MONTE CASTEL MANARDO Salita al tramonto e discesa con luna piena.
Il 6 novembre 2025, partito alle 14,30 dalla Pintura di Bolognola sono salito alla Forcella Bassete passando per la Strada che conduce al Rifugio del Fargno.
Dalla Forcella sono salito allo Scoglio del Montone e quindi, per la panoramica cresta, alla cima del Monte Castel Manardo.
Qui ho aspettato il tramonto perchè sapevo che, dopo pochi minuti, sarebbe sorta anche la luna piena verso Est.
Ho atteso che si facesse buio e sono sceso, con la luce della frontale, per la cresta Nord, fino alla Pintura.
Fin dalla partenza sono stato l’unico uomo in montagna quel pomeriggio, in una giornata calda e con assenza di vento, sono stato immerso in una splendida e limpida luce autunnale ed in un silenzio irreale, che non si sente nella vita di tutti i giorni, mi sono sentito padrone delle mie montagne.
Delle volte un po’ di solitudine porta a riflettere sulla bellezza del nostro pianeta e sull’andamento della nostra stessa vita, ogni tanto ho bisogno di guardare dall’alto e da lontano anziché ai pochi metri della mia auto o a pochi centimetri del mio personal computer.
Di seguiti le immagini della splendida giornata.
1- Lunghe ombre autunnali nel bosco della strada del Fargno.2 – 3 -Colori autunnali nel bosco.34- Ancora qualche foglia di faggio verde.5- Funghetti su tronco morto.6- La strada Pintura di Bolognola-Rifugio del Fargno.7- La Pintura di Bolognola vista dal sentiero per Forcella Bassete.8- Ultimo raggio di sole dal Monte Acuto a Forcella Bassete.9- Il versante Nord del Pizzo Regina.10- Il Pizzo Regina ed il Pizzo Berro già in ombra.11- Il Monte Piselli e il Pizzo e la Croce di di Pizzo in primo piano.12- La salita da Forcella Bassete verso lo Scoglio del Montone, riprendo il sole, chi toglierà tutti questi pali ?13- Veduta verso Nord con il Monte Cucco ed il Monte Catria sulla sinistra e il Monte San Vicino alla destra14- Zoom sul Monte Catria.15- Zoom sul Monte San Vicino.16- Lo Scoglio del Montone con la mia ombra sempre più allungata.17. Veduta verso Est con il Monte Amandola e Casale Ricci in basso a destra, il Monte dell’Ascensione emerge dalla foschia delle colline Marchigiane.18- Lo scoglio che, dal Casale Ricci, domina le Roccacce sottostanti, erroneamente denominato Crepaccio Tovarich che si trova invece più ad Est del Casale.19 – 20- Salgo in compagnia di Bovini curiosi.2021 – 22- La cresta dello Scoglio del Montone, assolata e controsole (22).2223- Bovini al pascolo intorno al laghetto di Pescolla.24- La cima del Monte Castel Manardo vista dallo Scoglio del Montone.25- Oltre il Monte Sibilla si scopre anche il lontano Gran Sasso.26- Il Monte Prena a destra ed il Monte Camicia a sinistra.27 – 29- Ultime luci ed ombre prima del tramonto sulla cresta dello Scoglio del Montone.282930- Verso il tramonto il Monte dell’Ascensione si fa più netto.31- Le valli tra le provincie di Fermo, Ascoli Piceno e Teramo.32- Veduta verso Sud fino addirittura alla Majella.33- Il Monte San Vicino con il Monte d’Aria con il grande ripetitore a destra.34- La cima del Pizzo Regina ormai con il sole tramontato.35- Il sole verso il tramonto sulla Forcella del Fargno.36- Il Gran Sasso al tramonto.37- Il Monte Prena e il Monte Camicia al tramonto.38- Il Monte dell’Ascensione al tramonto.39 – 42- L’ultimo raggio di sole al Monte Castel Manardo.40414243- Il sole ormai tramontato.44- La vallata di Camerino al tramonto.45- L’ultimo raggio di sole sulla cima di Monte Castel Manardo, il mio zaino già metà in ombra.46 – 47- Dopo 15 minuti dal tramonto sorge la luna piena.4748 – 50- La luna ed il palo della cima di Monte Castel Manardo.495051- Camerino ha acceso le luci della notte.52- Autoscatto con la luna piena alle spalle.53 – 54- L’ultima luce del tramonto verso Ovest.5455- Le luci della Pintura di Bolognola.56 – 57- Le luci di Bolognola a sinistra e della Pintura a destra, scendendo dalla cresta Nord.5758 -59- Le luci lontane di Sarnano immerse nella foschia.5960- Gli impianti di risalita di Bolognola alla luce della luna piena.61- La porta di Berro alla luce della mia torcia.62- Occhi luminosi mi osservano nella notte, mucche al pascolo.64- La foto n.1 in notturna.
PIZZO TRE VESCOVI – PRIMA NEVE AUTUNNALE
Il 3 ottobre 2025 sono salito al Pizzo Tre Vescovi dalla Pintura di Bolognola.
Oltre i 1500 metri è caduta già la prima neve autunnale, la strada Pintura di Bolognola-Rifugio del Fargno era ghiacciata e in quota temperatura di -7°C e forti raffiche di tramontana fino a 70 km/h.
Arrivato con il sole alla Forcella del Fargno, sono bastati 30 minuti per far coprire dalla nebbia le cime oltre i 2000 metri.
Mentre scendevo dalla strada, ancora ghiacciata, verso la Pintura di Bolognola, poco prima del bosco, ho incontrato due ragazzi che salivano con inadatti scarponcini leggeri della Decathlon, mi hanno chiesto se il Rifugio del Fargno era aperto per poter mangiare un piatto di polenta
Li guardo e, con un sorriso mooooolto ironico, gli dico, “si andate che oggi trovate posto di sicuro, non c’è nessuno !!!!”, con la speranza che avessero capito che ovviamente il Rifugio era chiuso, ma i due hanno proseguito.
Dopo 50 metri mi sento chiamare e uno dei due mi dice “ma sicuro che il Rifugio è aperto ?”
E io gli ho risposto “ma secondo voi chi c’è oggi che vi cuoce una polenta al Rifugio con questo tempo ?”
Finalmente hanno capito la situazione e sono ridiscesi dietro di me, la stupidità di alcuni soggetti non ha limite.
Di seguito le immagini dell’escursione.
1- Il Monte Acuto con la prima neve della stagione.2 – 3- Contrasti di colore con i boschi ancora verdi verso il Monte Rotondo.34- Gli alberi ancora con le foglie sono stati sorpresi dalla nevicata in anticipo.5 – 6- Lavori di consolidamento delle pareti stradali sulla strada Pintura di Bolognola- Rifugio del Fargno…… a ottobre ??????67- Il versante Nord del Monte Acuto.8- L’attacco del canale Nord della Cima Acquario, molto ripido, la strada completamente ghiacciata.9- Il Monte Castel Manardo e la Forcella Bassete.10 – 11- Le cosiddette “Banderuole”, caratteristiche nuvole che indicano forte vento in quota, sopra al Monte Rotondo.1112- Il Versante Nord del Pizzo Tre Vescovi.13- Il Monte Bove Nord visto dalla Forcella del Fargno.14- Arrivato ala Forcella del Fargno c’è sole sulle cime, salire al Pizzo Tre Vescovi ci vogliono 30 minuti, saranno sufficienti per far arrivare una fitta nebbia in quota.15- Il Rifugio del Fargno visto dal sentiero che sale al Pizzo Tre Vescovi.16- Man mano che salgo arrivano sempre più nuvole.17 – 19- Il Monte Acuto visto da diverse altezze lungo il sentiero per il Pizzo Tre Vecovi181920- La cima del Pizzo Tre Vescovi ancora sgombra dalla nebbia lascia osservare la croce ghiacciata visibile anche da lontano.21- Raggiungo la cima sotto ad una fitta nebbia e spazzata da forti raffiche di tramontana, – 7°C.22 – 27- La Galaverna ha incorniciato la croce di vetta rendendola un meraviglioso spettacolo della natura.232425262728- Il Monte Acuto visto dal Pizzo Tre Vescovi.29- Anche il Pizzo Regina è avvolto dalla nebbia.30- Il Cartello alla Forcella del Monte Acuto.
MONTE ACUTO – STORIE DI VITA
Ognuno di noi ha un luogo del cuore, il mio chiaramente è in montagna ed è il Monte Acuto, nel gruppo dei Monti Sibillini.
Il Monte Acuto, indicato con questo nome sia dai valligiani che nelle principali carte topografiche (CAI Ascoli Piceno, Kompass, Ed. Il Lupo), viene stranamente denominato “Pizzo Acuto” solo nella cartografia del Parco.
La cima è alta poco più di 2000 metri, (2035 m.) è un lungo e stretto terrazzo sospeso in aria, avendo versanti molto ripidi essi non sono visibili dalla cima.
E’ una piccola cima, quando tengo le serate sulla sicurezza in montagna o la presentazione dei miei libri mi diverto a paragonare il Monte Acuto, il piccolo Cervino dei Monti Sibillini, al Cervino ed al maestoso K2, in confronto esso è poco più di una collinetta.
1- Il confronto, non proprio in scala, fra M.Acuto, il M.Cervino ed il K2.
Eppure, nel suo piccolo, conta le sue vittime, sulla strada ci sono ben tre lapidi di escursionisti caduti mentre tentavano di attraversare la strada ricoperta dalla neve, a piedi o in bicicletta.
2- La parete Nord del Monte Acuto con i tracciati delle vie descritte nel mio libro, le croci rosse in basso sono le lapidi degli escursionisti che sono morti sul versante del monte. La stellina al centro della parete è dove ho scattato la foto n.3
L’ho salito fin da piccolo, sono stato anche il primo a riportare nella bibliografia (I MIEI MONTI SIBILLINI) la salita estiva e invernale della sua ripida parete Nord, ormai sono quasi 50 anni che ho il bisogno di salire in questa cima, ormai fa parte della mia vita, a primavera con le giornate limpide ad ascoltare il canto delle allodole e del cuculo e sentire il profumo dei fiori ed in autunno con le giornate terse a guardare il panorama a chilometri di distanza anziché ai pochi metri della vita di tutti i giorni.
3- Salita invernale della parete Nord.
Il 24 Giugno 2025 sono salito al Monte Acuto di pomeriggio, terminato alcuni impegni di lavoro mattutino, sono partito dalla Pintura di Bolognola, ho percorso la strada che conduce al rifugio del Fargno e mi sono fermato a mangiare un panino nell’ultimo lembo di bosco nei pressi di alcuni Faggi secolari sopra strada dove mi ci ero fermato altre volte.
4- L’ultimo lembo di faggeta della strada del Fargno.
Questi grandi faggi recano i segni del tempo, grandi cicatrici alla base del tronco prodotte dalle slavine invernali, mi ricordo la prima volta che mi ci sono fermato avevo 20 anni, era stato un giorno difficile ma che avevo trasformato in una giornata indimenticabile perché fu proprio quel giorno che capii che avevo la mia vita nelle mani e che potevo fare tutto quello che a quel tempo, sognavo.
In quel luogo non è cambiato praticamente nulla da quando avevo 20 anni, mi sembra un po’ di ritornare indietro nel tempo, i Faggi sono qualche centimetro più grandi ma impercettibili, il panorama sempre quello, i suoni sempre quelli, i profumi sempre quelli.
5 – 6- I tronchi che recano i segni del tempo e delle slavine dei faggi secolari.6
Mentre stavo mangiando esce da una fessura del tronco di un Faggio un Cerambice di colore nero con lunghissime antenne e delle macchie più chiare nel corpo, uno dei coleotteri più grandi della nostra fauna, che si mette a risalire il tronco verso la chioma.
Poco più in alto ne vedo un’altro che saliva anch’esso e che poi si è dileguato dietro al tronco.
Ad un certo punto, con una rapidità incredibile, arriva un Picchio Muratore (Sitta europaea), prende nel becco il Cerambice che stava più in basso e vola via, non mi ha dato il tempo nemmeno di accendere la fotocamera per immortalarlo.
Mi ha dato il tempo però di rimanere male, quel meraviglioso coleottero era stato ghermito di fronte a me mentre lo ammiravo, gli ho fatto anche l’ultima foto della sua breve vita, come se ne avesse tante !!!
La sua vita era durata poco forse qualche giorno. Dopo pochi minuti vedo scendere dal tronco due Cerambici, visibilmente maschio e femmina in fase di accoppiamento. Pochi minuti prima uno aveva terminato la sua vita e adesso questi due si stanno dando da fare per procreare la generazione del prossimo anno, anche questa è la storia della vita.
Ho proseguito poi per la strada fino alla Forcella del Fargno da cui sono salito al Monte Acuto per il sentiero del Pizzo Tre Vescovi fino alla sella quindi alla cima per la paretina Ovest.
Di seguito le immagini dell’escursione tra flora e fauna:
7- Il Cerambice sta uscendo da una fessura della corteccia e si mimetizza perfettamente con il tronco del Faggio8 – 9 il Cerambice maschio uscito dalla corteccia inizia a risalire il tronco.910- I due Cerambici che salivano il tronco.11- L’ultima foto del Cerambice che stava più in basso, poco prima di essere catturato da un Picchio Muratore .12 – 13- Dopo circa 10 minuti il Cerambice maschio che stava più in alto scende dietro ad una femmina preparando così la generazione del prossimo anno.1314- Il maschio presenta le antenne più lunghe della femmina, qui ben visibili in controluce.15- orchidea Anacamptis pyramidalis sulla strada del Fargno, sullo sfondo il Monte Acuto.16- Il Monte Rotondo e la Cima di Costa Vetiche.17- La piccolissima Rosa pendulina.18- Il canalone sottostante la parete Nord del Monte Acuto ancora conserva della neve, in alto la cresta Est,19- Il versante Sud del Monte Rotondo con la Forcella Cucciolara.20- La coloratissima farfalla Anthocharis euphenoides.21 – 22- Bellissima fioritura di Gentiana dinarica sulle pareti della strada.2223- orchidea Dactylorhiza maculata var.borgognoni24- Lilium martagon in procinto di fiorire.25 – 26- Orchidea Dactylorhiza sambucina che forma fiori sia gialli che rossi.2627- Cynoglossum magellense, endemismo dell’Appennino centrale.28- Il sentiero per il Pizzo Tre Vescovi ed il Monte Acuto.29- La paretina Ovest del Monte Acuto.30- Il Pizzo Tre Vescovi visto dalla cima del Monte Acuto.31- La lunga e stretta cima del Monte Acuto.32- La paretina Ovest de il Pizzo Berro.33- Il sentiero che sale dal Rifugio del Fargno.34- Veduta verso Nord con la Cima di Costa Vetiche.35- La ripidissima ed ancora inviolata cresta Nord del Monte Acuto.36- Il Pizzo Regina ed il Pizzo Berro.37- Il sentiero che dalla forcella sale al Pizzo Tre Vescovi, i primi anni che venivo in montagna non esisteva neppure questo sentiero ed adesso è diventato un fosso.38- Il versante Sud del MO te Rotondo39- La Cima di Costa Vetiche con la cresta Sud in primo piano che abbiamo salito l’anno scorso (vedi itinerario).40- La valle del Fargno con la Pintura di Bolognola.41- L’Orchidea di alta quota Gymnadenia conopsea42- Pedicularis foliosa cresciuta direttamente sulla ormai abbandonata strada Pintura-Forcella del Fargno.43- Un Codirossone (Monticola saxatilis) mi tiene d’occhio dal margine superiore della strada, sotto a Monte Acuto.
CANALE SINISTRO DELLO SCOGLIO DEL MONTONE – Per allenamento e per chi non ha molto tempo di andare in montagna.
La salita del Canale destro dello Scoglio del Montone (M.Castel Manardo) è una facile classica salita invernale già descritta nella mia bibliografia, è fattibile in poche ore ed è quindi adatta per allenamento su pendii ripidi innevati e per chi non ha molto tempo per andare in montagna.
Il 24 Gennaio 2024, ho salito il canale con i seguenti tempi:
Camerino – Pintura di Bolognola in auto : 30 minuti
Pintura di Bolognola – Attacco del Canale : 30 minuti
Salita del canale fino alla cresta dello Scoglio del Montone, 350 metri di dislivello su pendii di 35 – 45 gradi di pendenza : 40 minuti
Discesa per M. Castel Manardo o per Forcella Bassete – Pintura di Bolognola : 1,20 ore
Pintura di Bolognola – Camerino in auto : 30 minuti.
Unica nota stonata la temperatura che al mattino presto era di 5 Gradi e quindi neve che, nel canale, affondava una scarpa e soprattutto i rifiuti trovati in prossimità della Pintura di Bolognola:
– escrementi di animali domestici raccolti in visibilissimi sacchetti poi abbandonati di fianco alla strada come se qualcuno li raccogliesse prima o poi, cosa che non sopporto, almeno se i padroni lasciassero gli escrementi sul posto, senza sacchetto, prima o poi si degraderebbero ma nel sacchetto sono visibili e rimangono per anni !!!!
-N.8 bottiglie di Vodka, Gin e altri superalcolici abbandonate nei prati e debitamente raccolte da me e smaltite nei contenitori per rifiuti PRESENTI ALLA PINTURA, lasciati molto probabilmente da educatissimi giovani, le nuove leve di questa maleducatissima Italia.
Di seguito le immagini della salita
1- Il Monte Acuto visto dalla Pintura di Bolognola.2- La neve era ricoperta di migliaia di Pulci delle Nevi (Hypogastrura nivicola : Collemboli).3- Il Monte Acuto visto dalla strada del Fargno, nei pressi dell’attacco del canale di salita.4- Il Canale di salita.5- Lo Scoglio del Montone e, a destra, il canale di salita.6- Il primo tratto di salita, su pendii di 35 Gradi.7 – 13- Il Monte Rotondo visto dal canale, man mano che si sale il pendio si impenna fono ai 45 gradi di pendenza.891011121314- Il pendio opposto, verso lo Scoglio del Montone.15- L’ultimo tratto di salita.16 – 17 -L’uscita sulla cresta che dal M.Castel Manardo scende verso Forcella Bassete.1718- Il Pizzo e la Valle dell’Ambro.19 – 20- La cresta con il M. Rotondo a destra ed il M. Acuto e Pizzo Tre Vescovi a sinistra2021- Il pendio verso la Valle del Fargno.22- La mia lunga ombra si proietta verso Bolognola con Camerino in alto a sinistra.23- Lo Scoglio del Montone.24- L’ultimo tratto di cresta prima della discesa per Forcella Bassete.25- Il Pizzo Regina a sinistra e il Pizzo Berro a destra.26- Il Pizzo Berro.27 – ll Monte Acuto ed il Pizzo Tre Vescovi visti dalla cresta di discesa.28- ll Monte Acuto ed il Pizzo Tre Vescovi visti dalla Forcella Bassete.29- Il Monte Rotondo visto da Forcella Bassete.30- Lo Scoglio del Montone visto da Forcella Bassete.31- Il canale destro dello Scoglio del Montone visto dalla Pintura di Bolognola.32- Il Monte Castel Manardo con il canale di salita, visto da Camerino.33- Sacchetti di escrementi di animali domestici lasciati di fianco alla strada nei pressi della Pintura di Bolognola.34- Bottiglie di superalcolici vuote abbandonate nei pressi della Pintura di Bolognola.
MONTE ACUTO E PIZZO TRE VESCOVI
Finalmente oggi, 22 giugno 2024, dopo giorni di afa e aria del deserto, una giornata limpida ci ha regalato la possibilità di una bella e facile escursione.
Dalla Pintura di Bolognola abbiamo raggiunto la Forcella del Fargno percorrendo la strada chiusa al traffico veicolare per poi salire al Monte Acuto (Pizzo Senza Nome in alcune carte o erroneamente Pizzo Acuto) e successivamente al Pizzo Tre Vescovi per il sentiero del versante Nord.
Quindi siamo scesi alla Forcella Angagnola e raggiunto l’Antecima Nord del Pizzo Berro per ritornare alla Pintura di Bolognola passando per il Rifugio del Fargno, per una lunghezza di 16 chilometri e 700 metri di dislivello.
Questa escursione, che faccio almeno due o tre volte l’anno, in tutte le stagioni, per me oggi ha avuto un fascino particolare perché esattamente 45 anni fa fu la mia prima uscita oltre i 2000 metri nei Monti Sibillini. La cima di Monte Acuto è una delle poche cime dei Monti Sibillini che da in pieno la sensazione di stare in alta montagna probabilmente perché è un terrazzino lungo 30 metri e largo alcuni metri sospeso in aria, tutti i pendii della cima sono estremamente ripidi. Ogni volta che salgo lassù rivivo le stesse sensazioni di quando sono salito la prima volta, è un po’ come salire su una macchina del tempo che mi riporta 45 anni indietro. La montagna non è cambiata, è sempre la stessa, del resto 45 anni di tempo geologico non sono nulla, solo qualche segno del terremoto in lontananza sulle pareti del M.Bove Nord ma del resto tutto è come sempre, gli stessi fiori, gli stessi canti di uccelli, dei grilli, gli stessi profumi. Chiudo gli occhi e mi sembra di ritornare ragazzo poi mi rendo conto che per me sono passati gli anni e non sono più quel ragazzo, dentro e fuori. Delle volte vorrei ritornare alla prima volta in modo da cambiare quello che non è andato come volevo nella mia vita ma ormai è l’inevitabile scorrere lento del tempo.
Di seguito le immagini dell’escursione
1- Una rosa canina in piena fioritura ci accoglie nella Valle del Fargno, in lontananza a sinistra il Monte Acuto, a destra la Cima di Costa Vetiche.2- Farfalline della specie Zygaena affollano una scabiosa3- e su una orchidea Anacamptis pyramidalis4- Gruppo con varie tonalità di colore di Anacamptis pyramidalis5- Tafano con “occhi” verdi.6- Cavolaia su Linaria purpurea7- Armeria canescens conn lo sfondo del Monte Bove Nord8- Culbianco 9- Il sentiero che sale dalla Forcella del Fargno al Monte Acuto e Pizzo Tre Vescovi.10- Il Pizzo Tre Vescovi visto dalla paretina di accesso al Monte Acuto.11- Il mio amico non se la sente di salire il tratto più ripido per il Monte Acuto, sullo sfondo il Rifugio del Fargno.12- Il Monte Rotondo e la Croce di Monte Rotondo a sinistra visti dalla cima del Monte Acuto.13- La strettissima cima del Monte Acuto.14- Il Pizzo Regina (M.Priora) ed il Pizzo Berro a destra con il verde bellissimo del versante Est del Pizzo Tre Vescovi.15- Il Pizzo Tre Vescovi ed il Pizzo Berro a destra.16- Dianthus carthusianorum nsulla cima del Monte Acuto.17- Il Monte Acuto visto dal Pizzo Tre Vescovi, a destra il Monte Castel Manardo.18- Il Monte Bove Nord19- La Val di Panico ed il Monte Bove Sud.20- Il Pizzo Berro visto dal Pizzo Tre Vescovi.21- La croce di Pizzo Tre Vescovi vista dalla cresta che scende diretta verso il Rifugio del Fargno ma adatta solo ad esperti22- Le pareti rocciose della cresta Sud del Pizzo Tre Vescovi ospitano una delle poche stazioni della rara Saxifraga porophylla23- Il Monte Bove Nord emerge dalle rocce della cresta Sud.24- Il Monte Bove Nord con un Atadinus pumilus (Rhamnus pumila) sulle rocce in primo piano la cui foto di 30 anni fa è presente a pagina 114 del mio libro “I MIEI MONTI SIBILLINI”-25- Saxifraga exarata subsp. ampullacea, caratteristica specie delle rocce.26 -27 – Il Pizzo Berro e la Forcella Angagnola.2728- Le curiose formazioni rocciose della cresta Sud del Pizzo Tre Vescovi.28- Il Pizzo Regina, versante Nord.29- Il Monte Rotondo e fioritura di Eliantemi in primo piano alla Forcella Angagnola.30- La Forcella Angagnola e l’Antecima Nord del Pizzo Berro, il bellissimo prato verde in primo piano mi ricorda una etichetta adesiva che andava di moda anni ’90 con la scritta “L’erba dei Sibillini è più verde”.31 – 31 – Le rocce della Forcella Angagnola con il Pizzo Tre Vescovi.3233- veduta verticale dalla Forcella Angagnola sul Casale Rinaldi nella testata della Valle dell’Ambro.34- Saxifraga callosa con lo sfondo del Monte Bove.35- Il Pizzo Regina visto dalla Forcella Angagnola.36- L’Anticima Nord del Pizzo Berro vista dalla Forcella Angagnola.
CANALE DESTRO SCOGLIO DEL MONTONE – MONTE ACUTO
Il 31 dicembre, con Carlo, Manuel, Gilberto e Valerio abbiamo chiuso in bellezza il 2021 effettuando la salita del facile canale destro dello Scoglio del Montone al Monte Castel Manardo per poi scendere alla Forcella Bassete e proseguire l’ascensione per la cresta Nord-est del Monte Acuto.
Di seguito le immagini della giornata.
1- 2- Il primo tratto del canale destro dello Scoglio del Montone.23 – 4- Il tratto finale del canale, più ripido.45- La Pintura di Bolognola da dove siamo partiti e, sullo sfondo, il Monte Conero.6- L’uscita del canale7- 8- La cresta che scende dal Monte Castel Manardo verso Forcella Bassete.89- La salita verso la cresta Nord-est del Monte Acuto con il suo profilo umano.10- 14- Sulla cresta Nord-est del Monte Acuto.1112131415- Il versante Nord del Pizzo Regina. e del Pizzo Berro a destra16- Il versante Sud del Monte Rotondo nella vallata del Fargno.17- Slavina a Fonte Bassete caduta dopo un repentino innalzamento delle temperature di alcuni giorni prima nonostante lo scarso innevamento.
PIZZO TRE VESCOVI – Prima ascensione invernale 2021-2022
In occasione della prima abbondante nevicata in quota dell’inverno 2021-2022, con Carlo e Federico abbiamo effettuato l’ascensione classica dalla Pintura di Bolognola per la strada del Fargno, chiusa al traffico veicolare, fino al Rifugio omonimo quindi siamo saliti alla cima di Pizzo Tre Vescovi per il versante Nord su neve a tratti anche gelata. Bellissima la croce di vetta completamente glassata dalla galaverna. Siamo infine discesi per il versante Est fino alla Pescolla e poi alla strada per Forcella Bassete.
Di seguito le immagini della bellissima giornata.
1- Il versante Est del Monte Rotondo e la Forcella Cucciolara visti dalla strada del Fargno. 2- Prime colate di ghiaccio sulle pareti della strada.3- Il versante Nord del Pizzo Tre Vescovi.4- La Forcella del Fargno con l’omonimo rifugio.5- Tratto gelatissimo verso la Forcella Angagnola, alle spalle il versante Sud del Monte Rotondo..6- L’ombra del Pizzo Tre Vescovi e del Monte Acuto si stagliano verso il Monte Rotondo.7- Girando nl versante Nord del Pizzo Tre Vescovi con il Monte Bove Nord alle spalle.8- Il Rifugio del Fargno sovrastato da una nuvola di nebbia modellata dal vento.9- Sul versante Nord del Pizzo Tre Vescovi.10- Il Monte Rotondo visto dalla sella del Monte Acuto11 – 12- La cresta Nord-est del Pizzo Tre Vescovi con la croce di vetta.1213- 14 – Il Monte Acuto durante la salita al Pizzo Tre Vescovi.1415- Il versante Nord del Pizzo Regina .16- Eccoci in prossimità della croce di cima al Pizzo Tre Vescovi.17- 18- Arriva la nebbia ma per fortuna il forte vento la spazza in breve.1819 – 20- 21- 22- Ed ecco la croce di cima nel suo splendore invernale vista dal tutti i lati, glassata dalla galaverna.20212223 – 24- Discesa dal versante Est del Pizzo Tre Vescovi con il maestoso Pizzo Regina (M. Priora) di lato.2425- La traversata sopra alla Pescolla26- Il versante Est del Monte Acuto con il suo grande profilo umano.27- Infine scendiamo alla strada , a destra Cima Bassete, al centro Cima Acquario e sullo fondo la parete Nord del Monte Acuto.
MONTE ACUTO Salita classica per la cresta Est.
Salita dalla Pintura di Bolognola in una giornata lavorativa in cui ho incontrato un solo altro appassionato di montagna ma caratterizzato da primo strano incontro sulla strada del Fargno, all’altezza del primo bosco, 50 metri sotto la strada, in un tratto di bosco tagliato da diverso tempo e ancora con grandi tronchi a terra, i resti di un scooter senza manubrio ne motore di colore azzurro visibilissimo mi salta subito agli occhi e mi pongo una serie di domande:
1- Perché hanno abbandonato i resti di uno scooter in quel posto?
2- Lo hanno portato li con il motore e poi lo hanno smontato e portato via (ipotesi meno probabile in quanto la più faticosa) ?
3- Lo hanno portato li già smontato (ipotesi più probabile in quanto la meno faticosa) ?
4- Perché chi ha tagliato il bosco non ha portato via i grandi tronchi, visibili nella foto, che si stanno già decomponendo, dopo tutta la fatica che ha fatto per tagliarli ?
5- Le vedo solo io certe cose? E perché chi vigila non le vede ?
6-Perché la gente fa certe stupidaggini ?
Ma ormai in questi ultimi anni in montagna ne sto vedendo di tutti i colori e non mi stupisce più niente, alcuni anni fa trovammo perfino i resti di due auto nel vallone sotto a Forca di Presta.
Inoltre vorrei sollecitare il “segnalatore seriale” delle cime dei Monti Sibillini a riportare, sulla solita pietra di cima, il nome e la quota del Monte Acuto con il solito pennarello in quanto ancora mancante e soprattutto perché ormai, in mancanza di meglio, è diventata una caratteristica dei Monti Sibillini e forse unica al mondo !!!!.
1- La carrozzeria dello scooter tra i tronchi tagliati e lasciati li da diverso tempo nel bosco sotto la strada.2- Lo scooter e in alto il bordo della strada sovrastante che collega la Pintura di Bolognola al Rifugio del Fargno.3- Il Monte Acuto e il Pizzo Tre Vescovi visti da Forcella Bassete.4- Avvicinamento alla cresta Est del Monte Acuto con il suo grande profilo umano che guarda verso Nord.5- La cresta del Monte Acuto che scende verso Forcella Bassete e prosegue verso il Monte Castel Manardo.6- Il primo tratto di cresta del Monte Acuto con la caratteristica roccia sporgente, denominata “il naso”.7- La parete Nord del Monte Acuto con tracce di salitori e il Monte Rotondo sullo sfondo.8- La cima del Monte Acuto con il cumulo di sassi ma senza la consueta scritta con il pennarello del nome e quota della cima, forse il “segnalatore seriale” delle cime dei Sibillini non è mai giunto in questa cima.9- Il Pizzo Regina a sinistra ed il Pizzo Berro a destra.10 – 11- Neve modellata dal vento nel versante Nord del Pizzo Regina.1112 – 13- Neve modellata dal vento nei pressi della cima del Pizzo Tre Vescovi. 1314- L’inviolata parete Nord dell’anticima di Pizzo Berro, solo le creste a destra (salita classica) e sinistra (salita descritta nel mio sito) sono state salite ma il centro della parete ancora no.15- Il Pizzo Tre Vescovi visto dalla cima del Monte Acuto16- La cresta della ripida zona denominata “Acquario” con innevamento solo nel versante Nord.17- Verso mezzogiorno si leva un forte vento che anticipa il maltempo che arriverà il giorno dopo, sopra le cime (Pizzo Regina) si formano le caratteristiche nubi denominate “banderuole”.18- La cresta Est del Monte Acuto con il profilo umano ancora più visibile e tratti di scivolosissimo “falasco” in primo piano pressato dalla neve.19- Scendendo arrivano le “banderuole” anche sopra Monte Acuto.20- Luci ed ombre nella faggeta sulla strada del ritorno.21- Tracce di roditori che girovagano intorno ai faggi22- E finalmente ne scovo uno tra le radici di un faggio.23 – 24- Residui di blocchi di slavine cadute circa un mese prima sulla strada.2425 -Il blocco della foto n.24 fotografato ai primi di marzo.26- I blocchi caduti un mese fa.27- Tracce di cinghiali riempite dalle foglie secche.
CANALE DESTRO SCOGLIO DEL MONTONE
11 Dicembre 2020, prima uscita post lookdown finalmente con buon innevamento e in mattinata, all’alba, dalla Pintura di Bolognola sono salito per il canale destro dello scoglio del Montone al Monte Castel Manardo per poi discendere a Forcella Bassete quindi alla strada del Fargno per continuare la ricerca della Chionea che avevamo già trovato esattamente un anno fa (vedi itinerario del 7 dicembre 2019).
In breve inserirò una scheda descrittiva della rara specie di insetto, sto aspettando notizie più accurate da parte di un esperto che abbiamo contattato.
Salita classica già descritta nel mio secondo libro “IL FASCINO DEI MONTI SIBILLINI” . La bellissima recente nevicata e la limpida mattinata mi hanno regalato le seguenti immagini.
1- Prime slavine sulla strada per il Rifugio del Fargno.2- Il canale destro dello Scoglio del Montone visto dalla strada.3 – 4- Il Monte Acuto visto dal canale man mano che mi innalzo .45- L’uscita sulla cresta dello Scoglio del Montone.6- La cresta di discesa dallo Scoglio del Montone verso Forcella Bassete.7- Semi di Bardana (Arctium lappa) ricoperti di neve.8- Geometrie triangolari a Forcella Bassete, la neve è poca e non riesce a ricoprire le piante ormai secche.9- La Valle di Bolognola in parte immersa nella nebbia.10- Un grosso lupo mi ha preceduto da poco a Forcella Bassete.11- Forcella Bassete con vista verso il Monte Acuto immerso nella nebbia.12 – 13- La Pescolletta1314-Il versante Ovest del Monte Castel Manardo. 15- Veduta verso Nord con la Costa Vetiche in primo piano, il Monte Cacamillo a sinistra e il Monte Cucco ed il Monte Catria (a destra) sullo sfondo.16- Il Monte Catria emerge dalla nebbia.17- Il versante Est del Monte Rotondo.18- Erba gelata a Forcella Bassete.19- Finalmente il Pizzo Regina è emerso dalla nebbia.20- Anche il Pizzo Tre Vescovi (a sinistra) ed il Monte Acuto emergono dalla nebbia che si va diradando man mano che si scalda l’aria.21-Si vede anche la croce di Pizzo Tre Vescovi piena di galaverna.22 – 23 -La bellissima cresta Est del Pizzo Tre Vescovi salita nell’Ottobre del 2019 (vedi itinerario).2324- Il Versante Nord-est del Pizzo Berro.25 – 26- Già i primi distacchi di slavine nel versante Nord del Pizzo Regina.2627- Scendendo da Forcella Bassete verso la strada che riporta alla Pintura di Bolognola con un mare di nebbia verso la cosiddetta “marca”.28- Il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) sembra già addobbato per Natale.29- Disco solare nella strada nei pressi della Pintura di Bolognola.30 – 31- Esemplare di Chionea spp. ritrovato nella strada del Fargno più a valle rispetto al ritrovamento dello stesso periodo del 2019.31
MONTE CASTEL MANARDO
Ascensione classica pomeridiana del 5 marzo 2020 con partenza dalla Pintura di Bolognola.
Montagne appena imbiancate oltre i 1700 metri e praticamente solo sui versanti Nord, come consuetudine di questo anomalo inverno.
Iniziato la salita con il sole ed in maniche di camicia, una spessa barriera di nuvole avanzava da Ovest, giunto in cima in 45 minuti di cammino è iniziato a montare un vento sempre più forte, durante la discesa addirittura è anche iniziato a nevicare.
Questa è la montagna, anche in una banalissima ascensione di alcune ore.
Di seguito le immagini della ascensione.
1- Il versante Nord del Monte Castel Manardo con la strada per il Monte Amandola giunti a marzo senza neve.2- L’uscita del canale Nord di Fonte Gorga, anch’esso senza neve.3- Veduta verso Il Monte Acuto, Pizzo Tre Vescovi e dalla parte opposta della vallata, il Monte Rotondo.4- Nei pressi della cima di Monte Castel Manardo, caratterizzata da prati di Falasco.5- Il Pizzo Regina con il palo che delimita il perimetro del Parco, che rappresenta nel migliore dei modi la sua situazione.6- Da destra il M. Acuto, Pizzo Tre Vescovi e Pizzo Berro.7- Sul Pizzo Regina già soffia vento. ma verrà peggio in pochi minuti.8- Le pendici Nord del Pizzo Regina con addirittura delle slavine arrivate fino al bosco, eppure la neve è pochissima e appena imbianca l’erba., sullo fondo il M.Sibilla.9- Il laghetto di Pescolletta, quasi asciutto e gelato con la neve solo sul versante Nord.10- Il Monte Acuto con le nuvole di maltempo.11-Le pendici superiori del Pizzo Regina con ancora una striscia di sole. 12- 13 Il versante Nord del Monte Sibilla emerge dalle pendici del Pizzo Regina. 13 14 – Il vento aumenta sulla cima di Pizzo Regina.15 – Dopo 15 minuti dalla foto n.14 16 – 17 Dopo altri 15 minuti della foto n.151718- Successione di creste dal Pizzo Regina, Monte Zampa (con sole), Monte Banditello, Monti della Laga e, in fondo, Gruppo del Gran Sasso.