rivestito di galaverna
Il Pizzo del Diavolo
La cresta del Redentore
Sotto alla galaverna c’è la croce del M. Vettore
Cornici di neve sulla cresta per la cima di Pretare, sullo sfondo in Gran Sasso
Veduta verticale mozzafiato sull’imbuto del Canalino, a destra la Piramide
La cresta M. Vettore – Cima di Pretare
Verso la Cima di Pretare
Veduta dell’intero gruppo dei Monti Sibillini dalla cima del M. Vettore
La cresta da Forca Viola al Quarto S. Lorenzo e la Valle di Pilato
Il Canale Maurizi al Pizzo del Diavolo
La Cima del Redentore ed il Pizzo del Diavolo visti dal pendio del M. Vettore
Dopo 20 anni di onorato servizio e qualche migliaio di chilometri all’attivo anche il mio secondo paio di ramponi Cassin ha ceduto, spezzati a seguito di incastro su delle rocce durante la discesa dalla cima del M. Vettore. Una cosa che capita solo a chi va spesso in montagna. Per fortuna, con l’esperienza che ho, riesco comunque a camminare con il mezzo rampone che mi rimane.
La Cima del Lago