MONTE CASTEL MANARDO Salita al tramonto e discesa con luna piena.
Il 6 novembre 2025, partito alle 14,30 dalla Pintura di Bolognola sono salito alla Forcella Bassete passando per la Strada che conduce al Rifugio del Fargno.
Dalla Forcella sono salito allo Scoglio del Montone e quindi, per la panoramica cresta, alla cima del Monte Castel Manardo.
Qui ho aspettato il tramonto perchè sapevo che, dopo pochi minuti, sarebbe sorta anche la luna piena verso Est.
Ho atteso che si facesse buio e sono sceso, con la luce della frontale, per la cresta Nord, fino alla Pintura.
Fin dalla partenza sono stato l’unico uomo in montagna quel pomeriggio, in una giornata calda e con assenza di vento, sono stato immerso in una splendida e limpida luce autunnale ed in un silenzio irreale, che non si sente nella vita di tutti i giorni, mi sono sentito padrone delle mie montagne.
Delle volte un po’ di solitudine porta a riflettere sulla bellezza del nostro pianeta e sull’andamento della nostra stessa vita, ogni tanto ho bisogno di guardare dall’alto e da lontano anziché ai pochi metri della mia auto o a pochi centimetri del mio personal computer.
Di seguiti le immagini della splendida giornata.
1- Lunghe ombre autunnali nel bosco della strada del Fargno.2 – 3 -Colori autunnali nel bosco.34- Ancora qualche foglia di faggio verde.5- Funghetti su tronco morto.6- La strada Pintura di Bolognola-Rifugio del Fargno.7- La Pintura di Bolognola vista dal sentiero per Forcella Bassete.8- Ultimo raggio di sole dal Monte Acuto a Forcella Bassete.9- Il versante Nord del Pizzo Regina.10- Il Pizzo Regina ed il Pizzo Berro già in ombra.11- Il Monte Piselli e il Pizzo e la Croce di di Pizzo in primo piano.12- La salita da Forcella Bassete verso lo Scoglio del Montone, riprendo il sole, chi toglierà tutti questi pali ?13- Veduta verso Nord con il Monte Cucco ed il Monte Catria sulla sinistra e il Monte San Vicino alla destra14- Zoom sul Monte Catria.15- Zoom sul Monte San Vicino.16- Lo Scoglio del Montone con la mia ombra sempre più allungata.17. Veduta verso Est con il Monte Amandola e Casale Ricci in basso a destra, il Monte dell’Ascensione emerge dalla foschia delle colline Marchigiane.18- Lo scoglio che, dal Casale Ricci, domina le Roccacce sottostanti, erroneamente denominato Crepaccio Tovarich che si trova invece più ad Est del Casale.19 – 20- Salgo in compagnia di Bovini curiosi.2021 – 22- La cresta dello Scoglio del Montone, assolata e controsole (22).2223- Bovini al pascolo intorno al laghetto di Pescolla.24- La cima del Monte Castel Manardo vista dallo Scoglio del Montone.25- Oltre il Monte Sibilla si scopre anche il lontano Gran Sasso.26- Il Monte Prena a destra ed il Monte Camicia a sinistra.27 – 29- Ultime luci ed ombre prima del tramonto sulla cresta dello Scoglio del Montone.282930- Verso il tramonto il Monte dell’Ascensione si fa più netto.31- Le valli tra le provincie di Fermo, Ascoli Piceno e Teramo.32- Veduta verso Sud fino addirittura alla Majella.33- Il Monte San Vicino con il Monte d’Aria con il grande ripetitore a destra.34- La cima del Pizzo Regina ormai con il sole tramontato.35- Il sole verso il tramonto sulla Forcella del Fargno.36- Il Gran Sasso al tramonto.37- Il Monte Prena e il Monte Camicia al tramonto.38- Il Monte dell’Ascensione al tramonto.39 – 42- L’ultimo raggio di sole al Monte Castel Manardo.40414243- Il sole ormai tramontato.44- La vallata di Camerino al tramonto.45- L’ultimo raggio di sole sulla cima di Monte Castel Manardo, il mio zaino già metà in ombra.46 – 47- Dopo 15 minuti dal tramonto sorge la luna piena.4748 – 50- La luna ed il palo della cima di Monte Castel Manardo.495051- Camerino ha acceso le luci della notte.52- Autoscatto con la luna piena alle spalle.53 – 54- L’ultima luce del tramonto verso Ovest.5455- Le luci della Pintura di Bolognola.56 – 57- Le luci di Bolognola a sinistra e della Pintura a destra, scendendo dalla cresta Nord.5758 -59- Le luci lontane di Sarnano immerse nella foschia.5960- Gli impianti di risalita di Bolognola alla luce della luna piena.61- La porta di Berro alla luce della mia torcia.62- Occhi luminosi mi osservano nella notte, mucche al pascolo.64- La foto n.1 in notturna.
PIZZO TRE VESCOVI – PRIMA NEVE AUTUNNALE
Il 3 ottobre 2025 sono salito al Pizzo Tre Vescovi dalla Pintura di Bolognola.
Oltre i 1500 metri è caduta già la prima neve autunnale, la strada Pintura di Bolognola-Rifugio del Fargno era ghiacciata e in quota temperatura di -7°C e forti raffiche di tramontana fino a 70 km/h.
Arrivato con il sole alla Forcella del Fargno, sono bastati 30 minuti per far coprire dalla nebbia le cime oltre i 2000 metri.
Mentre scendevo dalla strada, ancora ghiacciata, verso la Pintura di Bolognola, poco prima del bosco, ho incontrato due ragazzi che salivano con inadatti scarponcini leggeri della Decathlon, mi hanno chiesto se il Rifugio del Fargno era aperto per poter mangiare un piatto di polenta
Li guardo e, con un sorriso mooooolto ironico, gli dico, “si andate che oggi trovate posto di sicuro, non c’è nessuno !!!!”, con la speranza che avessero capito che ovviamente il Rifugio era chiuso, ma i due hanno proseguito.
Dopo 50 metri mi sento chiamare e uno dei due mi dice “ma sicuro che il Rifugio è aperto ?”
E io gli ho risposto “ma secondo voi chi c’è oggi che vi cuoce una polenta al Rifugio con questo tempo ?”
Finalmente hanno capito la situazione e sono ridiscesi dietro di me, la stupidità di alcuni soggetti non ha limite.
Di seguito le immagini dell’escursione.
1- Il Monte Acuto con la prima neve della stagione.2 – 3- Contrasti di colore con i boschi ancora verdi verso il Monte Rotondo.34- Gli alberi ancora con le foglie sono stati sorpresi dalla nevicata in anticipo.5 – 6- Lavori di consolidamento delle pareti stradali sulla strada Pintura di Bolognola- Rifugio del Fargno…… a ottobre ??????67- Il versante Nord del Monte Acuto.8- L’attacco del canale Nord della Cima Acquario, molto ripido, la strada completamente ghiacciata.9- Il Monte Castel Manardo e la Forcella Bassete.10 – 11- Le cosiddette “Banderuole”, caratteristiche nuvole che indicano forte vento in quota, sopra al Monte Rotondo.1112- Il Versante Nord del Pizzo Tre Vescovi.13- Il Monte Bove Nord visto dalla Forcella del Fargno.14- Arrivato ala Forcella del Fargno c’è sole sulle cime, salire al Pizzo Tre Vescovi ci vogliono 30 minuti, saranno sufficienti per far arrivare una fitta nebbia in quota.15- Il Rifugio del Fargno visto dal sentiero che sale al Pizzo Tre Vescovi.16- Man mano che salgo arrivano sempre più nuvole.17 – 19- Il Monte Acuto visto da diverse altezze lungo il sentiero per il Pizzo Tre Vecovi181920- La cima del Pizzo Tre Vescovi ancora sgombra dalla nebbia lascia osservare la croce ghiacciata visibile anche da lontano.21- Raggiungo la cima sotto ad una fitta nebbia e spazzata da forti raffiche di tramontana, – 7°C.22 – 27- La Galaverna ha incorniciato la croce di vetta rendendola un meraviglioso spettacolo della natura.232425262728- Il Monte Acuto visto dal Pizzo Tre Vescovi.29- Anche il Pizzo Regina è avvolto dalla nebbia.30- Il Cartello alla Forcella del Monte Acuto.
CANALE SINISTRO DELLO SCOGLIO DEL MONTONE – Per allenamento e per chi non ha molto tempo di andare in montagna.
La salita del Canale destro dello Scoglio del Montone (M.Castel Manardo) è una facile classica salita invernale già descritta nella mia bibliografia, è fattibile in poche ore ed è quindi adatta per allenamento su pendii ripidi innevati e per chi non ha molto tempo per andare in montagna.
Il 24 Gennaio 2024, ho salito il canale con i seguenti tempi:
Camerino – Pintura di Bolognola in auto : 30 minuti
Pintura di Bolognola – Attacco del Canale : 30 minuti
Salita del canale fino alla cresta dello Scoglio del Montone, 350 metri di dislivello su pendii di 35 – 45 gradi di pendenza : 40 minuti
Discesa per M. Castel Manardo o per Forcella Bassete – Pintura di Bolognola : 1,20 ore
Pintura di Bolognola – Camerino in auto : 30 minuti.
Unica nota stonata la temperatura che al mattino presto era di 5 Gradi e quindi neve che, nel canale, affondava una scarpa e soprattutto i rifiuti trovati in prossimità della Pintura di Bolognola:
– escrementi di animali domestici raccolti in visibilissimi sacchetti poi abbandonati di fianco alla strada come se qualcuno li raccogliesse prima o poi, cosa che non sopporto, almeno se i padroni lasciassero gli escrementi sul posto, senza sacchetto, prima o poi si degraderebbero ma nel sacchetto sono visibili e rimangono per anni !!!!
-N.8 bottiglie di Vodka, Gin e altri superalcolici abbandonate nei prati e debitamente raccolte da me e smaltite nei contenitori per rifiuti PRESENTI ALLA PINTURA, lasciati molto probabilmente da educatissimi giovani, le nuove leve di questa maleducatissima Italia.
Di seguito le immagini della salita
1- Il Monte Acuto visto dalla Pintura di Bolognola.2- La neve era ricoperta di migliaia di Pulci delle Nevi (Hypogastrura nivicola : Collemboli).3- Il Monte Acuto visto dalla strada del Fargno, nei pressi dell’attacco del canale di salita.4- Il Canale di salita.5- Lo Scoglio del Montone e, a destra, il canale di salita.6- Il primo tratto di salita, su pendii di 35 Gradi.7 – 13- Il Monte Rotondo visto dal canale, man mano che si sale il pendio si impenna fono ai 45 gradi di pendenza.891011121314- Il pendio opposto, verso lo Scoglio del Montone.15- L’ultimo tratto di salita.16 – 17 -L’uscita sulla cresta che dal M.Castel Manardo scende verso Forcella Bassete.1718- Il Pizzo e la Valle dell’Ambro.19 – 20- La cresta con il M. Rotondo a destra ed il M. Acuto e Pizzo Tre Vescovi a sinistra2021- Il pendio verso la Valle del Fargno.22- La mia lunga ombra si proietta verso Bolognola con Camerino in alto a sinistra.23- Lo Scoglio del Montone.24- L’ultimo tratto di cresta prima della discesa per Forcella Bassete.25- Il Pizzo Regina a sinistra e il Pizzo Berro a destra.26- Il Pizzo Berro.27 – ll Monte Acuto ed il Pizzo Tre Vescovi visti dalla cresta di discesa.28- ll Monte Acuto ed il Pizzo Tre Vescovi visti dalla Forcella Bassete.29- Il Monte Rotondo visto da Forcella Bassete.30- Lo Scoglio del Montone visto da Forcella Bassete.31- Il canale destro dello Scoglio del Montone visto dalla Pintura di Bolognola.32- Il Monte Castel Manardo con il canale di salita, visto da Camerino.33- Sacchetti di escrementi di animali domestici lasciati di fianco alla strada nei pressi della Pintura di Bolognola.34- Bottiglie di superalcolici vuote abbandonate nei pressi della Pintura di Bolognola.
MONTE VALVASSETO – COME LE CONDIZIONI CAMBIANO IN POCHE ORE
Questa giornata è la prova di come le condizioni meteo possano cambiare ormai addirittura nel giro di qualche ora nella stessa giornata, cosa molto sottovalutata specialmente leggendo i post sui social tipo facebook di escursionisti meravigliati che si trovano in difficoltà ripetendo percorsi fatti da amici qualche giorno prima dove invece avevano trovando ottime condizioni meteo e di neve.
Siamo saliti al mattino presto dalla Pintura di Bolognola in assenza di brezza e poi, dopo le 10, si è scatenato l’inferno, raffiche di vento fortissime, per fortuna eravamo al Monte Valvasseto a fare foto con la neve fresca quindi relativamente bassi ma non oso immaginare se fossimo saliti in quota e dovevamo scendere dalle creste del Monte Castel Manardo, visibile nel video, il rientro sarebbe stato davvero critico da qualsiasi parte.
1- La situazione sulle cresta del Monte Castel Manardo alle 11,30 della mattina.2- L’uscita con mia figlia Miriana era dedicata a fare delle foto con la neve fresca.3- La faggeta dei Piani Gra.4 – 5- La pista da fondo era già battura.56 – 8 – Leggera Galaverna ai Piani Gra.789 – 11 – La temperatura è gradevole e non c’è vento, si sta in maniche di camicia per cui decidiamo di salire verso il Monte Valvasseto.101112- Incroci di volpe e capriolo.13 – 14 – Verso la sommità del Monte Valvasseto1415- Ci soffermiamo a fare delle foto.16 – 17- Questa piccola roccia ci sembra una Civetta delle Nevi da lontano.1718- Veduta dal Monte Valvasseto verso il Mare Adriatico.19- La lunga cresta del Monte Sassotetto.20- Veduta verso Ovest con il Monte Rotondo, sulla cima circa 20 centimetri di neve.21- Miriana sul Monte Valvasseto.22 – 23 -Poi inizia a levarsi il vento, sempre più forte in pochi minuti.2324 – 25 -Il vento monta di intensità come si vede sulla cresta Est del Monte Castel Manardo dove già solleva neve, iniziamo a scendere.2526- Faggi “siamesi” nella faggeta dei Piani di Pao.27- Durante la discesa osserviamo il vento salire di forza nelle creste di fronte a noi, qui lo Scoglio del Montone e il Pizzo Regina sullo sfondo.28- Il versante Est del Pizzo Berro con grandi turbinii di neve, i cosiddetti “Diavoli di neve” o Snownado.29- Monte Acuto e Pizzo Tre Vescovi al mattino presto.30- Monte Acuto e Pizzo Tre Vescovi dopo neppure due ore.31- La Forcella del Fargno con il Rifugio omonimo e il Monte Bove Nord.32- E dopo circa due ore.33- La cresta Est del Monte Castel Manardo sopra all’ intaglio della Porta di Berro (Campi da sci di Bolognola), verso le 9, lieve brezza in cresta. 34- Verso le 9,30.35- Ore 1036- Ore 10,3037- Ore 11.38- Ore 11,3039- Ore 12.40- Situazione vista dai pressi della Pintura di Bolognola, tutto il monte è rivestito di neve sollevata dal vento.41- La bellissima cresta che dalla Costa Vetiche sale verso Forcella Cucciolara (Cima di Costa Vetiche), al mattino verso le 9,30.42- La stessa cresta verso le 11.43- Punta Bambucerta a destra e Monte Rotondo sullo sfondo verso le 9.44- Ore 10.45- Ore 11.46- Zoom sulla stessa cresta, ore 10.47- Stessa inquadratura della foto 48 alle ore 11.48- La Madonnina della Pintura di Bolognola alle ore 12.
VALLE TRE SANTI – SORGENTI DEL TENNACOLA – PINTURA DI BOLOGNOLA
La Valle Tre Santi è formata dal Torrente Tennacola tra le pendici del Monte Castel Manardo e del Monte Valvasseto.
Itinerario classico, facilissimo ed adatto a tutti anche se poco conosciuto, riportato nella cartografia dei Monti Sibillini e descritto dettagliatamente nella “GUIDA DEI MONTI SIBILLINI” edita nel 1983 dal CAI di Ascoli Piceno ormai introvabile e nel libro “FIGLIE DELL’ACQUA E DEL TEMPO” di G.Antonini del 2001 e, meno dettagliatamente anche nel libro “SENTIERI E LUOGHI DIMENTICATI DEI MONTI SIBILLINI” di M.Spagnoli del 2008, a cui rimando, conduce nel classico ambiente di Forra Appennina, dove alte pareti di roccia, buio e rumore dell’acqua, creano quel fascino formato da luci ed ombre tutto particolare.
Consiglio comunque di partire dalla strada sterrata che continua da Casa Calcagnoli della frazione di Giampereto di Sarnano anzichè da Le Cese per motivi di parcheggio. Superata la forra con la cascata Anginelli nel ramo sinistro si prosegue a destra nel fondovalle per traccia di sentiero attualmente provvisto di numerosissimi (forse anche esagerati in quanto talvolta distanti neppure 10 metri) ometti di pietra fino alla Pintura di Bolognola attraversando una delle più belle faggete dei Monti Sibillini. Per il ritorno o si segue lo stesso itinerario di salita oppure si possono seguire le indicazioni riportate nella bibliografia indicata che permettono di effettuare un percorso ad anello, in tal caso vedere anche il mio itinerario “SASSOTETTO – VALLE TRE SANTI Per Campomaggiore” di Maggio 2021.
Al ritorno consiglio di visitare, anche se solo dall’esterno, la bellissima Abbazia di Piobbico, resa inagibile dal terremoto del 2016, situata lungo la strada dopo Giampereto.
Di seguito le immagini dell’escursione.
1- La fontana all’imbocco della sterrata che percorre la valle.2 – 3- La singolare triangolare cavità situata nel lato destro del torrente Tennacola nei pressi dell’ingresso alla forra.34- L’ingresso della Forra5 – 8- Immagini della Forra della Valle Tre Santi.6789 – 10- La tubazione dell’acquedotto rovina un po’ la magia della forra.1011- 13- La cascata Anginelli, alta una decina di metri ed attiva solo in primavera 121314- Il sentiero che prosegue fino alla Pintura di Bolognola, contrassegnato da ravvicinati ometti di pietra.15- Una radura nel bosco permette di ammirare il versante Nord del Monte Castel Manardo con i campi da sci di Bolognola a destra.16- Raggiunta la Pintura di Bolognola si attraversa una altissima faggeta secolare.17- Un Faggio e un Acero si sono fusi insieme.18- Salendo ancora scopriamo che la enorme faggeta a valle di Macchia Tonda verrà stranamente tagliata.18- Il grande Faggio di Macchia Tonda, speriamo che almeno questo non venga tagliato.19- I Piani Gra nel versante Sud-ovest del Monte Valvasseto.20- Fioritura di Ranuncoli alla Pintura di Bolognola.21- Usciti dal bosco una traccia ci conduce all’abitato della Pintura di Bolognola, terminiamo la salita con un ottimo pranzo nel Ristorante del luogo per poi riprendere la discesa nel pomeriggio.
GIRO DEL MONTE CASTEL MANARDO
Salita classica effettuata il giorno dopo una lieve nevicata e sopra ad un mare di nebbia che rivestiva Marche e Abruzzo, in compagnia di un bellissimo ed espertissimo cane randagio che ci ha seguito dalla Pintura di Bolognola per tutto il tragitto.
Saliti per i campi da sci di Bolognola abbiamo proseguito per la strada fino al Monte Berro quindi siamo saliti alla cima del Monte Castel Manardo per la cresta Nord-est, abbiamo proseguito per lo Scoglio del Montone e ridiscesi per la Forcella Bassete fino alla strada del Fargno da cui siamo ritornati all’auto.
Di seguito le immagini del giro.
1- La strada che collega i campi da sci di Bolognola con Il Casale Grascette e il Casale Ricci.2- Un mare di nebbia ricopre le colline marchigiane, in basso la Valle Tre Santi.3- Il tratto di strada con il poggio del Monte Berro in fondo.4- Il nostro meraviglioso compagno di escursione.5- Il Monte Amandola ed il mare di nebbia che si estende fino in Abruzzo.6- Il poggio del Monte Berro.7- La cresta Nord-est del Monte Castel Manardo sale dal Monte Berro.8- Inquietante targa metallica fissata a terra sulla cima del Monte Berro, chi mette nuovo nomi alle cime scritti sulle pietre e chi mette targhe, ma nessuno vigila.9- Da sinistra il Monte Rotondo, Monte Pietralata e Monte Cacamillo, visti da Monte Berro.10- 11- I pendii Nord-est del Monte Castel Manardo con il penoso innevamento che, a metà Febbraio, non riesce a coprire neppure l’erba.1112- Accumulo di 20 centimetri di neve !!!! modellata dal vento.13- 14- Discesa dalla cima del Monte Castel Manardo verso lo Scoglio del Montone, sullo sfondo a sinistra il Pizzo Berro e a destra il Pizzo Tre Vescovi. con le cime coperte dalla nebbia.14- Il Monte Rotondo a destra.15- La cresta che scende dallo Scoglio del Montone verso Forcella Bassete, dapprima pensavo che il cane fosse preoccupato dalla discesa della cresta innevata ma sbagliavo, non ha avuto la minima difficoltà anche sui pochi tratti gelati. 16- 17- Discesa dallo Scoglio del Montone con tratti gelati e tratti con 30 centimetri di neve fresca.1718- Il versante Ovest dello Scoglio del Montone.19- Il Pizzo Regina emerge dalla nebbia.20 -21- 22- Il nostro peloso compagno di escursione a Forcella Bassete. 2122
CANALE DESTRO SCOGLIO DEL MONTONE – MONTE ACUTO
Il 31 dicembre, con Carlo, Manuel, Gilberto e Valerio abbiamo chiuso in bellezza il 2021 effettuando la salita del facile canale destro dello Scoglio del Montone al Monte Castel Manardo per poi scendere alla Forcella Bassete e proseguire l’ascensione per la cresta Nord-est del Monte Acuto.
Di seguito le immagini della giornata.
1- 2- Il primo tratto del canale destro dello Scoglio del Montone.23 – 4- Il tratto finale del canale, più ripido.45- La Pintura di Bolognola da dove siamo partiti e, sullo sfondo, il Monte Conero.6- L’uscita del canale7- 8- La cresta che scende dal Monte Castel Manardo verso Forcella Bassete.89- La salita verso la cresta Nord-est del Monte Acuto con il suo profilo umano.10- 14- Sulla cresta Nord-est del Monte Acuto.1112131415- Il versante Nord del Pizzo Regina. e del Pizzo Berro a destra16- Il versante Sud del Monte Rotondo nella vallata del Fargno.17- Slavina a Fonte Bassete caduta dopo un repentino innalzamento delle temperature di alcuni giorni prima nonostante lo scarso innevamento.
MONTE CASTEL MANARDO – FANTASTICA GLORIA SOLARE
Il 15 dicembre 2021, la classica salita pomeridiana al Monte Castel Manardo dalla Pintura di Bolognola mi ha regalato uno dei più belli spettacoli della natura, la Gloria Solare con lo spettro di Broken al centro (la mia stessa ombra).
Questo fenomeno si produce quando si combina il sole basso sull’orizzonte con la nebbia nella vallata sottostante, l’ombra di chi fotografa proiettata sulla nebbia produce questo particolare e raro effetto ottico.
Di seguito le immagini della salita.
1- Il Monte Acuto emerge dalla nebbia, nei pressi dei campi da sci di Bolognola.2- La vallata di Bolognola con, a sinistra, il Monte Pietralata ed il Monte Cacamillo3- Le pendici Nord di Monte Castel Manardo ricoperte dalla nebbia.4- La cresta Nord del Monte Castel Manardo, in prossimità della cosiddetta “Porta di Berro”.5- La cresta Nord del Monte Castel Manardo6- Emergono il Pizzo Tre Vescovi ed il Monte Acuto.7- Il Monte Rotondo.8 – 14- Varie immagini della Gloria Solare vista in posizioni diverse della cresta Nord.9101112131415- Il piccolo Cervino dei Monti Sibillini, la parete Nord del Monte Acuto.
GROTTICELLE E CREPACCI DI CAMPI RIPE
Tra la Villa da Capo di Bolognola e la zona denominata “Campi Ripe”, nella valle del Fargno, sulle friabili pareti rocciose del versante orografico destro del Fiastrone si aprono dei profondi crepacci e grotticelle che avevo scoperto nel 2020 e che abbiamo esplorato più accuratamente di recente, in attesa della trasformazione della neve a quote alte a causa del forte vento di questi ultimi giorni.
La zona dove si aprono le cavità si trova a monte dell’Area Pic Nic che si raggiunge per la deviazione (cartello) nel primo tornante della strada che da Bolognola sale alla frazione Pintura.
Dall’area Pic Nic ottimamente attrezzata con fontana, tavoli, bracieri e cassonetti per rifiuti, si risale faticosamente e con attenzione il ghiaione sovrastante caratterizzato da grandi massi instabili caduti dalle soprastanti pareti rocciose friabilissime, fino a raggiungere la loro base. Quindi si sale ulteriormente su tratto erboso con alberi radi ripidissimo per raggiungere i torrioni superiori.
Il grande crepaccio (foto n. 4-5-6) si apre sui torrioni superiori di sinistra, è largo intorno ad un metro e profondo una decina di metri ed un buco sul fondo con una leggera corrente d’aria che esce dall’ingresso indicano che forse c’è una prosecuzione ma le condizioni della friabile ed instabile parete rocciosa sovrastanti ci hanno impedito la continuazione dell’esplorazione per l’elevato rischio di caduta di pietre.
Mentre per raggiungere le cavità occorre aggirare i torrioni del crepaccio verso destra fino al loro termine quindi salire verticalmente verso sinistra per raggiungere una conca boscosa sotto ad una grande parete nascosta dal bosco stesso. Alla base di questa parete si aprono le altre tre cavità esplorate.
Infine salendo nel bosco ancora verso sinistra si raggiunge il secondo crepaccio e si percorre una cengia erbosa che permette di salire verso l’ultimo torrione oltre il quale si aprono i prati sottostanti la strada del Fargno.
Il secondo crepaccio è formato da una parete rocciosa appoggiata all’altra, è alto circa 25 metri e profondissimo, non si vede il termine ma impossibile da esplorare a causa della friabilità delle pareti che non permettono di mettere protezioni sicure.
La salita è resa difficile nel primo tratto dall’instabile ghiaione quindi, come visibile nelle foto, dalla ripidezza e scivolosità dei tratti erbosi superiori, che hanno richiesto una, anche se non obbligatoria, progressione in cordata con punti di protezione e sosta negli alberi presenti al fine di rendere più facile e sicura sia la salita ma soprattutto la discesa di chi mi accompagnava.
1- Il primo tratto erboso oltre il ghiaione sopra all’area Pic Nic, alle spalle il ghiaione stesso e i prati di “Campi Ripe”2 – 3- Iniziamo la salita in cordata per raggiungere il primo torrione del grande crepaccio.34- Traversiamo in cordata con protezioni intermedie su alberi verso sinistra per raggiungere la base dei torrioni dove si apre il grande crepaccio.5 – 6 – L’ingresso del crepaccio più profondo, le condizioni della parete sovrastante non ci hanno permesso un sicuro ingresso.67- Il crepaccio è profondo una decina di metri e un buco sul fondo con una leggera corrente d’aria che esce dall’ingresso indicano che forse c’è una prosecuzione.8- Aggiriamo verso destra i torrioni del crepaccio per raggiungere le grotticelle superiori.9 – 10- La ripidissima traversata verso destra su erba scivolosa.1011- La prima grotticella, profonda solo pochi metri12- Una particolare radice parallela al terreno sembrava da lontano quasi un palo metallico posto al suo ingresso.13- Saliamo ancora verso la cengia boscosa superiore fino alla base del grande torrione dove si aprono le altre due grotte.14 – 15- Ci accingiamo ad entrare nella cavità di sinistra profonda diversi metri.1516- L’interno della cavità di sinistra con grosse radici.17- La cavità di destra meno profonda e con massi instabili.18- Anche nella cavità di destra sono presenti radici dalle forme particolari.19- Saliamo ancora verso il secondo crepaccio.20- Il secondo crepaccio è formato da una parete rocciosa appoggiata all’altra, è alto circa 25 metri e profondissimo, non si vede il termine ma impossibile da esplorare per motivi di sicurezza, come visibile dalle condizioni della parete sovrastante.21- Proseguiamo ancora su una cengia erbosa sopra ai torrioni rocciosi.22- Poi iniziamo la ripidissima discesa verso l’area Pic Nic agevolati dalla corda e dai numerosi alberi.
CANALE DESTRO SCOGLIO DEL MONTONE
11 Dicembre 2020, prima uscita post lookdown finalmente con buon innevamento e in mattinata, all’alba, dalla Pintura di Bolognola sono salito per il canale destro dello scoglio del Montone al Monte Castel Manardo per poi discendere a Forcella Bassete quindi alla strada del Fargno per continuare la ricerca della Chionea che avevamo già trovato esattamente un anno fa (vedi itinerario del 7 dicembre 2019).
In breve inserirò una scheda descrittiva della rara specie di insetto, sto aspettando notizie più accurate da parte di un esperto che abbiamo contattato.
Salita classica già descritta nel mio secondo libro “IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI” . La bellissima recente nevicata e la limpida mattinata mi hanno regalato le seguenti immagini.
1- Prime slavine sulla strada per il Rifugio del Fargno.2- Il canale destro dello Scoglio del Montone visto dalla strada.3 – 4- Il Monte Acuto visto dal canale man mano che mi innalzo .45- L’uscita sulla cresta dello Scoglio del Montone.6- La cresta di discesa dallo Scoglio del Montone verso Forcella Bassete.7- Semi di Bardana (Arctium lappa) ricoperti di neve.8- Geometrie triangolari a Forcella Bassete, la neve è poca e non riesce a ricoprire le piante ormai secche.9- La Valle di Bolognola in parte immersa nella nebbia.10- Un grosso lupo mi ha preceduto da poco a Forcella Bassete.11- Forcella Bassete con vista verso il Monte Acuto immerso nella nebbia.12 – 13- La Pescolletta1314-Il versante Ovest del Monte Castel Manardo. 15- Veduta verso Nord con la Costa Vetiche in primo piano, il Monte Cacamillo a sinistra e il Monte Cucco ed il Monte Catria (a destra) sullo sfondo.16- Il Monte Catria emerge dalla nebbia.17- Il versante Est del Monte Rotondo.18- Erba gelata a Forcella Bassete.19- Finalmente il Pizzo Regina è emerso dalla nebbia.20- Anche il Pizzo Tre Vescovi (a sinistra) ed il Monte Acuto emergono dalla nebbia che si va diradando man mano che si scalda l’aria.21-Si vede anche la croce di Pizzo Tre Vescovi piena di galaverna.22 – 23 -La bellissima cresta Est del Pizzo Tre Vescovi salita nell’Ottobre del 2019 (vedi itinerario).2324- Il Versante Nord-est del Pizzo Berro.25 – 26- Già i primi distacchi di slavine nel versante Nord del Pizzo Regina.2627- Scendendo da Forcella Bassete verso la strada che riporta alla Pintura di Bolognola con un mare di nebbia verso la cosiddetta “marca”.28- Il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) sembra già addobbato per Natale.29- Disco solare nella strada nei pressi della Pintura di Bolognola.30 – 31- Esemplare di Chionea spp. ritrovato nella strada del Fargno più a valle rispetto al ritrovamento dello stesso periodo del 2019.31