MONTE PELLICCIARA E MONTE MACCHIALTA DA FORCA DI PRESTA – incontro con una Arvicola delle Nevi.

ASCENSIONI CLASSICHE dal 2018 ad oggi
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Il 23 Dicembre 2025, insieme a mia figlia Miriana, abbiamo percorso la cresta da Forca di Presta a Monte Pellicciara e Monte Macchialta per poi ritornare indietro dal sentiero basso attrezzato per disabili.

All’arrivo a Forca di Presta c’era una macchina con due ragazzi rimasta impantanata di fianco alla strada per il Rifugio degli Alpini, non ho ben capito dove volesse andare, addirittura hanno divelto un cartello stradale per cercare di far leva sulle ruote, al ritorno l’auto non c’era più ed il cartello era a terra.

Una semplice passeggiata rilassante anche se in una giornata nuvolosa e ventosa, con temperature intorno ai 10°C e con poca neve anche in quota che però, a ritorno, nei pressi di un edificio, ci ha permesso un raro incontro con una Arvicola delle Nevi (Chionomys nivalis) che non va in letargo ed era indaffarata a sistemare le sue gallerie sotterranee.

Poi nei pressi del Rifugio degli Alpini, le talpe, nonostante inverno, avevano scavato molte buche sollevando molta terra nerissima, ricca di carbonio, la più nera che ho mai visto nei Monti Sibillini.

Essendo un Chimico, ne ho preso un campione e mi sono tolto la curiosità di misurare la quantità di Carbonio, il risultato è stato del 45 %, può essere quasi usata come carbone, è molto vicina ad una torba, la Torba contiene dal 50 al 60% di Carbonio.

Di seguito le immagini dell’escursione.

1 – 3- I Piani di Castelluccio con solo strisce di neve
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4- Forca di Presta, nessuna macchina sul lato del sentiero per il Monte Vetore.
5- L’auto dei due ragazzi rimasta impantanata di lato alla strada ed il ragazzo che ha preso il cartello per cercare di sbloccare l’auto, dove volevano andare ancora non l’ho capito.
6- Il Monte Vettore a destr e la Cima di Prato Pulito e la Cima del Lago a sinistra, visti da Forca di Presta,
7- Da destra, la Punta di Prato Pulito, la Cima del Lago e la Cima del Redentore con il Cordone del Vettore, la faglia del terremoto del 2016, visti dalla cresta per Monte Pellicciara.
8- Il Monte Vettore e la Cima di Pretare a destra.
9- Sulla cresta un lungo filone di nerissima Selce (Biossido di Silicio), non ho mai trovato Selce nei Monti Sibillini così nera e grande.
10- Addirittura un Favagello fiorito (Ranunculus ficaria).
11- E una Genziana verna.
12- Castelluccio visto da Monte Pellicciara.
13 – 14- Il Cordone del Vettore con il pendio che ho salito e descritto il 25 Settembre.
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15- Lo Scoglio dell’Aquila.
16- La Forca delle Ciaole con il Rifugio Zilioli a sinistra e la cima del Monte Vettore a destra.
17- Il Massiccio del Monte Vettore visto da Monte Pellicciara.
18- La solita scritta a pennarello sulle cime dei Monti Sibillini.
19- Il Piano Grande visto da Monte Macchialta.
20- Il Piano Piccolo visto da Monte Macchialta.
21- Il Laghetto del Piano Piccolo, ovviamente gelato.
22- Mia figlia Miriana sulla cima del Monte Macchialta.
23- Veduta del Massiccio del Monte Vettore da Monte Macchialta.
24 – 26- L’Arvicola delle nevi fa capolino da una delle sua gallerie nei pressi di un edificio nel sentiero per disabili.
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27- Quando ritorniamo a Forca di Presta è rimasta solo la mia auto.
28 – 30- Le buche di Talpe con la nerissima terra, quasi Torba, estratta da sotto la cotica erbosa.
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31- Il cartello divelto lasciato a terra dai ragazzi della foto n.5.
32 – 33- Addirittura sulla strada ancora va in giro un coleottero Geotrupe dal bellissimo colore Blu metallizzato che trasporta sulla pancia un gruppo di acari.
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